Fabregas verso Bologna-Como: "Diao mi preoccupa, Ramon ha fame. Tra Douvikas e Morata..."

Il tecnico dei lariani ha parlato in conferenza stampa in vista della trasferta bolognese contro il club di Italiano. Tanti i temi affrontati dall'allenatore: e Cutrone...

Il Como non vuole fermare il suo grande inizio di stagione. Dopo il test superato all'esordio contro la Lazio, i lariani affronteranno la prima trasferta dell'anno in casa del Bologna. Un'altra gara dal profumo di Europa, non un obiettivo da raggiungere, ma un sogno da costruire un passo alla volta. Al Dall'Ara, mister Cesc Fabregas dovrà fare a meno di Alberto Dossena e Assane Diao, ma il resto della squadra sarà a disposizione, per garantire al tecnico spagnolo quella profondità della rosa costruita attraverso il mercato. Maggiori scelte che garantiranno più soluzioni a partita in corso, cercando di non dare punti di riferimento a una squadra strutturata come il Bologna di Vincenzo Italiano, desideroso di riscatto dopo il passo falso contro la Roma. Ballottaggio aperto in attacco tra Tasos Douvikas e Alvaro Morata: l'attaccante spagnolo aspetta la sua prima opportunità da titolare, ma lo stato di forma del greco potrebbe valergli la riconferma.

Le parole di Fabregas in vista del Bologna

"Sarà una partita molto diversa rispetto a quella contro la Lazio. Dobbiamo trovare l'organizzazione giusta per entrare bene in campo, ma mi fido di tutti i miei giocatori": così Cesc Fabregas, tecnico del Como, parla all'antivigilia della sfida contro il Bologna. "Alcune volte le scelte dipendono da quello che fanno le altre squadre. Complimenti a chi ha giocato e a chi è entrato contro la Lazio, ma è già il passato. Dobbiamo continuare a crescere perché nel calcio se dopo fai una brutta partita, non è servito a niente". Al Dall'Ara, dopo gli acciacchi contro i biancocelesti, non ci sarà più l'emergenza degli esterni di attacco: "Nicolas Kuhn è recuperato, ha lavorato tutta la settimana con noi, Jayden Addai sta bene e vediamo in questi giorni se sarà pronto. Assane Diao non sta bene e mi preoccupa perché è legato al grave infortunio dell'anno scorso". Sullo stato di forma del Como, Fabregas ha spiegato: "Dobbiamo prepararci per fare sempre 3 punti. Abbiamo costruito la rosa per avere più soluzioni: non ci sono titolari qui, l'anno scorso abbiamo fatto grandi partite per 60 minuti, contro la Lazio i cambi hanno dato energia e qualità a quel livello. Non credo in una preparazione atletica 7 giorni su 7, mi piace lavorare anche sulla mentalità e dare giorni liberi ai ragazzi".

I ringraziamenti di Fabregas al partente Cutrone

"Che posso dire? Voi lo sapete molto meglio di me. Sono stato fortunatissimo ad avere giocatori che amano questa maglietta, che danno tutto il cuore per la città, per i tifosi, la società e la squadra. Patrick Cutrone posso solo ringraziarlo: è un prestito, non è un addio definitivo. Lui è un giocatore che se gioca tutta la stagione potrà fare 10/12 gol in Serie A. L'anno scorso con noi ne ha fatti sette, cinque assist, ha sbagliato un rigore calciando sul palo. è un giocatore che ha reso possibile la nostra promozione dalla Serie B con 14 gol e 7 assist." Ha poi aggiunto: "Chi non ricorda quel gol col Venezia, ed il primo gol in Serie A dopo 21 anni lo fa lui a Cagliari. Ci sono cose che succedono sempre per una ragione, e Patrick è uno che ha dato la vita, sempre, tutti i giorni. Lui però ha un pensiero forte, che mi piace tantissimo, ovvero quello di andare al Mondiale. Io purtroppo qui non posso garantire chi gioca e chi no, perché ci si deve meritare tutti. Lui è molto forte di testa, ha una grandissima mentalità e proverà ad andare in un'altra squadra a giocarsela, a farsi vedere con l'allenatore della Nazionale che potrà poi convocarlo in vista del Mondiale." Sono queste le parole di elogio rilasciate in conferenza da Cesc Fabregas, che confermano la partenza ormai certa di Patrick Cutrone, direzione Parma.

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La fame di Ramon e l'obiettivo Europa

"Sì, sono contento di lui e di tutti. La nostra scelta è quella di forzare. Come con Nico Paz, nell'allenamento numero uno e poi la partita gli ho detto: 'Devi giocare'. Era più forte già in quel momento e dall'inizio. Mi aspettavo fosse più indietro, ma ha quella forza e quella fame che alcune volte non puoi far aspettare. Sono pronti e magari arrivano prima di quello che ti aspettavi all'inizio". Ha parlato così della sorpresa Ramon il tecnico dei lariani, il quale ha poi risposto alla domanda sull'Europa"Ogni settimana è la stessa domanda. Dobbiamo migliorare quanto fatto l'anno scorso. Il presidente ha detto che non potremmo permettercelo? Rivalutare il giocatore giovane in futuro senza dubbio, ma già si è fatto e le conseguenze si sono viste. Per me è difficile parlare di posizionamenti, ma step by step. Ogni settimana vediamo come cresce la squadra. Non è che stiamo spendendo tantissimo, ma a livello di stipendio lo possono fare quasi tutti. Poi noi siamo coraggiosi a dargli spazio per giocare." E su un'altra possibile partenza:  "Gabrielloni? Ho avuto una chiacchierata informale con lui, spero di averlo convinto a restare qua. Dopo è una scelta molto personale, la sua presenza in spogliatoio è molto forte e sono molto convinto che lui debba rimanere per tutto quello che dà. Anche come spirito. Vediamo, è una scelta sua."

Le condizioni di Perrone ed il problema Diao

"Perrone aveva crampi, ma si è allenato tutta la settimana. Diao mi preoccupa sinceramente, non sta bene: è una cosa che va con quello che era successo all'infortunio dell'anno scorso. Non troppo, però se dopo 4 mesi e l'operazione succede qualcosa di piccolo mi preoccupa. È importante, può fare ruoli differenti e lui è già dentro la nostra dinamica rispetto ad alcuni giovani. Ora dobbiamo forzare altri giocatori e non possiamo dargli tanto tempo, però vediamo come va. Non voglio dire quanto sarà la durata, perché sicuramente sbaglio. Arriverà un comunicato, quando qualcuno si prenderà la responsabilità di farlo. Tutti stanno bene eccetto Dossena". Su Diao ha poi specificato: "Questo è quello che mi preoccupa, se vai per la strada corta o se fai una strada più lunga adesso per avere il 100% e dura di più dopo. Sei più sicuro. Non sono un dottore però, non lo so, stanno controllando gli specialisti. Non è una frattura, è un problema nella zona dove ha messo la placca". 

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Parola chiave: motivazione

"Non crediamo di fare una settimana di allenamento, 7 su 7. Meglio due più partita, tre giorni forti e riposo. Mi piace molto la motivazione, mi piace dare giorni liberi e lavoro corto per riposare bene e ripartire. Con tanta energia, una squadra organizzata e sostenere questi ritmi nella stagione. Devono gestire questo. È parte fondamentale di quello che devono fare da giocatore. Nel bene e nel male. Crescere nella mentalità e vivere giorno dopo giorno. Quando stai a vivere il domani o settimana prossima non stai pensando a ciò che succede oggi. Abbiamo anche visto cose negative di quanto fatto domenica, se ne discute, per me i ragazzi hanno appena iniziato. Noi a volte sbagliamo, ma se pensiamo di essere più belli di quello che siamo sbagliamo." Ha affermato Fabregas in relazione alla motivazione della squadra.

La bellezza di fare gruppo

Il tecnico spagnolo ha poi analizzato il gruppo squadra: "Mi piace la dinamica di squadra, ciò che sento è bello. Sono ragazzi e amici che vogliono lottare l'uno per l'altro. Alcune volte, come con il Barcellona, magari arrivano 3-4 gol. Come l'Inter quest'anno che fa gol in maniera diversa. Devi credere in quello che fai, provando a migliorare e potenziare quello che stai facendo bene". E poi suona la carica: "Noi vogliamo vincere. Noi lavoriamo per vincere le partite, alcune volte succederà e altre no. E sicuramente quando non accadrà mi direte 'cos'è successo'. Quando va bene io vado a casa e bevo una birra per analizzare la prossima partita. Bello vincere e quando tutti parlano di te, ma nel calcio non c'è tempo e non c'è spazio. Noi dobbiamo essere qua e chiusi per credere in quello che facciamo".

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La staffetta tra Douvikas e Morata e le scelte di formazione

Fabregas ha parlato anche dell'attaccante 'titolare' tra Douvikas e Morata: "Vediamo sabato. Non ci sono titolari qua. In settimana può cambiare, l'importante è che loro capiscano che chi è in migliore condizione gioca. Voglio che setano che fino all'ultimo minuto tutti sentano vogliano giocare. Chi può incazzarsi o meno deve farlo poco perché magari poi gioca. Rispetto all'anno scorso va già meglio, non c'è qualcuno che molla in allenamento. Poi è mia scelta". E sul ruolo di Van der Brempt da centrale adattato: "Lo riproporrò? Sicuramente, perché Fellipe Jack va in B a giocare. Sì, nel futuro sarà difensore centrale, è perfetto perché sa scappare e pressare, è coraggioso. Però vediamo quando sarà più stabile. Vojvoda può fare terzino destro e sinistro, è una cosa importante dentro una rosa piccola a livello di numeri ma in tanti possono fare tante cose".
 

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Il Como non vuole fermare il suo grande inizio di stagione. Dopo il test superato all'esordio contro la Lazio, i lariani affronteranno la prima trasferta dell'anno in casa del Bologna. Un'altra gara dal profumo di Europa, non un obiettivo da raggiungere, ma un sogno da costruire un passo alla volta. Al Dall'Ara, mister Cesc Fabregas dovrà fare a meno di Alberto Dossena e Assane Diao, ma il resto della squadra sarà a disposizione, per garantire al tecnico spagnolo quella profondità della rosa costruita attraverso il mercato. Maggiori scelte che garantiranno più soluzioni a partita in corso, cercando di non dare punti di riferimento a una squadra strutturata come il Bologna di Vincenzo Italiano, desideroso di riscatto dopo il passo falso contro la Roma. Ballottaggio aperto in attacco tra Tasos Douvikas e Alvaro Morata: l'attaccante spagnolo aspetta la sua prima opportunità da titolare, ma lo stato di forma del greco potrebbe valergli la riconferma.

Le parole di Fabregas in vista del Bologna

"Sarà una partita molto diversa rispetto a quella contro la Lazio. Dobbiamo trovare l'organizzazione giusta per entrare bene in campo, ma mi fido di tutti i miei giocatori": così Cesc Fabregas, tecnico del Como, parla all'antivigilia della sfida contro il Bologna. "Alcune volte le scelte dipendono da quello che fanno le altre squadre. Complimenti a chi ha giocato e a chi è entrato contro la Lazio, ma è già il passato. Dobbiamo continuare a crescere perché nel calcio se dopo fai una brutta partita, non è servito a niente". Al Dall'Ara, dopo gli acciacchi contro i biancocelesti, non ci sarà più l'emergenza degli esterni di attacco: "Nicolas Kuhn è recuperato, ha lavorato tutta la settimana con noi, Jayden Addai sta bene e vediamo in questi giorni se sarà pronto. Assane Diao non sta bene e mi preoccupa perché è legato al grave infortunio dell'anno scorso". Sullo stato di forma del Como, Fabregas ha spiegato: "Dobbiamo prepararci per fare sempre 3 punti. Abbiamo costruito la rosa per avere più soluzioni: non ci sono titolari qui, l'anno scorso abbiamo fatto grandi partite per 60 minuti, contro la Lazio i cambi hanno dato energia e qualità a quel livello. Non credo in una preparazione atletica 7 giorni su 7, mi piace lavorare anche sulla mentalità e dare giorni liberi ai ragazzi".

I ringraziamenti di Fabregas al partente Cutrone

"Che posso dire? Voi lo sapete molto meglio di me. Sono stato fortunatissimo ad avere giocatori che amano questa maglietta, che danno tutto il cuore per la città, per i tifosi, la società e la squadra. Patrick Cutrone posso solo ringraziarlo: è un prestito, non è un addio definitivo. Lui è un giocatore che se gioca tutta la stagione potrà fare 10/12 gol in Serie A. L'anno scorso con noi ne ha fatti sette, cinque assist, ha sbagliato un rigore calciando sul palo. è un giocatore che ha reso possibile la nostra promozione dalla Serie B con 14 gol e 7 assist." Ha poi aggiunto: "Chi non ricorda quel gol col Venezia, ed il primo gol in Serie A dopo 21 anni lo fa lui a Cagliari. Ci sono cose che succedono sempre per una ragione, e Patrick è uno che ha dato la vita, sempre, tutti i giorni. Lui però ha un pensiero forte, che mi piace tantissimo, ovvero quello di andare al Mondiale. Io purtroppo qui non posso garantire chi gioca e chi no, perché ci si deve meritare tutti. Lui è molto forte di testa, ha una grandissima mentalità e proverà ad andare in un'altra squadra a giocarsela, a farsi vedere con l'allenatore della Nazionale che potrà poi convocarlo in vista del Mondiale." Sono queste le parole di elogio rilasciate in conferenza da Cesc Fabregas, che confermano la partenza ormai certa di Patrick Cutrone, direzione Parma.

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Fabregas verso Bologna-Como: "Diao mi preoccupa, Ramon ha fame. Tra Douvikas e Morata..."
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