Ottanta milioni 5 anni fa, Giuntoli ci sta pensando: attacco Juve, il nome nuovo

Per il club, dopo il profondo rosso, paletti economici senza deroghe. E nella decisione di Felipe Anderson in scadenza ragioni pure affettive

TORINO - Non sarà Felipe Anderson a illuminare le manovre d’attacco bianconere della prossima stagione per due ragioni molto semplici. La prima è perché, prendendo tutti in contropiede, ha firmato lunedì, giorno del suo compleanno numero 31, per il Palmeiras. La seconda è perché la Juventus non ha voluto sintonizzarsi sui desiderata del brasiliano, ovvero della sorella-manager dell’attaccante, in quanto è cambiato il vento alla Continassa. Con l’arrivo della nuova governance, che dal punto di vista economico e tecnico riporta ai pensieri dell’amministratore delegato Maurizio Scanavino e del direttore tecnico Cristiano Giuntoli, il club torinese non si porrà più nelle condizioni di trovarsi con giocatori con poco appeal di mercato per via di cartellini pagati troppo, di stipendi in formato xxl o dei due fattori abbinati.

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Juve, come cambia il mercato

Se è vero che il futuro è adesso, ovvero il presente, ecco che la Juventus non concederà il bis a operazioni in stile Ramsey, rinnovo di Alex Sandro o, con i distinguo del caso, Vlahovic. Certo l’apporto del gallese e del brasiliano nella sua parte discendente della parabola non sono minimamente assimilabili a quello del serbo, ma anche l’affare Dusan non si è rivelato tutto questo splendore. Perché il serbo, arrivato come centravanti promessa-campione, è costato una montagna di soldi - complessivamente ci si aggira intorno ai 90 milioni - garantendogli un ingaggio che nelle ultime due annate andrà addirittura in doppia cifra.

Il retroscena: "Così il Palmeiras ha soffiato Felipe Anderson alla Juventus"

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Mercato, nuovo corso Juve

Per non parlare dell’acquisto di Federico Chiesa, alla Fiorentina un’altra paccata di milioni (quasi 60) per un ingaggio anche per lui robusto, intorno ai 5 milioni, altro esempio che non si intende ripetere per tipologia dell’operazione. Dunque se la nouvelle vague non prevede questo tipo di aperture, ecco che la Juventus porterà a termine o, meglio, proverà a portare a termine soltanto quelle operazioni che dal punto di vista finanziario non rappresentano un azzardo.

È anche per questa ragione che l’idea Felipe Anderson si è incagliata. Gli intermediari che avevano proposto il giocatore a più club, compresa la Juventus, volevano far leva sul fatto che il giocatore si poteva accasare a parametro zero, dunque con un risparmio totale sul cartellino. Il problema è che la volontà di far guadagnare quasi 4 milioni di euro per tre anni è risultata una forzatura comunque. In Brasile si parla di circa 3 milioni di euro all’anno, ovvero meno di ciò che gli aveva proposto lo stesso presidente laziale, Claudio Lotito, e meno di ciò che avrebbe potuto incassare sotto la Mole. Ma in realtà dall’altra parte della bilancia c’erano anche pressioni affettive che spingevano e non poco sul ritorno dell’attaccante in Brasile. E così, alla fine, la scelta di Felipe Anderson che ha lasciato in Europa tutti di stucco è stata anche dettata da situazioni non legate strettamente solo all’aspetto calcistico.

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Juve, il nome nuovo per l'attacco

Dunque il mercato targato Giuntoli potrà prevedere eccezioni a livello di budget solo in presenza di un affare con la A maiuscola, del resto al Napoli ha saputo sorprendere e far vincere lo scudetto a Luciano Spalletti anche se non soprattutto grazie al contributo di giocatori poco noti ai più ma diventati nel giro di una stagione i cardini del giocattolo azzurro. Sul fronte attaccanti esterni prosegue comunque il lavoro di scouting della dirigenza bianconera e un “alert” si è acceso davanti al nome di Nicolas Pépé, francese di origini ivoriane, ora nella squadra turca del Trabzonspor e a scadenza di contratto.

Il ventottenne, che piaceva a Giuntoli già ai tempi del Lille prima di essere acquistato dall’Arsenal per circa ottanta milioni, potrebbe essere oggetto di prossimi approfondimenti di mercato. Attaccante dal dribbling facile, complice la pausa della Coppa d’Africa che ha vinto con la Costa d’Avorio, quest’anno nel Trabzonspor ha firmato 14 partite per 4 gol e 2 assist.

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