Qual è la cosa più bella della Mls?
«Quello che ha colpito me è l’entusiasmo nel seguire il calcio. E’ come se fosse uno sport ancora nuovo per loro: come quando vai a scuola il primo anno, che vuoi andarci sempre, hai voglia di fare. E’ uno sport che ancora non conoscono al 100 per 100, ma si appassionano tanto e questo fa ben sperare per il futuro. E’ un’emozione nuova quella che provano con il calcio: c’è da tanti anni, ma per esempio quando sono arrivato mi hanno detto che da quattro-cinque anni è cambiato a dismisura l’interesse del pubblico. Ma quattro-cinque anni fa dicevano lo stesso rispetto a quattro-cinque anni prima: è una continua evoluzione e questo fa ben sperare. Soprattutto anche in vista dei Mondiali. Una passione che poi si innesta su strutture e organizzazione con un potenziale impressionante, nessun altra Lega al mondo ce l’ha. Vai a giocare a New York, Miami, Los Angeles... Fa effetto dire “Dove vai oggi a giocare? A Miami».
A proposito di Los Angeles, si sente con il campione Mls Chiellini?
«Certo che lo sento, è come fosse mio fratello maggiore. Sono davvero contento per lui per il campionato vinto con Los Angeles perché se lo merita. Al di là del calciatore, Giorgio è una persona veramente straordinaria, sotto tutti i punti vista».
Qual è la cosa più bella di vivere a Toronto?
«Sicuramente le potenzialità che ci sono. Toronto è una città meravigliosa, con mille culture differenti, una libertà mentale, un’apertura mentale... ci sono opportunità per ogni persona e percepisci, anche se sei in Canada, ma è comunque parte del Nord America, questo “sogno americano”. Vedi le persone che lavorano per crescere, per salire, perché c’è tanta meritocrazia e fa piacere vederlo da fuori».
Un giocatore della Mls pronto per una grande europea?
«Thiago Almada di Atlanta, un argentino che era anche al Mondiale, anche se non so se ha giocato (6 minuti contro la Polonia, ndr). Ha 21 anni, è una mezzala offensiva, trequartista».
