Palo Scalvini, dominio Atalanta. Juve non pervenuta e graziata
"Per noi questa vale sempre più di tre punti": lo striscione esposto alla New Balance Arena ricorda a tutti che vuol dire giocare contro la Juventus e dall'altra parte indossarne la maglia. Al netto della rivalità e dell'antipatia, è la classifica a dire che per l'Atalanta è la partita della vita, l'ultima occasione per salire sul treno della possibile Champions dopo una stagione passata tutta a rincorrere. E l'inizio è travolgente: Zappacosta è una furia, Zalewski sfiora il palo, Scalvini mette paura colpendo il legno di testa a Di Gregorio battuto. E la Juve? In teoria sarebbe anche per loro la partita della vita, ma Locatelli e compagni sbandano, in balia e in debito d'ossigeno sui ritmi atalantini, ragnatela di passaggi con i bianconeri a correre dietro agli avversari per lunghi tratti e poi, quando si tratta di costruire, non si accetta il duello e la palla finisce spesso e volentieri tra i piedi nerazzurri.
Thuram dopo mezz'ora rompe l'assedio con un tiraccio alto, l'Atalanta tira il fiato e la Juve risale la corrente fino a farsi viva in area avversaria: Kelly di testa manda a lato su deviazione, tentativo estemporaneo nel padroneggiare bergamasco che torna a sfiorare il gol anche con un redivivo De Ketelaere. Juve davanti troppo leggera e con pochi fraseggi e dietro Spalletti ha anche altri problemi: Bremer si fa male da solo nel finale di tempo e Gatti si va a scaldare, nel recupero Krstovic in rovesciata in area piccola grazia i bianconeri che vanno all'intervallo sullo 0-0 e boccheggiando.
