La cessione a cuor leggero
Appare dunque evidente che, a distanza di tempo, si possa parlare di rimpianto per la Juventus che nel 2024 se ne è privato a cuor leggero. Una cessione per 600mila euro più altri 500mila euro maturati dalla cessione alla Lazio (i bianconeri, al momento di venderlo alla Reggiana, avevano conservato il 50% sulla futura rivendita). In tutto poco più di un milione per un ragazzo che sta già dimostrando il suo valore e che per la porta bianconera avrebbe sicuramente, col tempo, potuto dire la sua. Anche perché la gara di ieri in Coppa Italia non è stata di certo la prima in cui il classe 2005 si è messo in mostra quest’anno. Gettato nella mischia da Sarri dopo l’infortunio di Provedel, Motta ha risposto presente fin da subito. Le prestazioni contro Milan prima e Bologna poi hanno certificato la sua assoluta affidabilità tra i pali nonostante i 21 anni e le zero presenze in A prima dell’esperienza in biancoceleste. E ora il suo valore è già schizzato.
I giovani bianconeri ceduti
Di giovani di valore per finanziare scelte di mercato (diverse volte rivelatesi poi non vincenti) in casa Juventus ne sono stati ceduti diversi. Basti pensare a Soulé o Huijsen, tanto per citare i due più eclatanti. E Motta rischia di diventare il terzo caso esemplificativo, visto il rendimento altissimo appena chiamato a giocare da titolare in una squadra come la Lazio.
D'altronde di portieri forti e dal valore di mercato contenuto oggi è quasi impossibile trovarne, ed è per questo che a distanza di poco tempo quel milione di euro incassato dalla sua cessione sembra veramente poca cosa in relazione al potenziale espresso fino ad ora. Anche perché, mentre la Juve cedeva Motta alla Reggiana, veniva acquistato Di Gregorio dal Monza per 18 milioni più bonus. E alla seconda stagione del portiere milanese in bianconero il bilancio non è da sogno, il che acuisce i rimpianti di aver venduto a cuor leggero un giovane dall’enorme potenziale.
