La narrazione dominante che va oltre la realtà dei fatti. Si aspettava con ansia l'intervento del capo degli arbitri Rocchi a Open Var, visto il clamoroso rigore negato a Vlahovic in Fiorentina-Juve, e il racconto fatto in tv è stato lunare: niente reprimenda sul fatto che non fosse un episodio da VAR (quella frase tante volte sentita "il Var qui non può intervenire") e che Guida avesse fatto moviola in campo - peraltro neanche essendone capace - e nemmeno la faccia di dire che c'è stato un errore, il coraggio di dire che le immagini sono state valutate male, ma una difesa in tutto e per tutto dell'indifendibile, oltre la realtà, contro le quali davvero non si può fare nulla se non permettere purtroppo di continuare a oscillare pericolosamente tra valutazione di incapacità e malafede conclamata.
Il designatore ha approvato la scelta degli arbitri al monitor, Guida e Fabbri, nonostante Doveri avesse fischiato il penalty e la revisione delle immagini, non ci stanchiamo di dirlo, mostri chiaramente che Pablo Marì è il primo a mettere la mano addosso a Vlahovic tirandogli la maglia. Poi vabbeh, la ciliegina dell'assenza assoluta di riferimento ai cori razzisti rivolti a Dusan. Poi l'attenzione si è spostata sull'ottimo comportamento dei giocatori della Vecchia Signora, che Rocchi ha elogiato. E infine per confermare la scelta del penalty fischiato a Thuram in Inter-Milan ha preso come esempio un torto subito dai bianconeri.
La difesa dell'indifendibile
"Per me è da togliere" - la prima frase che arriva dalla Sala VAR per poi aggiungere: "Vlahovic se lo tira dietro". E da qui il richiamo a Doveri: "Te lo farei rivedere, Vlahovic se lo porta a terra". Perché la decisione viene ribaltata? Lo ha spiegato il designatore Rocchi: "Questo è un episodio molto complesso, vedendo la partita avrei dato rigore in diretta. Rivedendo le immagini come ha fatto correttamente il Var, Vlahovic trattiene per primo il difensore della Fiorentina e se lo porta addosso. La decisione secondo noi è corretta, il Var ha lavorato bene e proposto la camera giusta. Mi piace sottolineare come sia stata fatta bene l'on field review, con l'arbitro che è stato in controllo senza avere nessuno addosso. Quindi vi prego di avere questo tipo di atteggiamento, che permette all'arbitro di prendere la decisione nel modo più lucido possibile".
"Quello che fa Pablo Marì di falloso è nella parte finale, ma dopo la trattenuta di Vlahovic a livello cronologico. Se in questa caso la sala Var può intervenire? Il Var può intervenire su tutto", continua Rocchi in una narrazione quasi di onnipotenza, ben diversa da quanto si raccontava negli anni scorsi. "Ci siamo adattati al protocollo, ma negli anni il nostro utilizzo è cambiato. All'inizio si utilizzava solo per cose eclatanti, ora si va verso l'utilizzo per avere la decisione giusta. Meglio una on field review in più che in meno. Ogni rigore che diamo deve essere tale al 100%. Mi preoccupa quando sento dire "qui non devi fischiare niente". Il nostro ruolo però è decidere". Peccato, caro Rocchi, che le immagini dicano tutto il contrario, cioè che Pablo Marì è anche IL PRIMO a mettere le mani addosso a Vlahovic e non il contrario. Peccato davvero che la realtà smentisca una ricostruzione sbagliata, che fa passare per errata l'unica decisione giusta, quella di Doveri, che infatti dice anche "Pablo Marì non lo vede mai il pallone, non lo prende mai, guarda solo l'uomo e l'ha superato", riferito a Vlahovic.
