È un momento delicato per il calcio italiano e l'eliminazione, per mano della Bosnia, ha riacceso tutte le difficoltà di un Paese in crisi sotto l'aspetto sportivo per quanto riguarda il mondo pallonaro. Da una decina di giorni a questa parte, con le dimissioni di Gravina, Buffon e del ct Gattuso, non si fa altro che parlare di successori, nomi e possibili riforme per far tornare a splendere i giovani italiani anche nel calcio. Diveri i temi toccati dal Ministro dello Sport, Andrea Abodi, a margine della conferenza di presentazione del progetto Sport Missione Comune e anche nella relazione pubblicata da Gravina.
Tema stadi
Il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi ha parlato del tema stadi in vista di Euro 2032: "Ceferin ci ha ricordato che dobbiamo fare qualche passo in avanti, lo stiamo facendo con l'entrata in piena operatività del commissario che consentirà di accelerare tutti i processi già avviati". E tra questi c'è quello della Roma a Pietralata: "Tutti i dossier sono aperti, quella della Roma è solo una delle iniziative e sembra si vada a un conferimento al commissario della procedura amministrativa. Sarà lui, con il sindaco Gualtieri, a far in modo che i risultati raggiunti in consiglio comunale si possano produrre in una conclusione veloce della parte amministrativa e l'apertura del cantiere nel 2027".
Malagò e l'ipotesi commissariamento
Il Ministro prosegue: "Con Giovanni Malagò ci sentiamo costantemente, abbiamo responsabilità comuni. È il presidente della fondazione Milano-Cortina, stiamo chiudendo il bilancio e stiamo vedendo di chiudere definitivamente in modo positivo visto che positiva è stata l'organizzazione, l'accoglienza e lo spettacolo, grazie anche al lavoro di Simico. Le scelte della Figc dipendono dalle componenti. Ognuno fa il suo mestiere, io cerco di fare il mio".
E continua: "Commissariamento? È una facoltà che è nelle disponibilità del presidente del Coni, quindi sarà il Coni a valutare se ci sono i presupposti. C'è una data per le elezioni, io ho i miei convincimenti. Non mi interessa tanto chi sarà il presidente, ma che sia in grado di fare ciò che non è stato fatto con il 98% del consenso".