Chiellini e la nuova sfida alla Juve: “A cosa puntiamo entro il 2027”

I piani della società svelati dal dirigente bianconero: “Abbiamo sacrificato talenti, ma tutto rientra in una strategia più ampia”

Dopo anni passati a difendere la Juve, Giorgio Chiellini è tornato in bianconero, questa volta come dirigente e da alcuni mesi in particolare come Director of Football Strategy. Intervenuto durante il Football Business Forum organizzato da SDA Bocconi, l'ex centrale ha spiegato: "Il mio ruolo in Juventus nasce con l’obiettivo di combinare la parte sportiva e quella istituzionale - riporta Calcio e Finanza -. Sto proseguendo il lavoro iniziato da Francesco Calvo, che mi ha introdotto in questo ambiente lo scorso anno. A livello aziendale sto affiancando Comolli nella gestione del club, cercando di unire la mia esperienza da calciatore a una nuova prospettiva dirigenziale".

Chiellini ha scelto di iniziare una carriera come dirigente e non di fare l'allenatore come invece hanno fatto tanti suoi ex compagni di squadra. "Ho sempre sentito più naturale il passaggio a un ruolo gestionale, strategico - ha continuato -, anche se credo che la leadership resti la stessa. Quando iniziava una stagione, guardavo ai miei compagni come a 25 aziende diverse: ognuna con i propri obiettivi, i propri interessi. Il compito del leader è far capire che senza unità d’intenti nessuno vince, né la squadra né le singole persone. Ma anche noi, da giocatori, avevamo i nostri “capi”: l’allenatore, la società, la proprietà. È una catena di responsabilità che non si spezza mai".

Parlando della situazione economica della Juve, Chiellini ha aggiunto: "Purtroppo veniamo da bilanci negativi (qui l'esito dell'Assemblea degli Azionisti), specialmente negli anni del Covid e in quelli successivi, con la mancata qualificazione in Champions che ha pesato molto. L’obiettivo è arrivare al breakeven entro il 2026-27, puntando su sostenibilità e risultati. Siamo stati pionieri nel progetto delle seconde squadre e ora ne stiamo raccogliendo i frutti, come con Yildiz. È vero, abbiamo dovuto sacrificare alcuni talenti per ragioni di bilancio, ma questo rientra in una strategia più ampia: creare un sistema sostenibile".

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Divario Serie A-Premier League: "Non credo si possa colmare"

Il Director of Football Strategy ha parlato anche della grande distanza tra il calcio italiano e quello inglese: "Oggi la Champions è diventata una competitor diretta dei campionati nazionali. Il calcio è sempre più globalizzato, e questo si rifletterà ancora di più nei diritti TV a partire dal 2027. Non credo che la Serie A possa colmare completamente il divario con la Premier League, ma deve assolutamente migliorare per sopravvivere. L’interesse internazionale verso la Serie A sta calando, e serve una strategia diversa: dobbiamo riportare in Italia i migliori giocatori, perché sono loro che attraggono gli spettatori". Poi una critica ai club di Serie A: "Oggi non c’è un tavolo comune che lavori per la crescita collettiva. Ognuno pensa a sé, e così si perde di vista l’obiettivo comune. Non vogliamo diventare una lega che forma i talenti e poi li vede partire all’estero".

"Consapevoli del FPF, riceveremo una multa"

"Eravamo consapevoli della procedura sul Fair Play Finanziario - ha rivelato Chiellini -. Riceveremo una multa e un nuovo settlement agreement, ma non ci sarà alcun obbligo di operazioni straordinarie. Continueremo sul percorso di sostenibilità iniziato anni fa, e soprattutto abbiamo centrato l’obiettivo di tornare in Champions. Aumentare la base dei tifosi significa accrescere l’attrattività per gli sponsor. Stiamo lavorando per rendere l’esperienza allo stadio più completa e interattiva, ma dobbiamo migliorare la raccolta e l’analisi dei dati sui nostri tifosi". Sullo stadio: "All’Allianz Stadium lanceremo diversi eventi: abbiamo iniziato con il rugby e in estate ospiteremo i primi concerti. L’obiettivo è portare nello stadio un numero di eventi molto più alto rispetto alle sole partite. Vogliamo capire davvero cosa desiderano i tifosi e costruire un’offerta che li coinvolga di più".

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"Investire nel calcio è un rischio enorme"

L'ex difensore ha poi detto la sua sul mondo del calcio: "Investire nel calcio è un rischio enorme se manca una visione d’insieme. I club italiani, in confronto, costano poco, ma incontrano difficoltà strutturali enormi. L’esempio di Pallotta a Roma parla chiaro: arrivò con un progetto per costruire lo stadio, ma dopo più di dieci anni siamo ancora fermi. A Milano finalmente c’è un segnale positivo, ma servono istituzioni che aiutino e non ostacolino chi vuole investire. Non possiamo permetterci di perdere queste opportunità per colpa della burocrazia".

Le differenze con il calcio americano

In chiusura, un confronto con il modello del calcio americano: "Negli Stati Uniti il livello si sta alzando, ma il salary cap aiuta a mantenere la competitività. Il movimento non sta esplodendo perché non può attrarre troppe stelle, ma funziona: hanno una media di 20-25mila spettatori, riescono a offrire un prodotto coerente con il loro livello. Per loro lo sport è intrattenimento, un’esperienza paragonabile al teatro o al cinema. E noi dovremmo imparare qualcosa da quella mentalità".

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Dopo anni passati a difendere la Juve, Giorgio Chiellini è tornato in bianconero, questa volta come dirigente e da alcuni mesi in particolare come Director of Football Strategy. Intervenuto durante il Football Business Forum organizzato da SDA Bocconi, l'ex centrale ha spiegato: "Il mio ruolo in Juventus nasce con l’obiettivo di combinare la parte sportiva e quella istituzionale - riporta Calcio e Finanza -. Sto proseguendo il lavoro iniziato da Francesco Calvo, che mi ha introdotto in questo ambiente lo scorso anno. A livello aziendale sto affiancando Comolli nella gestione del club, cercando di unire la mia esperienza da calciatore a una nuova prospettiva dirigenziale".

Chiellini ha scelto di iniziare una carriera come dirigente e non di fare l'allenatore come invece hanno fatto tanti suoi ex compagni di squadra. "Ho sempre sentito più naturale il passaggio a un ruolo gestionale, strategico - ha continuato -, anche se credo che la leadership resti la stessa. Quando iniziava una stagione, guardavo ai miei compagni come a 25 aziende diverse: ognuna con i propri obiettivi, i propri interessi. Il compito del leader è far capire che senza unità d’intenti nessuno vince, né la squadra né le singole persone. Ma anche noi, da giocatori, avevamo i nostri “capi”: l’allenatore, la società, la proprietà. È una catena di responsabilità che non si spezza mai".

Parlando della situazione economica della Juve, Chiellini ha aggiunto: "Purtroppo veniamo da bilanci negativi (qui l'esito dell'Assemblea degli Azionisti), specialmente negli anni del Covid e in quelli successivi, con la mancata qualificazione in Champions che ha pesato molto. L’obiettivo è arrivare al breakeven entro il 2026-27, puntando su sostenibilità e risultati. Siamo stati pionieri nel progetto delle seconde squadre e ora ne stiamo raccogliendo i frutti, come con Yildiz. È vero, abbiamo dovuto sacrificare alcuni talenti per ragioni di bilancio, ma questo rientra in una strategia più ampia: creare un sistema sostenibile".

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