Se le big italiane non vogliono difendere
Questa Italia calcio e fantasia cerca sempre il record. Stavolta ce l’ha fatta: 14 gol subiti nel turno di Champions sono il conto delle nostre quattro paladine, sconfitte se non umiliate. Parliamo di Champions perché è il torneo che fa storia ed immagine, dove le nazioni presentano la cristalleria. I nostri sono cristalli in frantumi. E quella battuta di Max Allegri «Ormai sembra una colpa saper difendere» tanto battuta non era, ma la triste realtà del campionato nostro, una volta famoso per qualità difensive e bontà dei difensori ed oggi un Emmenthal di successo. Sarà bene che gli Einstein delle panchine e giocatori che se la tirano vadano a lezione di arte difensiva e si impongano maggior concentrazione sul campo, diversa impostazione nel gioco uomo contro uomo e più rispetto per chi li paga e per i tifosi. L’ultimo giro di Champions ha detto che l’Inter ha incassato 4 gol che diventano 6 con il primo turno, quando in campionato ne ha subiti 8 in 5 partite. Sempre tanti anche gli 8, però i gol fatti hanno compensato. Ma qui c’è l’allarme: la squadra top del campionato nostro è quella che ha subito più reti in 5 sfide (la Lazio 4) nel gruppo di testa. Como e Napoli si sono fermate a 6 e la Roma è stata più ermetica con 3 gol subiti. Il Real gliene ha rifilati 4 in un colpo solo e qui è responsabilità soprattutto dei giocatori: troppo svago e poca tigna sul 3-1. Però, se facciamo il conto, il campionato dice che le 4 squadre hanno subito finora già 23 gol. Certo, se rapportati ai 14 in un colpo solo sono quisquilie.
Addio alla patria del difensivismo, eppure con il difensivismo i club hanno vinto tanto. Ora tutti avanti e sono figuracce. Prendete l’Inter: dopo l’ignobile 5-0 subito dal Psg nella finale di Champions di due stagioni fa, ha perso 7 partite su 8 in Champions e subito troppi gol. Tifo e critica facile hanno colpevolizzato Sommer l’anno passato e Martinez quest’anno. Un’uscita azzardata contro il Bruges gli ha rifilato 4 in pagella, dimenticando i gol sbagliati da Lautaro e le falle dei difensori. Martinez, forse, non si sente sicuro con compagni così svagati in area. Eppure, senza alcune parate decise, l’Inter avrebbe incassato altri 3 gol. E qui stanno le colpe del tecnico. Chivu era un difensore, ma non un gran marcatore. Nell’Inter dei suoi tempi gli guardavano le spalle Samuel e Lucio e davanti si ritrovava Cambiasso e Zanetti. Era altro difendere. L’anno passato mise da parte De Vrij e Acerbi che fecero notare quel giocare troppo arrischiato nella fase difensiva. Chivu oggi comincia a grattarsi la crapa. A ciascuno i suoi guai: Allegri si ritrova con problemi interni nello spogliatoio. Gasperini sa difendere, ma non trattenersi dalle presunzioni d’autore. E Fabregas si gode l’idea che a Como non gli chiedono di vincere, solo di partecipare. Un po’ poco per un tecnico che gioca a fare il mago. E che dire dei giocatori? Nessuno li mette ai lavori forzati dell’arte difensiva e chi insegna probabilmente insegna male. Serve cambiare metodo. In questo turno di Champions le 4 squadre inglesi hanno incassato 9 gol, le 5 spagnole solo 7. L’Italia ha fatto record, certe indigestioni rovinano le stagioni. E la fama. Fama, non fame.
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