Lo scudetto può attendere, nonostante il +10 sul Milan, così come Diego Pablo Simeone, per “Chiringuito Tv” già forte di un pre-accordo con l’Inter per la stagione ’26-27. Difficile, anzi difficilissimo che accada, non solo per lo stipendio da oltre 30 milioni ad annata del “Cholo”, quanto per il lavoro svolto fin qui da Cristian Chivu, con Oaktree e la società più che mai soddisfatte, tant’è che a fine campionato, magari arricchito dal 21° titolo in Serie A, arriverà il rinnovo del tecnico romeno fino al 2028 con ritocco dell’ingaggio verso l’alto rispetto ai 2.5 milioni attuali. Scudetto e prolungamento del contratto, però, non sono temi d’attualità. Oggi alle 21 in un San Siro quasi sold-out, l’Inter e Chivu si giocheranno l’accesso agli ottavi di finale contro il Bodo/Glimt dopo l'inaspettato 3-1 della settimana scorsa in Norvegia.
Chivu verso il Bodo: "Dopo la Juve settimana di me..."
Ko evidentemente rimasto indigesto a Chivu che ieri ha mostrato un’insolita insofferenza, mixata col suo solito orgoglio, quando gli sono arrivate un paio di domande da parte dei giornalisti norvegesi. Alla seconda, se quanto accaduto attorno a Bastoni potesse ancora influenzare la squadra, Chivu ha risposto tranciante: «No, abbiamo avuto una settimana di me... dopo la Juventus, però sono orgoglioso di quello che ha fatto il ragazzo in campo sabato (a Lecce, dove è stato fischiato a ogni tocco di palla, ndr). Non era facile fare quella partita, senza farsi influenzare». Chivu, però, si era già scaldato prima, quando era arrivata questa domanda: “Avete perso contro una squadra di 50mila abitanti e uno stadio di 8mila spettatori, sarebbe una piccola vergogna essere eliminati?”, quesito accompagnato con un sorriso. Non gradito: «Ride pure? Complimenti - ha risposto il tecnico nerazzurro -. Nel calcio non c’è nulla di vergognoso. Bisogna accettare il lavoro dell’avversario, con rispetto, anche se lei non ne ha nei nostri confronti. Noi abbiamo grande rispetto dal Bodo/Glimt, addirittura gli facciamo anche i complimenti per quello che stanno facendo, hanno pure vinto a Madrid dove noi non ci siamo riusciti. La settimana scorsa sono stati più bravi di noi, tutto qua».
La frecciata: "Importante che i ragazzi ritrovino l'erba..."
Chivu, tornando sulla partita d’andata, ha nuovamente ammesso come la squadra non si sia fatta trovare pronta ad affrontare le variabili di quella gara - «sapevamo già prima di affrontarli che non sarebbe stato semplice, dovevamo adattarci al terreno e alle condizioni climatiche e non lo abbiamo fatto se non a tratti, non siamo stati all’altezza» -, ma poi, solleticato sull’importanza del “fattore San Siro”, ha inviato un’altra frecciata. Una battuta, ma con dietro un significato ben più profondo: «Quello che è importante per noi è che questi ragazzi (i suoi, ndr) ritrovino l’erba...».
