Bastoni snobbato da Flick, al Barcellona non c'è posto: Chivu e quell'idea nel cassetto

La pista blaugrana si allontana: dietro non servono più titolari. Nerazzurri e catalani sono concordi su un punto: a quattro Bastoni non va

Su una cosa Cristian Chivu e Hansi Flick sono d’accordo: Alessandro Bastoni non è un centrale da difesa a quattro. Non ha la velocità per difendere a campo aperto e giocando a quattro viene disinnescata la sua abilità principale: quella di agire da centrocampista aggiunto supportando la fase offensiva. Anche per questo motivo sì è molto raffreddato l’interessamento del Barcellona, che già era stato fiaccato dalla valutazione data dall’Inter al cartellino del centrale (70 milioni), con la partenza di una possibile trattativa a non meno di 60 perché con quei soldi l’Inter avrebbe voluto prendere il sostituto di Bastoni e finanziare l’arrivo di Vicario, non a caso entrato da qualche giorno nel limbo. Poco male per l’Inter anche se questo comporterà per Chivu dover mettere per almeno un’altra stagione nel cassetto l’idea di passare alla difesa a quattro: la virtù migliore dell’allenatore è quella di saper shakerare le sue idee con le caratteristiche del materiale umano a disposizione e l'allenatore nerazzurro è il primo a rendersi conto che in una difesa a quattro sarebbero penalizzati tanto Bastoni quanto Federico Dimarco che, in binario nel sistema di gioco attuale, sono uno dei punti di forza principali per l’Inter.

L'evoluzione del centrocampo

Questo non toglie che l’evoluzione possa riguardare centrocampo e attacco: il Parma di Chivu giocava con un 3-4-2-1 che dovrebbe essere il punto finale a cui si arriverà al termine del mercato estivo. Essendo il budget di Oaktree non certo illimitato (ad Ausilio e Baccin sono stati “consegnati” 40-45 milioni per il mercato, al netto del ricavato dalle cessioni), la sempre più probabile permanenza di Bastoni permetterebbe ai responsabili dell’area tecnica di concentrarsi per la difesa sulle alternative al trio di titolari composto da Bisseck (la cui crescita con Chivu è stata esponenziale), Akanji (per il cui riscatto l’Inter verserà nelle casse del City 15 milioni e quindi - a livello economico - va considerato a tutti gli effetti un nuovo acquisto) e, appunto Bastoni. Questo scenario, data per certa la partenza di Frattesi, darebbe l’opportunità all’Inter di poter riportare a casa Alexandar Stankovic (15 milioni il costo della “recompra”) e dare l’assalto a Manu Koné e Curtis Jones, considerato che Mkhitaryan saluterà e Chivu vuole trasformare Diouf in un esterno a tutta fascia.

 

 

La situazione in attacco

In attacco, alla luce della conferma in blocco dei “fab four” (Lautaro, Thuram, Bonny ed Esposito) la stella polare resta Nico Paz con alternativa Moussa Diaby, altro obiettivo di gennaio: Jones infatti potrebbe essere anche utilizzato alle spalle del centravanti per sfruttare le sue doti da incursore. L’Inter aspetta di capire quale sarà il prossimo allenatore del Real Madrid per poi fare i suoi passi con il club di Florentino Perez, ben sapendo che per l’operazione Paz occorreranno almeno 50 milioni, magari garantendo una recompra oppure un contro-riscatto ai madrileni. Ma il fatto che sull’identikit di Paz i primi a essere convinti siano i rappresentanti del fondo Oaktree induce a pensare che per lui verrà fatto il possibile. E forse anche qualcosa in più.

 

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