300 milioni e zero campioni: Juve, non tutta la colpa è di Tudor

L’esame di coscienza deve essere collettivo se la squadra bianconera vuole uscire dal tunnel
300 milioni e zero campioni: Juve, non tutta la colpa è di Tudor
© AGENZIA ALDO LIVERANI SAS

Quello era rigore, ma questa non è Juve. E il popolo bianconero dovrebbe concentrarsi più sul secondo problema. Così come per chi ci mette i soldi e li vede sperperare. Cambiano gli allenatori, tre in tre anni, e diventano l’oggetto di feroce dibattito, la causa di ogni problema, la spiegazione di ogni sconfitta, la ragione dell’imbarbarirsi di vere e proprie guerre di religione fra in e out. E così si perde di vista la qualità della rosa. Perché se i giocatori della Juve forniscono magnifici assist agli attaccanti avversari; se si mangiano gol davanti alla porta; se per fare un cross degno di questo nome ne spediscono nove sulle gambe dei difensori; se marcare nel modo giusto è diventata un’impresa spaziale; se a centrocampo non c’è un giocatore in grado di azzeccare un filtrante, siamo sicuri che il problema sia tattico e non tecnico?

Solo Thuram e Di Gregorio all'altezza

Questa squadra veste la maglia della Juve, ma della Juve ha poco, pochissimo, in certi momenti nulla. Nelle ultime due campagne acquisti sono stati spesi 300 milioni di euro, ma forse i soli Thuram e Di Gregorio (acquisto superfluo vista la presenza di Szczesny) si sono dimostrati all’altezza. Tudor ha sicuramente delle responsabilità, come le hanno avute l’ultimo Allegri e Thiago Motta. Ma se dopo aver speso 300 milioni di euro (cioè più del Real Madrid, per dire), ti devi affidare a Kostic per ribaltare una partita contro una Lazio disastrata dagli infortuni, forse la grande maggioranza di quei soldi è stata buttata via.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, tante domande e poche risposte

Quest’estate sono stati spesi 12,5 milioni di commissioni per prendere Jonathan David (che ieri sera Basic ha ringraziato per l’assist vincente), 46 per prendere Openda, 40 per prendere Conceiçao, 14 per Zhegrova (che non giocava da nove mesi e continua a non giocare), 12 milioni per Joao Mario. Nessuno di loro sta incidendo, nessuno ha, finora, aggiunto qualcosa. Della scorsa campagna acquisti si segnalano i 35 milioni spesi per Nico Gonzalez, i 60 per Koopmeiners, i 50 per Douglas Luiz, i 17,5 per Kelly. Milioni che potevano finanziare l’acquisto di un paio di campioni, quelli che mancano in modo disperato alla Juventus. Sì, qualcuno c’è. E non è tutto da buttare, come dimostrato a Madrid, dove correndo e impegnandosi, la Juve aveva dato l’illusione di aver ritrovato l’umiltà necessaria a guadare il pantano di mediocrità in cui si è infilata. Ma se si comprano 17 giocatori in due anni e non si azzecca neanche un campione, bisogna interrogarsi sulla selezione dei giocatori, su chi la fa, su come la fa e sul perché di tanti errori di valutazione.

Un esame di coscienza collettivo

Poi c’è Tudor, certo. Ovvero un allenatore che, evidentemente, non sta comunicando sicurezza alla squadra, che non ha ancora scelto gli uomini a cui dare fiducia e non riesce a far correre la squadra come si deve, tutto vero. Ma scaricare sulle sue spalle ogni problema della Juve vorrebbe dire infilarsi ancora una volta nello stesso tunnel, pensando che un altro allenatore abbia la bacchetta magica e trasformi in carrozze certe zucche vestite di bianconero. L’esame di coscienza non può che essere collettivo, altrimenti l’incubo diventerà ricorrente.

 

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Quello era rigore, ma questa non è Juve. E il popolo bianconero dovrebbe concentrarsi più sul secondo problema. Così come per chi ci mette i soldi e li vede sperperare. Cambiano gli allenatori, tre in tre anni, e diventano l’oggetto di feroce dibattito, la causa di ogni problema, la spiegazione di ogni sconfitta, la ragione dell’imbarbarirsi di vere e proprie guerre di religione fra in e out. E così si perde di vista la qualità della rosa. Perché se i giocatori della Juve forniscono magnifici assist agli attaccanti avversari; se si mangiano gol davanti alla porta; se per fare un cross degno di questo nome ne spediscono nove sulle gambe dei difensori; se marcare nel modo giusto è diventata un’impresa spaziale; se a centrocampo non c’è un giocatore in grado di azzeccare un filtrante, siamo sicuri che il problema sia tattico e non tecnico?

Solo Thuram e Di Gregorio all'altezza

Questa squadra veste la maglia della Juve, ma della Juve ha poco, pochissimo, in certi momenti nulla. Nelle ultime due campagne acquisti sono stati spesi 300 milioni di euro, ma forse i soli Thuram e Di Gregorio (acquisto superfluo vista la presenza di Szczesny) si sono dimostrati all’altezza. Tudor ha sicuramente delle responsabilità, come le hanno avute l’ultimo Allegri e Thiago Motta. Ma se dopo aver speso 300 milioni di euro (cioè più del Real Madrid, per dire), ti devi affidare a Kostic per ribaltare una partita contro una Lazio disastrata dagli infortuni, forse la grande maggioranza di quei soldi è stata buttata via.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
300 milioni e zero campioni: Juve, non tutta la colpa è di Tudor
2
Juve, tante domande e poche risposte