Così Frattesi è la chiave per Jones. Chelsea su Palestra: lui dice Inter

Ausilio valuta il cartellino dell’azzurro 30 milioni: guarda caso quanto chiede il Liverpool per il suo centrocampista. Per il terzino classe 2005 i tifosi dell’Atalanta chiedono a Percassi di tenerlo. L’esterno è deciso: vuole proseguire il suo percorso di crescita in Serie A

MILANO - In inglese si dice sliding doors. Sarebbero le porte scorrevoli, ma poi hanno assunto un altro significato grazie alla cinematografia. In questo senso, chissà cos’avrebbe fatto Davide Frattesi se non avesse scelto l’Inter: ha vinto ed è stato decisivo, ma non è mai riuscito a conquistarsi un posto al sole, brillando solo nella scomoda ombra del suo ruolo di super-sub. Con l’arrivo di Cristian Chivu, nemmeno quello: nell’ultima stagione ha superato a malapena il muro dei mille minuti giocati. Il passaggio da Simone Inzaghi al tecnico romeno sembrava il preludio alla svolta, che oggi invece può arrivare solo dal mercato. E qui, appunto, le porte del centrocampo che si aprono per l’uno e si chiudono per l’altro: a giugno 2026, per l’Inter, Frattesi è un giocatore il cui futuro si intreccia a quello di chi la dirigenza vorrebbe portare a Milano. Una cessione per finanziare un acquisto e, allo stesso tempo, liberargli il posto. L’Inter considera Curtis Jones il principale candidato a prendere il posto dell’azzurro, destinato a salutare. Il primo incastro è economico. Detto che Andoni Iraola, nuovo allenatore dei Reds, ha altre idee per il centrocampo, e che anche per il club di Liverpool il buon Jones è più che altro una cessione destinata a foraggiare un nuovo acquisto, c’è comunque una certa distanza economica.

Frattesi sblocca Jones

La prima proposta nerazzurra si è fermata intorno ai 20 milioni di euro, mentre il Liverpool punta a incassarne circa 30 e vorrebbe conservare una percentuale sulla futura rivendita. Una forbice da limare, anche grazie ai denari in arrivo dalla cessione di Frattesi. Il Nottingham Forest, che già l’aveva cercato durante il mercato invernale e non è l’unico club inglese interessato (ma il più concreto), è tornato alla carica ed è pronto a mettere sul tavolo 25 milioni di euro più bonus. L’Inter valuta l’ex Sassuolo – a bilancio per poco più di 12, e quindi plusvalenza garantita – sui 30 milioni di euro, guarda caso la cifra necessaria per arrivare a Jones. L’uno pagherebbe l’altro: con il ricavato della partenza del centrocampista azzurro, il club di viale della Liberazione - che ieri ha riscattato ufficialmente dall’Udinese il giovane Marello - avrebbe le risorse necessarie per alzare l’offerta agli inglesi. Un incastro anche tecnico, perché Jones potrebbe ricoprire un ruolo più funzionale al centrocampo di Chivu, dove le capacità di incursore di Frattesi non trovano spazio.

Bastoni: c'è solo l'Inter

Pur restando particolarmente apprezzate anche sul mercato italiano, quello dal quale l’ex Roma preferirebbe vedersi arrivare un’offerta: dai giallorossi, dove tornerebbe di corsa, ovviamente. Ma anche la Juventus di Luciano Spalletti – del cui ciclo azzurro è stato il migliore marcatore – o il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri: tutti progetti tecnici in cui Frattesi potrebbe risultare più incisivo, tutte società che oggi con l’Inter parlano eccome. Dalla Premier però arrivano anche buone notizie: il fatto che il Bournemouth non abbia riscattato Mandas rispedendolo alla Lazio, avvicina notevolmente Provedel ai nerazzurri. Marotta, Ausilio e Baccin non vogliono sapere di discutere invece con il Real Madrid. José Mourinho, che ha già strappato al suo passato Denzel Dumfries è in cerca di altri rinforzi in difesa. Secondo The Athletic, la rosa dei suoi giocatori preferiti si restringerebbe a Nico Schlotterbeck, Ruben Dias e il solito Alessandro Bastoni. Prima ancora dell’Inter, ci sarebbe da convincere il diretto interessato, che non ha mai voluto ascoltare altri club e non ha cambiato idea: di recente il suo agente Tullio Tinti ha ribadito che Bastoni proprio non si vede con un’altra maglia.

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Chelsea su Palestra: lui dice Inter

La ricca Albione può anche essere una perfida concorrente per il calciomercato estivo dell’Inter. È il caso della trattativa con l’Atalanta per Marco Palestra, al momento entrata in una fase di stallo a causa della distanza tra una richiesta economica che si avvicina ai 60 milioni di euro e un’offerta che finora non ha superato i 45. In questo gap si possono infilare le società straniere: se fino a qualche giorno fa il sondaggio più concreto era arrivato dall’Atletico Madrid, nelle ultime ore a muoversi sono state proprio le big della Premier League, una delle quali ha preso diretto contatto con l’Atalanta. Tutti gli indizi portano al Chelsea, che, dopo la multimilionaria cessione di Marc Cucurella al Real Madrid, ha la necessità ma anche i denari necessari per provare a chiudere l’operazione. Almeno con la Dea: per ora, il principale alleato dell’Inter è proprio Palestra, che al trasferimento oltremanica preferirebbe la permanenza in Serie A. Nello specifico ad Appiano Gentile, dove troverebbe ad aspettarlo non solo Cristian Chivu, ma una piccola colonia di compagni di Nazionale, lui che peraltro è nato a Buccinasco, alle porte di Milano.

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Palestra: il City insidia l'Inter

È una priorità con una data di scadenza non esplicita ma quasi naturale, anche perché la società di Stamford Bridge ha, comunque, tutte le carte in regola per convincere il giocatore della propria competitività, pur non potendo mettere sul piatto la partecipazione alla Champions League. Può, ovviamente, anche accontentare la stessa Atalanta, i cui tifosi ieri chiedevano a Percassi di non vendere Palestra (“Vediamo, vediamo”, l’eloquente risposta). Lo spauracchio più temuto in casa Inter resta il Manchester City, che non solo gioca la competizione regina d’Europa, ma ha anche l’ambizione di vincerla. Enzo Maresca, erede designato ma non ancora ufficiale di Pep Guardiola in panchina, ha esplicitamente chiesto l’ingaggio del suo connazionale, ai primi posti di una costosa lista di obiettivi. Fin qui l’Inter può ancora giocare d’anticipo e contare sull’appoggio del principale protagonista di questa storia, ammesso che alla fine la dirigenza nerazzurra non preferisca valutare alternative meno costose per il dopo Dumfries. Per ora, Palestra è il primo obiettivo. Non è poco, anzi: può fare la differenza, ma il precedente di Ademola Lookman, il caso della scorsa estate, insegna che non è certo l’unico fattore.

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MILANO - In inglese si dice sliding doors. Sarebbero le porte scorrevoli, ma poi hanno assunto un altro significato grazie alla cinematografia. In questo senso, chissà cos’avrebbe fatto Davide Frattesi se non avesse scelto l’Inter: ha vinto ed è stato decisivo, ma non è mai riuscito a conquistarsi un posto al sole, brillando solo nella scomoda ombra del suo ruolo di super-sub. Con l’arrivo di Cristian Chivu, nemmeno quello: nell’ultima stagione ha superato a malapena il muro dei mille minuti giocati. Il passaggio da Simone Inzaghi al tecnico romeno sembrava il preludio alla svolta, che oggi invece può arrivare solo dal mercato. E qui, appunto, le porte del centrocampo che si aprono per l’uno e si chiudono per l’altro: a giugno 2026, per l’Inter, Frattesi è un giocatore il cui futuro si intreccia a quello di chi la dirigenza vorrebbe portare a Milano. Una cessione per finanziare un acquisto e, allo stesso tempo, liberargli il posto. L’Inter considera Curtis Jones il principale candidato a prendere il posto dell’azzurro, destinato a salutare. Il primo incastro è economico. Detto che Andoni Iraola, nuovo allenatore dei Reds, ha altre idee per il centrocampo, e che anche per il club di Liverpool il buon Jones è più che altro una cessione destinata a foraggiare un nuovo acquisto, c’è comunque una certa distanza economica.

Frattesi sblocca Jones

La prima proposta nerazzurra si è fermata intorno ai 20 milioni di euro, mentre il Liverpool punta a incassarne circa 30 e vorrebbe conservare una percentuale sulla futura rivendita. Una forbice da limare, anche grazie ai denari in arrivo dalla cessione di Frattesi. Il Nottingham Forest, che già l’aveva cercato durante il mercato invernale e non è l’unico club inglese interessato (ma il più concreto), è tornato alla carica ed è pronto a mettere sul tavolo 25 milioni di euro più bonus. L’Inter valuta l’ex Sassuolo – a bilancio per poco più di 12, e quindi plusvalenza garantita – sui 30 milioni di euro, guarda caso la cifra necessaria per arrivare a Jones. L’uno pagherebbe l’altro: con il ricavato della partenza del centrocampista azzurro, il club di viale della Liberazione - che ieri ha riscattato ufficialmente dall’Udinese il giovane Marello - avrebbe le risorse necessarie per alzare l’offerta agli inglesi. Un incastro anche tecnico, perché Jones potrebbe ricoprire un ruolo più funzionale al centrocampo di Chivu, dove le capacità di incursore di Frattesi non trovano spazio.

Bastoni: c'è solo l'Inter

Pur restando particolarmente apprezzate anche sul mercato italiano, quello dal quale l’ex Roma preferirebbe vedersi arrivare un’offerta: dai giallorossi, dove tornerebbe di corsa, ovviamente. Ma anche la Juventus di Luciano Spalletti – del cui ciclo azzurro è stato il migliore marcatore – o il nuovo Napoli di Massimiliano Allegri: tutti progetti tecnici in cui Frattesi potrebbe risultare più incisivo, tutte società che oggi con l’Inter parlano eccome. Dalla Premier però arrivano anche buone notizie: il fatto che il Bournemouth non abbia riscattato Mandas rispedendolo alla Lazio, avvicina notevolmente Provedel ai nerazzurri. Marotta, Ausilio e Baccin non vogliono sapere di discutere invece con il Real Madrid. José Mourinho, che ha già strappato al suo passato Denzel Dumfries è in cerca di altri rinforzi in difesa. Secondo The Athletic, la rosa dei suoi giocatori preferiti si restringerebbe a Nico Schlotterbeck, Ruben Dias e il solito Alessandro Bastoni. Prima ancora dell’Inter, ci sarebbe da convincere il diretto interessato, che non ha mai voluto ascoltare altri club e non ha cambiato idea: di recente il suo agente Tullio Tinti ha ribadito che Bastoni proprio non si vede con un’altra maglia.

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