Pagina 2 | Juve, vittoria da Champions a Bergamo! Boga affonda l'Atalanta e il terzo posto del Milan è vicino

Soffrendo e colpendo, cinica come la Juve del passato che la memoria ricorda dominante su campi che una volta erano di provincia e che ora alzano la testa senza timore reverenziale. Stavolta come allora l'assalto al cielo viene respinto e la storia torna a parlare sul campo: il gol sporco ma pesantissimo di Boga sbanca Bergamo, rispedisce nelle zone da Europa minore l'Atalanta e fa volare i bianconeri al quarto posto provvisorio a +2 sul Como che avrà il cliente Inter da ospitare. La classifica ora apre scenari inimmaginabili qualche giornata fa, con il terzo posto di un Milan in caduta libera a soli tre punti e uno scontro diretto a San Siro tra due giornate.

C'è Elkann in tribuna a gioire per la vittoria di Spalletti, voluto fortemente a capo di un gruppo rinato e di una squadra ricostruita dalle fondamenta, e con l'attaccante ivoriano a festeggiare nel migliore dei modi l'annuncio di Chiellini sulla sua sicura permanenza a Torino visti gli spiccioli con i quali la Juventus riscatterà il suo cartellino a fine stagione. Ma occhio a festeggiare prima del tempo, il calendario resta ostico - forse il peggiore di tutte le candidate alla Champions League - nonostante questa vittoria: Bologna e Milan ora, il Verona e Lecce e un finale thrilling tra Fiorentina e derby. Non c'è spazio per nulla se non per la prossima partita.

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Palo Scalvini, dominio Atalanta. Juve non pervenuta e graziata

"Per noi questa vale sempre più di tre punti": lo striscione esposto alla New Balance Arena ricorda a tutti che vuol dire giocare contro la Juventus e dall'altra parte indossarne la maglia. Al netto della rivalità e dell'antipatia, è la classifica a dire che per l'Atalanta è la partita della vita, l'ultima occasione per salire sul treno della possibile Champions dopo una stagione passata tutta a rincorrere. E l'inizio è travolgente: Zappacosta è una furia, Zalewski sfiora il palo, Scalvini mette paura colpendo il legno di testa a Di Gregorio battuto. E la Juve? In teoria sarebbe anche per loro la partita della vita, ma Locatelli e compagni sbandano, in balia e in debito d'ossigeno sui ritmi atalantini, ragnatela di passaggi con i bianconeri a correre dietro agli avversari per lunghi tratti e poi, quando si tratta di costruire, non si accetta il duello e la palla finisce spesso e volentieri tra i piedi nerazzurri.

Thuram dopo mezz'ora rompe l'assedio con un tiraccio alto, l'Atalanta tira il fiato e la Juve risale la corrente fino a farsi viva in area avversaria: Kelly di testa manda a lato su deviazione, tentativo estemporaneo nel padroneggiare bergamasco che torna a sfiorare il gol anche con un redivivo De Ketelaere. Juve davanti troppo leggera e con pochi fraseggi e dietro Spalletti ha anche altri problemi: Bremer si fa male da solo nel finale di tempo e Gatti si va a scaldare, nel recupero Krstovic in rovesciata in area piccola grazia i bianconeri che vanno all'intervallo sullo 0-0 e boccheggiando.

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Boga, errore e gol. Atalanta nervosa e all'assalto

Nessun cambio nella ripresa, c'è anche Bremer che ha recuperato. Atalanta subito all'assalto ma è la Juve a passare a sorpresa: grande intesa Conceicao-Boga con l'ivoriano che cicca il tap-in facile sottoporta, l'azione continua con Holm che arriva al cross, pasticcio della difesa nerazzurra e un esterno sbilenco sempre di Boga si trasforma nel vantaggio con la deviazione di Carnesecchi. Sono passati tre minuti, padroni di casa sorpresi e Boga ancora protagonista, Carnesecchi in uscita gli nega il raddoppio. Palladino butta subito dentro Raspadori e i bergamaschi si riorganizzano: Di Gregorio si supera sul colpo di testa angolato ma lento di Djimsiti, Raspadori sfiora la traversa, dall'altra parte a sorpresa fuori Yildiz per David che cerca di fraseggiare con una verve inedita. Maresca tiene in mano la partita che si fa nervosa, De Ketelaere si becca il giallo e i contrasti si fanno ancora più duri con lo stadio che urla a ogni fallo fischiato contro, arriva l'ammonizione anche per Thuram dopo un tiro a botta sicura che esce di un niente.

Tanti cambi, tanti gialli e Rabbia Spalletti per Conceicao. Ma è Juve! 

Venti minuti dal termine, squadre rivoluzionate: Gatti per Holm, Koopmeiners - fischiatissimo - per Thuram, dall'altra parte Ahanor, Scamacca e Pasalic per Kolasinac, Krstovic e Pasalic. Spalletti è una furia, Conceicao viene fermato palla al piede verso la porta da centrocampo dopo che Ederson da ultimo uomo scivola e casca da solo. Cambiaso spende il giallo per fermare De Ketelaere e saluta, dentro Kostic e dentro anche Miretti per Conceicao, Zappacosta non trova la porta in piena area e non la trova neanche Locatelli dal limite, tutto ancora apertissimo. Proteste Atalanta per un tocco di Gatti in area, Maresca non si fa trarre in inganno dalle urla, il braccio è attaccato al corpo. Scamacca di testa manda alto di poco sulla traversa, è l'ultima vera occasione perché la Juve controlla bene i minuti finali e anche i sei di recupero, portando via bottino pieno da una trasferta complicatissima e rialzando vertiginosamente le sue quotazioni in chiave quarto posto.

 

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Palo Scalvini, dominio Atalanta. Juve non pervenuta e graziata

"Per noi questa vale sempre più di tre punti": lo striscione esposto alla New Balance Arena ricorda a tutti che vuol dire giocare contro la Juventus e dall'altra parte indossarne la maglia. Al netto della rivalità e dell'antipatia, è la classifica a dire che per l'Atalanta è la partita della vita, l'ultima occasione per salire sul treno della possibile Champions dopo una stagione passata tutta a rincorrere. E l'inizio è travolgente: Zappacosta è una furia, Zalewski sfiora il palo, Scalvini mette paura colpendo il legno di testa a Di Gregorio battuto. E la Juve? In teoria sarebbe anche per loro la partita della vita, ma Locatelli e compagni sbandano, in balia e in debito d'ossigeno sui ritmi atalantini, ragnatela di passaggi con i bianconeri a correre dietro agli avversari per lunghi tratti e poi, quando si tratta di costruire, non si accetta il duello e la palla finisce spesso e volentieri tra i piedi nerazzurri.

Thuram dopo mezz'ora rompe l'assedio con un tiraccio alto, l'Atalanta tira il fiato e la Juve risale la corrente fino a farsi viva in area avversaria: Kelly di testa manda a lato su deviazione, tentativo estemporaneo nel padroneggiare bergamasco che torna a sfiorare il gol anche con un redivivo De Ketelaere. Juve davanti troppo leggera e con pochi fraseggi e dietro Spalletti ha anche altri problemi: Bremer si fa male da solo nel finale di tempo e Gatti si va a scaldare, nel recupero Krstovic in rovesciata in area piccola grazia i bianconeri che vanno all'intervallo sullo 0-0 e boccheggiando.

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