Caos arbitri, altro scandalo! "Un piano dall'alto, funzionava così. Soggetti senza scrupoli"

Un nuovo esposto alla Procura Federale e lo strano scambio di osservatori per le gare dell'ultima giornata di Serie A

Il mondo arbitrale italiano torna sotto pressione dopo un nuovo esposto che rischia di aggravare una situazione già delicata per l’Associazione italiana arbitri. La vicenda arriva in un momento particolarmente turbolento, segnato dall’inchiesta della Procura di Milano e dalla decadenza dell’ex presidente AIA Antonio Zappi, eventi che hanno alimentato dubbi e tensioni interne. Al centro del nuovo caso ci sono le designazioni degli osservatori arbitrali e le valutazioni assegnate ai direttori di gara nelle ultime giornate di campionato. L’esposto è stato presentato da Guido Alfonsi, presidente della sezione AIA dell’Aquila, che punta il dito contro presunte anomalie nelle valutazioni tecniche. La Procura federale guidata da Giuseppe Chiné avrebbe già aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda. Nel documento vengono ipotizzate pressioni e manovre che avrebbero inciso sulla classifica finale degli arbitri di Serie A e Serie B.

L’esposto di Alfonsi

Nel documento inviato sia alla Procura di Milano sia alla Procura federale FIGC, Guido Alfonsi parla di “condotte penalmente rilevanti riguardanti le modalità delle dismissioni dai ruoli CAN dell’arbitro Federico Dionisi, che lasciano, a tacer d’altro, perplessi per le modalità con cui appaiono evidentemente pianificate”. Un’accusa pesante che coinvolgerebbe indirettamente anche il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi, subentrato a Gianluca Rocchi dopo l’indagine milanese per presunta frode sportiva. Alfonsi descrive “un disegno tramato nell’ultima giornata di campionato da soggetti senza scrupoli e sprezzanti della situazione che l’Associazione Italiana Arbitri sta vivendo, già foriera di instabilità e di totale perdita di credibilità”.

Il caso Ferrieri Caputi e lo scambio di osservatori

Nel mirino finisce lo spostamento dell’osservatore arbitrale Sandro Rossomando, inizialmente previsto per Napoli-Udinese e successivamente assegnato a Lazio-Pisa. Proprio all’Olimpico era impegnata Maria Sole Ferrieri Caputi, protagonista di una direzione che, secondo l’autore dell’esposto, sarebbe stata giudicata ingiustamente. Alfonsi sostiene infatti che “nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita a Ferrieri Caputi la valutazione di 8,40”. Un voto considerato troppo basso e decisivo per gli equilibri della graduatoria finale. Secondo il presidente della sezione aquilana, quella valutazione sarebbe stata “l’unica che avrebbe senz’altro determinato la dismissione di Dionisi, vittima indiretta di questo inenarrabile piano”. Da qui la richiesta di verificare eventuali responsabilità nelle valutazioni arbitrali.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

Come funzionano le dismissioni arbitrali

L’intera vicenda ruota attorno al meccanismo che ogni stagione porta alla dismissione di alcuni arbitri CAN. Il regolamento prevede infatti l’uscita dai ruoli di cinque direttori di gara, con particolare attenzione agli arbitri che hanno superato i dieci anni di permanenza e che non rientrano tra i migliori venticinque della graduatoria stagionale. Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, tre arbitri esperti erano già destinati all’uscita: Abisso, Piccinini e Pezzuto. A loro si sarebbe aggiunto Massimi, ultimo nella classifica tecnica. Restava però aperto il confronto tra Rapuano e Dionisi per l’ultimo posto disponibile. In quel contesto, la valutazione assegnata a Ferrieri Caputi avrebbe avuto un peso determinante sugli equilibri finali. Il voto di 8,40 avrebbe infatti fatto scivolare l’arbitro fuori dalla fascia utile, consentendo invece a Rapuano di rientrare tra i migliori venticinque. In questo modo, secondo Alfonsi, Dionisi sarebbe diventato il candidato automatico alla dismissione. Tremolada, pur avendo una posizione simile in graduatoria, si sarebbe invece salvato grazie alla minore anzianità. L’esposto insiste quindi sull’idea che la gestione delle valutazioni non sia stata casuale ma funzionale a un risultato preciso. Da qui il sospetto di una strategia studiata “dall’alto” per modificare gli equilibri finali della classifica arbitrale.

Alfonsi menziona la frode sportiva

Nel suo esposto, Alfonsi chiede anche l’intervento diretto del presidente della Commissione osservatori nazionale Professionisti, Riccardo Tozzi, affinché “attribuisca la giusta e meritata valutazione – come più volte avvenuto nel corso della stagione – ripristinando, così, quel minimo di equità e correttezza”. Secondo il dirigente abruzzese, il voto assegnato a Ferrieri Caputi “appare certamente indotto dall’alto”. Una frase che apre scenari molto delicati per il sistema arbitrale italiano e che potrebbe avere conseguenze sia sul piano sportivo sia su quello giudiziario. Nell’esposto si arriva infatti a evocare anche il possibile reato di “frode sportiva”.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

L'indagine della Procura Federale

Alfonsi scrive che “l’alterazione della classifica finale degli arbitri mediante condotte dolose, visti gli interessi economici in ballo e la sostanziale equiparazione dei direttori di gara alle società sportive, può ravvisare la consumazione del reato di frode sportiva”. La Procura federale avrebbe deciso di approfondire immediatamente la questione aprendo un’indagine interna. Nei prossimi giorni potrebbero essere ascoltati il designatore arbitrale e i componenti della Commissione osservatori. L’obiettivo sarà verificare la correttezza delle procedure seguite nelle designazioni e nelle valutazioni tecniche. Un nuovo fronte che rischia di aumentare ulteriormente le tensioni all’interno dell’AIA, già segnata dalle recenti vicende giudiziarie e istituzionali.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A

Il mondo arbitrale italiano torna sotto pressione dopo un nuovo esposto che rischia di aggravare una situazione già delicata per l’Associazione italiana arbitri. La vicenda arriva in un momento particolarmente turbolento, segnato dall’inchiesta della Procura di Milano e dalla decadenza dell’ex presidente AIA Antonio Zappi, eventi che hanno alimentato dubbi e tensioni interne. Al centro del nuovo caso ci sono le designazioni degli osservatori arbitrali e le valutazioni assegnate ai direttori di gara nelle ultime giornate di campionato. L’esposto è stato presentato da Guido Alfonsi, presidente della sezione AIA dell’Aquila, che punta il dito contro presunte anomalie nelle valutazioni tecniche. La Procura federale guidata da Giuseppe Chiné avrebbe già aperto un fascicolo per fare luce sulla vicenda. Nel documento vengono ipotizzate pressioni e manovre che avrebbero inciso sulla classifica finale degli arbitri di Serie A e Serie B.

L’esposto di Alfonsi

Nel documento inviato sia alla Procura di Milano sia alla Procura federale FIGC, Guido Alfonsi parla di “condotte penalmente rilevanti riguardanti le modalità delle dismissioni dai ruoli CAN dell’arbitro Federico Dionisi, che lasciano, a tacer d’altro, perplessi per le modalità con cui appaiono evidentemente pianificate”. Un’accusa pesante che coinvolgerebbe indirettamente anche il nuovo designatore arbitrale Dino Tommasi, subentrato a Gianluca Rocchi dopo l’indagine milanese per presunta frode sportiva. Alfonsi descrive “un disegno tramato nell’ultima giornata di campionato da soggetti senza scrupoli e sprezzanti della situazione che l’Associazione Italiana Arbitri sta vivendo, già foriera di instabilità e di totale perdita di credibilità”.

Il caso Ferrieri Caputi e lo scambio di osservatori

Nel mirino finisce lo spostamento dell’osservatore arbitrale Sandro Rossomando, inizialmente previsto per Napoli-Udinese e successivamente assegnato a Lazio-Pisa. Proprio all’Olimpico era impegnata Maria Sole Ferrieri Caputi, protagonista di una direzione che, secondo l’autore dell’esposto, sarebbe stata giudicata ingiustamente. Alfonsi sostiene infatti che “nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita a Ferrieri Caputi la valutazione di 8,40”. Un voto considerato troppo basso e decisivo per gli equilibri della graduatoria finale. Secondo il presidente della sezione aquilana, quella valutazione sarebbe stata “l’unica che avrebbe senz’altro determinato la dismissione di Dionisi, vittima indiretta di questo inenarrabile piano”. Da qui la richiesta di verificare eventuali responsabilità nelle valutazioni arbitrali.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Serie A
1
Caos arbitri, altro scandalo! "Un piano dall'alto, funzionava così. Soggetti senza scrupoli"
2
Come funzionano le dismissioni arbitrali
3
L'indagine della Procura Federale