Marotta e il caso Cuadrado-Perisic
Non fa meglio il presidente Marotta, che tira fuori addirittura il caso Cuadrado Perisic di qualche anno fa, dimenticando peraltro altri episodi di segno contrario proprio in quel match; eppure, quando era alla Juve, riferendosi alle consuete proteste interiste, si definiva "imbarazzato nel rispondere: non immaginavo che dopo una bella partita ci si potesse ancora dilungare andando ad analizzare episodi che non sono esistiti. In Italia dovremmo allenare giocatori, allenatori e dirigenti a una cultura della sconfitta che nel nostro paese non esiste". Al tempo non apprezzava chi portava avanti alcuni episodi per giorni, ora per spostare il focus dall'episodio di strettissima attualità ne tira fuori uno di diversi anni fa.
Come si cambia, cantava qualcuno. Da lì in poi, tuttavia, subentra l'esigenza di tornare al proprio posto tradizionale, quello di chi urla al mondo di essere lui la vittima di errori e complotti, sperando così di riscuotere qualche credito. Si parte con il vittimismo sui fischi a Bastoni: decine di editoriali di amici più o meno dichiarati sconvolti da quella durissima e innovativa reazione del pubblico, i fischi a un giocatore. Serate a scandagliare le partite di ogni categorie a caccia di simulazioni per chiedere perché uno si becchi i fischi e gli altri no.
