“Yildiz via dalla Juve per 7 milioni e i rischi su Osimhen”: chi è l’uomo ombra del Galatasaray

Gardi, l’italiano dietro al boom del club turco, svela diversi retroscena di mercato: il più curioso è quello legato alla stella bianconera

Forse non molti lo sanno, ma l’artefice del “boom” Galatasaray è italiano. Nato a Firenze 44 anni fa. Laureato all’European School of Economics di Milano, residenza a Monte-Carlo, fondatore dell’agenzia Gardi Management. Di nome si chiama George Gardi (battezzato così, non Giorgio), di cognome appunto Gardi ed è unanimemente considerato il “deus ex machina” del mercato giallorosso. Si tratta dell’intermediario che ha portato al Gala, fra gli altri, giocatori del calibro di Victor Osimhen, Mauro Icardi, Lucas Torreira, Davinson Sánchez. E nel recente passato anche Zaniolo, Ziyech, Morata, Sané e Mertens (oltre ad Hamšík, Gervinho e Bruno Peres: questi ultimi tre dirottati però al Trabzonspor nell’anno del loro storico “scudetto” in riva al Mar Nero). I tifosi turchi lo “assaltano” per le affollate strade di Istanbul: lo abbracciano, gli chiedono selfie, autografi, gli dedicano persino cori da stadio. Un club di sostenitori del “CimBom” gli ha addirittura confezionato una maglia giallorossa con il numero 10 sulla schiena e la scritta Gardi: come fosse Leroy Sané, l’estroso esterno tedesco attuale portatore della casacca con l’iconico “dorsale” di Pelé, Maradona e Messi. Ha cominciato la sua carriera professionale affiancando Pinhas “Pini” Zahavi, decano dei procuratori mondiali (oggi 83enne) che è stato uno dei suoi mentori, prima d’imporsi nel calcio turco trasferendo giocatori come Samuel Eto’o e Mario Gómez. Nell’estate 2022 è iniziata la sua “partnership” con il prestigioso club di Istanbul. La persona chiave è stato il giovane e ambizioso vice-presidente Erden Timur.

I colpi di Gardi: Icardi, Osimhen, Morata, Mertens e...

Sono subito entrati in sintonia e lui l’ha introdotto nella “sala di comando” del presidente Dursun Özbek. In una delle rarissime interviste rilasciate, ha dichiarato lo scorso novembre a “Sky Sport Deutschland” che l’ambizione è quella di portare il Gala a competere con i migliori al mondo e di partecipare al Mondiale Club 2029. Un “work in progress” non certo facile considerando anche il punto di partenza. È riconosciuto e apprezzato per la sua grande abilità nelle trattative che hanno portato Icardi e Osimhen a vestire la maglia giallorossa in prestito gratuito (successivamente transfer definitivi), Morata in prestito, Mertens a zero, Sané a zero, Torreira a 6 milioni e Davinson Sánchez a 9. Abbiamo incrociato George Gardi ieri in Piazza Solferino, dove stava rientrando in un noto albergo torinese in cui è sceso per assistere a Juventus-Galatasaray. Sulle prime riluttante a rilasciare dichiarazioni (“Ho sempre amato parlare più con i fatti che con le parole”, il suo mantra) alla fine ha ceduto con gentilezza alle nostre insistenze e, molto signorilmente, ha accettato di scambiare alcune battute per Tuttosport.

 

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"Lookman come Osimhen"

Dicono che lei sia il direttore sportivo-ombra del Galatasaray... “No, non sono un loro stipendiato. Sono state fatte cose importanti e spero di continuare a mantenere la loro considerazione....”. Il complimento più bello che ha ricevuto? “Quelli che ricevo ogni giorno dai tifosi turchi. Sono meravigliosi. Mai visto nulla di simile al mondo. Il calore che trasmettono è ineguagliabile”. Il più grande rimpianto? Il colpo mancato? “Quando si trattano giocatori, soprattutto di alto livello, ci sta che qualche affare alla fine non vada in porto. Per un’infinità di variabili e di circostanze. Ci ho provato con Lookman dopo che era sfumato l’accordo con l’Inter l’estate scorsa, volevo provare a emulare l’operazione Osimhen: prestito con diritto di riscatto. Ma loro non volevano cederlo. Idem a gennaio, questa volta perché le richieste del club bergamasco erano troppo onerose (ndr: il nigeriano, come noto, l’ultimo giorno di mercato s’è trasferito all’Atlético Madrid per 35 milioni più 5 di bonus)”.

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"Il mio blitz per Yildiz"

E Yildiz? Tre anni fa l’ex ds bianconero Giovanni Manna sembrava convinto dall’offerta del Galatasaray... “Il turco all’epoca era un teenager, un quasi maggiorenne che giocava nella Primavera della Juventus incominciando a fare capolino nella Next Gen. Formidabile talento, però non ancora del tutto sbocciato. Andai a Torino a incontrare la Juventus per intavolare la trattativa a fine gennaio 2023. Ci furono divergenze sulle cifre: il club bianconero chiedeva 7 milioni, ma l’agente non dette apertura. Riprovai anche nell’estate 2023, a quel punto però l’opinione del giocatore all’interno della società era cresciuta, così com’erano cresciute esponenzialmente le richieste della Juve”. Ha mai pensato che l’affare Osimhen potesse sfumare all’ultimo momento? “Il rischio c’era eccome. Specialmente il primo anno quando arrivò in prestito. Il tempo passava inesorabilmente. È stato un “puzzle” complicatissimo: problemi, firme che non arrivavano, lista Uefa che chiudeva il giorno successivo... Ricordo le ore passate all’aeroporto di Napoli a trattare al telefono mentre c’erano già migliaia di tifosi turchi a quello di Istanbul ad aspettare e io pensavo: “Se ora qualcosa va storto”...”.

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Il trauma manita del Gala

Qual è il suo segreto nelle trattative più complicate, quando la situazione non sembra davvero sbloccarsi? “Un po’ di follia anche. Ma lucida follia”. Pronostico su Juventus-Galatasaray? “È un match complicatissimo, il passaggio del turno è uno snodo importante per tutti i club sia in termini sportivi che economici. Talmente importante che tre gol di vantaggio rappresentano un margine, ma non mettono al riparo dall’essere considerata una partita chiusa. Il mister saprà quali tasti toccare perché non ci sia una sottovalutazione. Spero che il Galatasaray possa riuscire a segnare per rendere la gara più gestibile”. C’è un fresco precedente proprio nella League Phase dell’attuale Champions, incoraggiante per la Juve e preoccupante per il Gala: lo scorso settembre a Francoforte i giallorossi partirono forte sul campo dell’Eintracht portandosi subito in vantaggio con Yunus Akgün, però i tedeschi hanno poi realizzato una cinquina in poco più di quaranta minuti... “Nessuno scorda quella pesante e cocente sconfitta. Suona ancor oggi come un monito nello spogliatoio del Galatasaray: guai a ripetere quegli errori. Anche se va puntualizzato che si trattava di una partita secca, la prima delle 8 della fase campionato, e non di un incontro andata-ritorno a eliminazione diretta per il passaggio al turno successivo”. Sua moglie Francesca Rivolta è torinese, nata nel popolare quartiere Santa Rita: per chi tiferà stasera “Madama” Gardi? “Lei non è appassionatissima di calcio, ma se devo essere sincero ha sempre nutrito maggiori simpatie per il Torino”.

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Forse non molti lo sanno, ma l’artefice del “boom” Galatasaray è italiano. Nato a Firenze 44 anni fa. Laureato all’European School of Economics di Milano, residenza a Monte-Carlo, fondatore dell’agenzia Gardi Management. Di nome si chiama George Gardi (battezzato così, non Giorgio), di cognome appunto Gardi ed è unanimemente considerato il “deus ex machina” del mercato giallorosso. Si tratta dell’intermediario che ha portato al Gala, fra gli altri, giocatori del calibro di Victor Osimhen, Mauro Icardi, Lucas Torreira, Davinson Sánchez. E nel recente passato anche Zaniolo, Ziyech, Morata, Sané e Mertens (oltre ad Hamšík, Gervinho e Bruno Peres: questi ultimi tre dirottati però al Trabzonspor nell’anno del loro storico “scudetto” in riva al Mar Nero). I tifosi turchi lo “assaltano” per le affollate strade di Istanbul: lo abbracciano, gli chiedono selfie, autografi, gli dedicano persino cori da stadio. Un club di sostenitori del “CimBom” gli ha addirittura confezionato una maglia giallorossa con il numero 10 sulla schiena e la scritta Gardi: come fosse Leroy Sané, l’estroso esterno tedesco attuale portatore della casacca con l’iconico “dorsale” di Pelé, Maradona e Messi. Ha cominciato la sua carriera professionale affiancando Pinhas “Pini” Zahavi, decano dei procuratori mondiali (oggi 83enne) che è stato uno dei suoi mentori, prima d’imporsi nel calcio turco trasferendo giocatori come Samuel Eto’o e Mario Gómez. Nell’estate 2022 è iniziata la sua “partnership” con il prestigioso club di Istanbul. La persona chiave è stato il giovane e ambizioso vice-presidente Erden Timur.

I colpi di Gardi: Icardi, Osimhen, Morata, Mertens e...

Sono subito entrati in sintonia e lui l’ha introdotto nella “sala di comando” del presidente Dursun Özbek. In una delle rarissime interviste rilasciate, ha dichiarato lo scorso novembre a “Sky Sport Deutschland” che l’ambizione è quella di portare il Gala a competere con i migliori al mondo e di partecipare al Mondiale Club 2029. Un “work in progress” non certo facile considerando anche il punto di partenza. È riconosciuto e apprezzato per la sua grande abilità nelle trattative che hanno portato Icardi e Osimhen a vestire la maglia giallorossa in prestito gratuito (successivamente transfer definitivi), Morata in prestito, Mertens a zero, Sané a zero, Torreira a 6 milioni e Davinson Sánchez a 9. Abbiamo incrociato George Gardi ieri in Piazza Solferino, dove stava rientrando in un noto albergo torinese in cui è sceso per assistere a Juventus-Galatasaray. Sulle prime riluttante a rilasciare dichiarazioni (“Ho sempre amato parlare più con i fatti che con le parole”, il suo mantra) alla fine ha ceduto con gentilezza alle nostre insistenze e, molto signorilmente, ha accettato di scambiare alcune battute per Tuttosport.

 

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