Infrastrutture e sostenibilità economica
"Ho segnalato la necessità e l’urgenza di alcune riforme strutturali di sistema - aveva scritto Agnelli -. Il nostro calcio ha necessità di grandi misure di carattere domestico e di un nuovo slancio verso i mercati internazionali. Lo Juventus Stadium, di cui siamo fieri e orgogliosi, rimane l’unico esempio di struttura sportiva all’avanguardia, in grado di rappresentare un modello di sicurezza e di offrire sia un’esperienza live, sia un’immagine televisiva di alto livello. Lo sviluppo di nuove infrastrutture è il tema cruciale del prossimo quinquennio". Gli stadi rappresentano un limite evidente del calcio italiano. Strutture datate impediscono di massimizzare i ricavi. "Il calcio italiano dovrà saper scegliere – ha scritto nella lettera agli azionisti - tra competitività internazionale, sia sul campo sia nella diversificazione e nell'incremento dei ricavi, o marginalità, cui oggi pare condannato inesorabilmente".
Il rischio è quello di restare indietro in modo definitivo. Sul piano economico, Agnelli era intervenuto anche sulla distribuzione delle risorse: "È necessario condividere un meccanismo in grado di riconoscere sia il valore dei grandi club, cui la Juventus appartiene, sia tutelare economicamente quelle società che, per disavventure di carattere sportivo, dovessero in futuro trovarsi escluse dalla Serie A". Un equilibrio necessario per la stabilità del sistema. Senza sostenibilità, non c’è crescita possibile.