Dopo la vittoria per 2-0 all'andata, alcuni pensavano che per l'Atletico Madrid sarebbe stato facile raggiungere le semifinali di Champions League, ma battere questo Barcellona è tutt'altro che scontato. Come volevasi dimostrare, il match di ritorno è iniziato subito in salita, con due reti del Barca in 24 minuti. Tutto da rifare. La squadra del Cholo, però, non ha mollato e al 31' ha trovato il gol del 2-1 con Lookman, quello che poi ha deciso la partita (qui tutte le emozioni del match). I Colchoneros, quindi hanno conquistato un pass per le semifinali, dove affronteranno la vincente di Real Madrid-Bayern Monaco. Al termine della partita il Cholo Simeone ai microfoni di Sky Sport ha analizzato la partita, facendo difficoltà a contenere l'emozione: "Sono 14 anni che alleno l'Atletico, questa è la quarta semifinale di Champions. Abbiamo giocato contro una squadra straordinaria, che gioca un calcio bello e veloce, intenso, contro cui è difficile difendere. Ci siamo ritrovati 0-2 per sbagli nostri e invece di cadere la squadra ha iniziato a giocare. Griezmann, per primo, ha cominciato a spingere e trascinare la squadra".
"Ringrazio i miei giocatori: sono passati 14 anni e continuo a emozionarmi"
Non è stata una partita semplice per l'Atletico, che si è trovato ad affrontare una squadra forte, organizzata e spregiudicata: "Abbiamo segnato un golazo, nel secondo tempo loro hanno abbassato l'intensità e i cambi ci hanno dato più forza. Così abbiamo iniziato a guadagnare spazio in campo, loro avrebbero potuto segnare il terzo con Araujo ma sono orgoglioso ed emozionato del lavoro fatto dai miei ragazzi. Li ringrazio, sono 14 anni che sono qua e ancora continuo a emozionarmi quando vedo che la gente lascia il cuore in quello che fa".
Nel secondo tempo il Barcellona è rimasto in 10 uomini dopo l'espulsione di Garcia, ma l'Atletico Madrid invece di alzare i giri del motore e trovare un altro gol, si è abbassato troppo e ha rischiato anche di subire la rete che avrebbe portato il match ai supplementari. "A volte uno vuole che si facciano certe cose e gliele urli, ma i giocatori in campo dicono di non farcela - ha detto Simeone -. Questo è il calcio! Ad Alvarez dicevo di rincorrere Pedri, mi ha risposto che era morto. Mi sono arrabbiato di più all'andata, lì siamo stati 45 minuti con l'uomo in più e potevamo fare più gol. Contro di loro, se non fai gol perdi. E se stai dietro, alla lunga ti segnano".