Italia-Irlanda del Nord sarà un appuntamento con la storia, per entrambe le squadre. Se gli Azzurri devono vincere a ogni costo per raggiungere la finale dei playoff delle qualificazioni ai Mondiali 2026 (ecco quanto vale la qualificazione), la squadra ospite vorrà fare altrettanto. L'Irlanda del Nord, infatti, non partecipa a una Coppa del Mondo dal 1986, quando in campo c'era un certo George Best. Lo sa bene il ct O'Neill, che intervenuto in conferenza stampa ha detto: "Abbiamo tutto da guadagnare in questa partita, non c'è alcun dubbio a riguardo. Questi giocatori hanno già disputato gare importanti, a Colonia contro la Germania e poi in Slovacchia. Quello contro l'Italia sarà un banco di prova molto importante per noi, ma siamo pronti. Dobbiamo disputare la partita e non pensare troppo alla posta in palio. C'è grande aspettativa sull'Italia essendo una grande nazione, non dobbiamo essere troppo intimoriti. Abbiamo tanti giovani calciatori in crescita, questo sarà solo un altro step di crescita".
Non è più l'Italia di una volta...
Nonostante la grande disparità tra valutazioni di mercato e stipendi, l'Irlanda del Nord non sembra aver paura dell'Italia: "Non credo ci sia un singolo che ci faccia paura, però siamo consapevoli della forza del centrocampo italiano con Tonali, Locatelli e Barella. Poi ci sono Pio Esposito e Retegui. Conosciamo bene l'Italia, sappiamo che loro hanno tanti giocatori a disposizione. Però questa squadra non ha un Del Piero, un Totti, la forza di questa Italia è nel gruppo e non nei singoli. Detto ciò, rispettiamo la squadra: ha giocatori che giocano ad alto livello".
Un piano di gioco preciso
Sul piano di gioco O'Neill ha poi aggiunto: "Bisogna essere realisti. Non possiamo arrivare qui e pensare di poter imporre il nostro gioco, saremmo ingenui. La cosa più importante è eseguire il nostro piano di gioco sviluppato negli ultimi giorni e che abbiamo utilizzato in altre gare in passato. Gattuso ha parlato di palle lunghe? No, non penso che ci sottovaluti. Anche loro fanno lanci lunghi, dal centrale all'esterno. La cosa più importante è che noi abbiamo un piano di gioco che vogliamo mettere in pratica. Gattuso ha avuto sei partite come ct della Nazionale e noi possiamo prendere spunto da quelle gare che abbiamo analizzato. Sappiamo cosa potrebbe succedere, loro hanno delle opzioni in attacco e nella difesa a tre. Ci sono dei giocatori avversari che ci aspettiamo scenderanno in campo, ma ciò che sarà importante è quello che facciamo noi. Tutto dipenderà dal livello della prestazione, come riusciremo a gestire le insidie che presenterà la partita".