Motta in un gruppo d'élite
Parare quattro tiri dal dischetto su cinque alla lotteria dei rigori non è cosa da poco, e non è cosa riuscita a molti. Pochi quelli capaci di un’impresa del genere: tra questi c’è il rumeno Helmuth Duckadam (che fece 4 su 4 in Steaua Bucarest-Barcellona, nella finale di Coppa Campioni del 1986 e, il russo Matvey Safonov (per lui 4 su 5 in PSG-Flamengo, finale Intercontinentale del 2025) e pochi altri. Insomma un gruppo ristrettissimo di cui ora fa parte anche Edoardo Motta, che oltre ad essersi messo in mostra in queste settimane con le sue abilità di portiere moderno (alto 194 cm ma anche molto bravo tra i pali e capace nelle uscite alte, senza disdegnare la palla tra i piedi) ora si è dimostrato anche un abilissimo pararigori.
Le parate contro il Milan
Se dopo la sfida vinta contro l'Atalanta si è commosso, altre parole ricche di emozione le aveva espresse dopo la gara contro il Milan, vinta di misura all’Olimpico grazie al gol di Isaksen e… alle sue parate: "È la prima volta che gioco davanti a uno stadio così, ne approfitto per ringraziare tutti i tifosi allo stadio. Mi ha fatto piacere vederlo pieno, un’atmosfera molto calda. Spero che lo viva chiunque. Grazie ai tifosi che oggi erano presenti. Volevo ringraziarli anche per questo, mi hanno tenuto attivo e non mi hanno fatto pensare a quella sbavatura. Quando non si prende mai la palla è difficile se gli altri arrivano con molta frequenza verso l’area di porta, era un forcing del Milan e penso abbiamo retto bene. Bisogna saper soffrire e penso che la squadra lo abbia fatto nel modo corretto".
