Pagina 3 | Del Piero, "i migliori via" e l'esempio palese: "In Italia criticato, è in semifinale di Champions"

Dopo la vittoria per 2-0 all'andata, alcuni pensavano che per l'Atletico Madrid sarebbe stato facile raggiungere le semifinali di Champions League, ma battere questo Barcellona è tutt'altro che scontato. Come volevasi dimostrare, il match di ritorno è iniziato subito in salita, con due reti del Barca in 24 minuti. Tutto da rifare. La squadra del Cholo, però, non ha mollato e al 31' ha trovato il gol del 2-1 con Lookman, quello che poi ha deciso la partita (qui tutte le emozioni del match). I Colchoneros, quindi hanno conquistato un pass per le semifinali, dove affronteranno la vincente di Real Madrid-Bayern Monaco. Al termine della partita il Cholo Simeone ai microfoni di Sky Sport ha analizzato la partita, facendo difficoltà a contenere l'emozione: "Sono 14 anni che alleno l'Atletico, questa è la quarta semifinale di Champions. Abbiamo giocato contro una squadra straordinaria, che gioca un calcio bello e veloce, intenso, contro cui è difficile difendere. Ci siamo ritrovati 0-2 per sbagli nostri e invece di cadere la squadra ha iniziato a giocare. Griezmann, per primo, ha cominciato a spingere e trascinare la squadra".

"Ringrazio i miei giocatori: sono passati 14 anni e continuo a emozionarmi"

Non è stata una partita semplice per l'Atletico, che si è trovato ad affrontare una squadra forte, organizzata e spregiudicata: "Abbiamo segnato un golazo, nel secondo tempo loro hanno abbassato l'intensità e i cambi ci hanno dato più forza. Così abbiamo iniziato a guadagnare spazio in campo, loro avrebbero potuto segnare il terzo con Araujo ma sono orgoglioso ed emozionato del lavoro fatto dai miei ragazzi. Li ringrazio, sono 14 anni che sono qua e ancora continuo a emozionarmi quando vedo che la gente lascia il cuore in quello che fa".

Nel secondo tempo il Barcellona è rimasto in 10 uomini dopo l'espulsione di Garcia, ma l'Atletico Madrid invece di alzare i giri del motore e trovare un altro gol, si è abbassato troppo e ha rischiato anche di subire la rete che avrebbe portato il match ai supplementari. "A volte uno vuole che si facciano certe cose e gliele urli, ma i giocatori in campo dicono di non farcela - ha detto Simeone -. Questo è il calcio! Ad Alvarez dicevo di rincorrere Pedri, mi ha risposto che era morto. Mi sono arrabbiato di più all'andata, lì siamo stati 45 minuti con l'uomo in più e potevamo fare più gol. Contro di loro, se non fai gol perdi. E se stai dietro, alla lunga ti segnano". 

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Il turnover e lo scambio di battute con Del Piero: "C'è questa sensazione"

Dopo la vittoria nella sfida di andata di Champions League, Simeone ha deciso di optare per un turnover totale in campionato e contro il Siviglia ha cambiato tutta la squadra. Risultato? Sconfitta per 2-1 in Liga, ma anche il passaggio del turno in Champions (ma non sono mancate le polemiche). Nel secondo tempo del match contro il Barcellona, infatti, i Colchoneros sono sembrati ancora molto in forma: "Sabato abbiamo cambiato molti giocatori, li abbiamo fatti riposare tutti pensando a oggi. Ma loro giocano bene, mamma mia. Li chiudi da una parte, arrivano da un'altra. Se li abbiamo battuti possiamo vincere la Champions? Abbiamo capito che se non gli fai gol, perdi".

Poi prima di salutare lo studio di Sky, Simeone ha risposto a una domanda di Alessandro Del Piero: "Io avrei tante domande. Vorrei chiederti quanti chili perdi in campo o a chi fai segno con le mani quando ti agiti durante la partita. Però parlando di cose serie, sei lì da 14 anni, hai fatto cose eccezionali ma ci sono stagioni migliori di altre perché fai qualcosa di magico. Lo senti anche quest'anno?". Simeone non ha lasciato spazio a dubbi: "Sì, lo sento. C'è questa sensazione, la squadra sta bene".

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Marquinhos e l'importanza del calcio italiano. Del Piero: "Ora facciamo esportazione"

L'ex Juve ha poi fatto una domanda anche a Marquinhos, che con il suo PSG ha battuto il Liverpool: "Possiamo continuare a sentirti un po' italiano? Ti ha lasciato qualcosa l'Italia da un punto di vista calcistico?". Il difensore brasiliano non ha avuto dubbi: "La scuola italiana, anche se sono stato poco, mi ha aperto le porte in Europa. Ho avuto Zeman, che mi ha dato tanto. A lui piacevano di difensori veloci, mi ha fatto uscire dalla zona di comfort e mi ha insegnato tanto. Thiago Silva, Motta, Maxwell, mi hanno insegnato tanto dal punto di vista della tattica".

Nonostante questo, però, il calcio italiano ha smesso di crescere e oggigiorno sono sempre di più i talenti che lasciano la Serie A per andare a giocare altrove. "Ora l'Italia fa esportazione - ha detto Del Piero -. Facciamo formazione? No, non la facciamo. È selezione naturale. i migliori giocatori prima li prendevamo noi dall'estero, ora i migliori vanno fuori e performano. Abbiamo criticato Musso diverse volte, e invece ora gioca in semifinale di Champions League".

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Chi giocherà la finale? Del Piero non ha dubbi

Atletico Madrid e PSG sono le prime due semifinaliste, ma chi giocherà la finale? Del Piero è sicuro: "PSG e Bayern sono le squadre più strutturate in generale. Il PSG ha più genialità, ha più fantasia. Gli altri sono più strutturati, più tedeschi, vecchio stampo, solido. Potenzialmente entrambe hanno tutto. Alle altre manca sempre qualcosina. L'Atletico se difende e contrattacca va benissimo, ma il cambio di strategia durante la partita fa fatica. In casa, in 11 contro 10 a 10 minuti dalla fine, non può rischiare. Il Barca fa un gioco bellissimo, ma è anche il suo limite. Dopo che sei 2-0 dopo 20 minuti dall'inizio, non puoi prendere gol in contropiede subito. C'è sempre qualche pezzettino che manca. Le squadre che vincono alla fine tendenzialmente sono quelle che hanno più piani a disposizione. Poi ogni tanto quella che fa solo una cosa bene, vince".

Il fattore casa non incide più

Nonostante il fattore casa, l'Atletico Madrid ha faticato molto contro il Barcellona: "Marquinhos prima ha detto che in Italia è stato forzato a uscire dalla sua zona di comfort. Quando giochi fuori casa esci dalla zona di comfort. In casa ti senti più sicuro e tranquillo, magari anche più forte, ma rischi di adagiarti. Pensi che ci sarà il pubblico che ti aiuta. Fuori casa sei da solo, il gruppo si compatta. Lì si misura la forza di una squadra. Il Real Madrid rispetto agli scorsi anni in questo è meno forte e non penso passerà il turno. Ma in questi anni ci ha spesso smentito, in Champions azzeccano sempre tutto".

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Marquinhos e l'importanza del calcio italiano. Del Piero: "Ora facciamo esportazione"

L'ex Juve ha poi fatto una domanda anche a Marquinhos, che con il suo PSG ha battuto il Liverpool: "Possiamo continuare a sentirti un po' italiano? Ti ha lasciato qualcosa l'Italia da un punto di vista calcistico?". Il difensore brasiliano non ha avuto dubbi: "La scuola italiana, anche se sono stato poco, mi ha aperto le porte in Europa. Ho avuto Zeman, che mi ha dato tanto. A lui piacevano di difensori veloci, mi ha fatto uscire dalla zona di comfort e mi ha insegnato tanto. Thiago Silva, Motta, Maxwell, mi hanno insegnato tanto dal punto di vista della tattica".

Nonostante questo, però, il calcio italiano ha smesso di crescere e oggigiorno sono sempre di più i talenti che lasciano la Serie A per andare a giocare altrove. "Ora l'Italia fa esportazione - ha detto Del Piero -. Facciamo formazione? No, non la facciamo. È selezione naturale. i migliori giocatori prima li prendevamo noi dall'estero, ora i migliori vanno fuori e performano. Abbiamo criticato Musso diverse volte, e invece ora gioca in semifinale di Champions League".

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