Problema di sistema e rischi
E ancora Gravina: "Se vogliamo il bene del calcio italiano, in quanto movimento sportivo nel suo complesso, è necessario fare chiarezza sulle reali competenze della Federazione, delle Leghe e delle istituzioni. Troppe imprecisioni, se non addirittura vere e proprio falsità, infatti, alimentano la ricerca di colpevoli a tutti i costi, ma soprattutto la diffusione di convinzioni errate. Rischio, quest’ultimo, che penalizza ancor più del primo la vera ricerca di soluzioni ai problemi del nostro calcio. A mio avviso, infatti, non è un caso che nelle materie di diretta ed esclusiva competenza federale, si siano raggiunti risultati ragguardevoli, al contrario delle materie in cui gli interessi delle componenti, così come le reciproche autonomie, si sovrappongono a tal punto da arrivare ad ingessare il sistema. Un sistema economicamente insostenibile, in cui le risorse generate non bastano a coprire i costi - con la conseguenza che si preferisce ingaggiare calciatori dall’estero, che spesso risultano più a buon mercato e sottostanno a qualche vincolo normativo in meno per essere tesserati - per esempio i diversi sistemi di garanzie da prestare o il progressivo alleggerimento dei vincoli per il tesseramento di nuovi calciatori extracomunitari, aspetti che in entrambi i casi rientrano nella nuova autonomia riconosciuta alla Lega Calcio Serie A".
Perdite col Covid
Poi aggiunge: "Tra il 1986/87 e il 2024/25 non sono state ammesse ai campionati professionistici, per inadempimenti economico-finanziari, 194 società, mentre solo negli ultimi 13 anni sono stati inflitti 519 punti di penalizzazione. Nonostante l’aumento dei ricavi leggermente superiore a quello dei costi nell’ultimo quinquennio, il calcio professionistico italiano perde ancora oltre 730 milioni di euro all’anno. Complessivamente, nelle tre stagioni toccate dal Covid, i club professionistici italiani hanno perso 3,6 miliardi di euro. Ciò nonostante, nell’ultimo quinquennio, il costo del lavoro è aumentato in tutte le categorie, ma, mentre in Serie A i ricavi sono cresciuti di più, in Serie B nello stesso periodo tale rapporto è cresciuto dal 55% all’82% e in Serie C dall’88% all’89%. L’incidenza dei debiti sul totale delle attività, nonostante gli sforzi degli ultimi anni, è ancora leggermente superiore all’epoca pre-Covid - 80,6%, con 5,5 miliardi di indebitamento totale -. Nel 2007/08 i ricavi aggregati erano in grado di coprire il 97% dell’indebitamento totale, nel 2023/24 questa percentuale è scesa all’83%. Il costo delle commissioni pagate dai club agli agenti ha toccato nel 2025 il valore più alto di sempre - oltre 300 mln euro totali -, con incrementi particolarmente significativi anche in Serie B, Serie C e Divisione Serie A femminile".