Kolo Muani, solo Juve! Malizia, leve Comolli e il vero nemico: dentro l'ultimo round

Il francese, in gol contro l’Eintracht, preme per tornare a casa. Chiellini ne parla e Spalletti ci spera

A un’ora dall’inizio di Monaco-Juventus, Marco Ottolini e Giorgio Chiellini erano a colloquio sul campo del Louis II di Montecarlo. A loro si è avvicinato Luciano Spalletti, quindi l’ha fatto François Modesto, allora si è aggiunto l’ad Damien Comolli. È sembrato un vertice di mercato in piena regola, invece i gesti hanno tradito un po’ le aspettative: il dt, che in questo stadio ha giocato a lungo, era intento a spiegare la conformazione della struttura. L’amministratore delegato - che qui è invece cresciuto -, ha invece rivissuto vecchi ricordi, gli inizi, i passaggi. Sempre cruciali. Tutti chiave. Il prossimo? Sarà capire come andare a riprendere Kolo Muani, e diversamente dalla scorsa estate: ci aveva provato a lungo, ci era quasi riuscito, poi è saltato tutto e non si è sentito esente da colpe.

Kolo Muani, solo Juve

Ecco, ora ha un nuovo round. Lo affronterà in queste ore, quelle che seguono il maxi turno di Champions League e quelle in cui lo stesso giocatore si è mostrato con le dita incrociate, come da “bio” di Instagram, modificata maliziosamente e cavalcando le frequenze con cui si parla del possibile ritorno in Italia. Del resto, se c’è una possibilità concreta che l’affare vada in porto, il merito è proprio di Kolo. Si trova nella stessa situazione di un anno fa. Si è isolato, gioca poco, ha avuto qualche infortunio e fa fatica soprattutto a ritrovare la regolarità, che a Torino è sembrata addirittura scontata. E invece no, scontata non lo era, perché l’ambiente ha fatto la differenza e perché il gruppo è sempre stato un supporto straordinario. Insomma: sarebbe un ritorno a casa in piena regola.

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Juve, il vero avversario

E questa è una delle leve che Comolli utilizzerà questa mattina, quand’è previsto finalmente un contatto diretto con il Tottenham, la cui recente apertura alla discussione ha animato - e non poco - i bianconeri. Il vero avversario, semmai, rimane il tecnico degli Spurs, Thomas Frank: davanti alla prospettiva di cedere Tel, ha fatto barricate. Lo stesso è accaduto quando gli è stato prospettato l’addio di Muani, ieri titolare contro L’Eintracht e pure in gol. A maggior ragione, il tecnico non vorrà toccare alcun filo del reparto. Bisognerà per questo agire di diplomazia, oltre a mostrare le garanzie necessarie per trovare un accordo, che poi sarebbe lo stesso che avevano siglato gli inglesi: un prestito secco con 5 milioni per il disturbo.

Chiellini su Kolo Muani

"Stiamo cercando di capire se ci sono dei profili che possono migliorare questa squadra, ma non è facile - ha commentato Giorgio Chiellini poco prima del fischio d’inizio di Montecarlo -. Kolo è un giocatore che qua è stato bene, ha fatto molto bene lo scorso anno, ma non è un giocatore della Juventus. Vediamo in questi giorni, tutti vorremmo poter migliorare la squadra pur nelle difficoltà e aiutare poi a dare qualche arma in più al mister e completare la rosa, lo vedremo nei prossimi giorni".

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Spalletti e la dimensione Juve

Delicati, fondamentali. Anche per dare un segnale a Spalletti, che sta cercando di dare una dimensione a questa Juventus e che è stato ormai capace di oltrepassare le difficoltà di una partita senza una punta di ruolo. Ma questo non vuol dire che non ne abbia bisogno. Anzi. Dopo le ultime prestazioni, la volontà di completare la rosa si è fatta più forte, come le conseguenze dei no - da Mateta a En-Nesyri - si sono fatte più interessanti. Il mercato di gennaio è anche questo ed è tempismo sopra ogni altra cosa. Certo, in pochi immaginavano una finestra così importante a questo punto. Nessuno, invece, sognava un ritorno così enorme. Forse solo Kolo.

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A un’ora dall’inizio di Monaco-Juventus, Marco Ottolini e Giorgio Chiellini erano a colloquio sul campo del Louis II di Montecarlo. A loro si è avvicinato Luciano Spalletti, quindi l’ha fatto François Modesto, allora si è aggiunto l’ad Damien Comolli. È sembrato un vertice di mercato in piena regola, invece i gesti hanno tradito un po’ le aspettative: il dt, che in questo stadio ha giocato a lungo, era intento a spiegare la conformazione della struttura. L’amministratore delegato - che qui è invece cresciuto -, ha invece rivissuto vecchi ricordi, gli inizi, i passaggi. Sempre cruciali. Tutti chiave. Il prossimo? Sarà capire come andare a riprendere Kolo Muani, e diversamente dalla scorsa estate: ci aveva provato a lungo, ci era quasi riuscito, poi è saltato tutto e non si è sentito esente da colpe.

Kolo Muani, solo Juve

Ecco, ora ha un nuovo round. Lo affronterà in queste ore, quelle che seguono il maxi turno di Champions League e quelle in cui lo stesso giocatore si è mostrato con le dita incrociate, come da “bio” di Instagram, modificata maliziosamente e cavalcando le frequenze con cui si parla del possibile ritorno in Italia. Del resto, se c’è una possibilità concreta che l’affare vada in porto, il merito è proprio di Kolo. Si trova nella stessa situazione di un anno fa. Si è isolato, gioca poco, ha avuto qualche infortunio e fa fatica soprattutto a ritrovare la regolarità, che a Torino è sembrata addirittura scontata. E invece no, scontata non lo era, perché l’ambiente ha fatto la differenza e perché il gruppo è sempre stato un supporto straordinario. Insomma: sarebbe un ritorno a casa in piena regola.

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