Spalletti: "Alla Juve il posto uno se lo guadagna. Yildiz, non capite. Cosa ho detto dopo Napoli"

Conferenza Champions: "Pafos tosto, usano le mani". Poi nel finale tecnico durissimo sulla punta

Tutto pronto per il ritorno in Champions League. Domani, mercoledì 10 dicembre 2025, la Juventus affronterà il Pafos, match valido per la sesta giornata della competizione. Fin qui la squadra di Spalletti ha collezionato sei punti nelle prime cinque partite ed è quindi alla ricerca di una vittoria: vietato sbagliare. L'allenatore bianconero dovrà fare di nuovo a meno di Vlahovic e, dopo l'esperimento fallito contro il Napoli di schierare una squadra senza punta di peso, si prepara a schierare David dal primo minuto (qui la probabile formazione bianconera). Ma questa non è l'unica novità dall'allenamento: Bremer e Rugani sono infatti tornati ad allenarsi con il gruppo. Alla vigilia dell'incontro l'allenatore della Juventus ha presentato la sfida in conferenza stampa insieme a Kalulu.

Juve-Pafos, la conferenza di Kalulu

Prima dell'allenatore della Juve, ha preso parola il difensore: "In questa competizione sei sempre orgoglioso di fare bene. Domenica contro il Napoli è successo quello che è successo e dobbiamo lavorare su quello che non ha funzionato. Ritorno Bremer? Siamo un gruppo unito e quando qualcuno è infortunato è difficile per tutti. Il suo ritorno fa piacere perché dà energia differente, ha esperienza e ci può aiutare. Cosa non sta funzionando? Penso che tutti i dettagli facciano la differenza e se non li fai venire a tuo favore sembra sempre tutto buio. Tra i momenti offensivi e difensivi possiamo fare di più. Non penso sia una questione solo tattica o mentale, il calcio è fatto di tutto. Se mi sento un leader? Provo sempre a dare il massimo e l’esempio sul campo. Lavoro per essere pronto ad aiutare la squadra. Mi sento un leader, perché quando giochi di più sei più dentro le partite e gli altri credono in te". Sul peso della maglia e le critiche dall'esterno: "Personalmente non ascolto quello che dite voi. Su di me non pesano le vostre analisi. Prendo le partite in maniera naturale., per me è più facile, la vivo bene. La maglia della Juve è una fortuna, non un peso. Si vede che abbiamo delle potenzialità, ma dobbiamo avere più continuità quando affrontiamo le partite. Dobbiamo essere più puliti. Ogni settimana lavoriamo per aggiungere un punto e raggiungere questi livelli di Champions". A seguire le parole di Spalletti.

 

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Juve, le parole di Spalletti in conferenza 

"Il Pafos è una squadra tosta, ha molti portoghesi e brasiliani che sanno giocare a calcio. Ha fatto brutta figura solo con il Bayern. Sono una squadra dal punto di vista fisico molto tignosa, ti vengono addosso forte e usano le mani. Ogni contrasto sarà una storia e sanno che vincendo un contrasto possono vincere la partita. Sono organizzati sui calci piazzati. Dobbiamo essere bravi a non subire le loro ripartenze. Non dobbiamo perdere palle facili e dobbiamo controllare bene le preventive" - ha spiegato Spalletti in conferenza stampa. Sull'attacco della Juve: "I numeri sono quelli non desiderati, sia per risultati sia per individualità. Ora ho più conoscenza dei giocatori a disposizione e questo per me è fondamentale. Vedo che sono migliorate alcune cose. Come ha detto Kalulu non siamo bravi a ripeterle durante la partita. Ho visto fare belle giocate ai miei attaccanti. Se andiamo a vedere il gol che abbiamo fatto domenica contro il Napoli, è stato un bel gol. E se fai quelle cose lì vuol dire che ce le hai. Bisogna convincersi a riproporle più spesso".  Poi ha proseguito: "Se ho ancora fiducia? Io ho le stesse intenzioni e certezze di quando ho accettato di venire a fare l'allenatore della Juve. Vedo i giocatori migliorare in allenamento. Più li vedo e più mi arrabbio e tranquillizzo allo stesso momento, come stare su un ottovolante". 

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L'elogio e Thuram e il rientro di Bremer

Spalletti ha parlato anche di Thuram, apparso non in forma nelle ultime partite: "Se volete sapere se gioca? Per me è un giocatore forte, top, che ha fatto una buona partita anche domenica. Ne abbiamo bisogno, ha un grande strappo con la palla e dovrebber migliorarlo anche senza palla. Lui è un professionista top, a me piace totalmente. Poi è chiaro che durante la partita si possono avere momenti migliori e peggiore". Sui rientri di Bremer e Rugani: "Li aspetto a braccia aperte, saranno convocati e domani saranno in panchina. Non so dirvi se saranno della partita. Rugani ha avuto un periodo meno lungo, ma anche lui bisogna valutarlo. Se non entreranno si alleneranno".

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"Yildiz come Kvara" e Spalletti fa chiarezza

Spalletti ha fatto chiarezza sulle sue dichiarazioni su Yildiz ("Anche lui può dare di più"): "Forse avete capito male quello che ho detto. Volevo intendere che sono convinto che c'è ancora molto potenziale da far vedere. Anche se lui ce la sta mettendo tutta e cresce di partita in partita, ha margini di miglioramento incredibili. Sono un po' le stesse cose che dicevo di Kvara quando ci ho avuto a che fare. Lui può diventare un giocatore di livello supertop. Se voi foste in allenamento vi accorgereste delle potenzialità che ha. Come il gol che ha fatto domenica, quasi dalla linea di fondo, uncinare quella palla con quella tenerezza...". 

Poi l'allenatore della Juve ha spiegato la scelta di giocare contro il Napoli sena una punta vera: "Partita senza attaccanti? Non era per pungolarli. Sono andato a giocare in quella maniera perché ero convinto fosse il sistema giusto, ma non ho avuto il risultato che volevo. Ho delle responsabilità". Poi ha chiesto Kalulu di confermare quello che ha detto a fine partita e il giocatore ha detto: "Il mister ci ha detto che non ci ha messo nelle condizioni ideali per vincere la partita". Poi ha ripreso parola Spalletti: "Pensavo che il centrocampista in più permettesse di smucchiare un po' la linea difensiva. E ho voluto tenere Yildiz in mezzo per non fargli fare le corse indietro, mandandolo ad attaccare Rrahmani. E volevo far fare la stessa cosa a Conceicao con Buongiorno. Per allargare i difensori sulle fasce. Non ci sono riuscito, abbiamo perso una miriade di palloni: 113. La palla l'hanno avuto loro e per noi è stato più difficile. Non sono riuscito a far valere queste cose ed è doloroso per me. Nel secondo tempo si è visto un equilibrio differente e a un certo punto sembrava averla in controllo".

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Il cambio modulo e le parole sull'allenamento

Poi Spalletti ha parlato del suo inizio in bianconero: "Quando sono arrivato le partite erano talmente vicine che per fare un allenamento con tutti e 22 è stato difficilissimo. Il gruppo è sempre diviso tra chi gioca e chi non. Ho la disponibilità del settore giovanile che mi stanno mettendo a disposizione sempre una decina di giocatori. 4-3-3 come modulo nuovo? Bisogna abituarsi che il calcio assomiglia sempre di meno a questi numeri e sistemi di gioco, perché poi solo in alcuni momenti e di passaggio ci si ritrova nei vari numeri. Quasi tutte le squadre ti vengono a prendere forte. Ci sono continue rotazioni e deformazioni dei sistemi. Avere un difensore di piede destro ad esempio può cambiare alcune cose, ad esempio non mi permetterebbe di avere Kelly a giocare con il destro". Poi, alla domanda sul perché a David non vengano date più opportunità consecutive dal primo minuto, magari 4-5 partite consecutive: "Anche io avrei bisogno di cinque partite per allenare il Real e Barcellona per far vedere di che livello sono. Questo può valere per qualsiasi giocatore, anche per Adzic. Dopo che mi fai vedere che vai forte in allenamento e vai forte quei dieci minuti di partita, poi ti dò venti minuti, poi trenta, poi tutta una partita. E poi forse 4 o 5 di fila".

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"Zhegrova giocherà titolare"

"Scorie post-Napoli? Avere questa pressione, gli occhi addosso di tutti, qualcosa lo lascia ma se non sappiamo gestire le pressioni non sappiamo allora nemmeno vincere, perchè poi non sappiamo gestire le vittorie. Bisogna essere bravi a fare le analisi corrette e ripartire a tutta forza" - ha spiegato Spalletti a Sky Sport. "Se c'è tutto questo divario col Napoli? Un po' di divario c'è ma anche perchè non abbiamo fatto quello che potevamo fare: se quando ti saltano addosso fai vedere di essere intimidito, andranno ancora più forte, se invece fai vedere di essere tranquillo mandi dei segnali diversi e noi non l'abbiamo fatto". Per domani Spalletti annuncia una novità: "Zhegrova giocherà dall'inizio. I dati ci mostrano che non è ancora in grandissima condizione ma si sta impegnando, abbiamo 5 sostituzioni e ci si metterà mano dopo".

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Tutto pronto per il ritorno in Champions League. Domani, mercoledì 10 dicembre 2025, la Juventus affronterà il Pafos, match valido per la sesta giornata della competizione. Fin qui la squadra di Spalletti ha collezionato sei punti nelle prime cinque partite ed è quindi alla ricerca di una vittoria: vietato sbagliare. L'allenatore bianconero dovrà fare di nuovo a meno di Vlahovic e, dopo l'esperimento fallito contro il Napoli di schierare una squadra senza punta di peso, si prepara a schierare David dal primo minuto (qui la probabile formazione bianconera). Ma questa non è l'unica novità dall'allenamento: Bremer e Rugani sono infatti tornati ad allenarsi con il gruppo. Alla vigilia dell'incontro l'allenatore della Juventus ha presentato la sfida in conferenza stampa insieme a Kalulu.

Juve-Pafos, la conferenza di Kalulu

Prima dell'allenatore della Juve, ha preso parola il difensore: "In questa competizione sei sempre orgoglioso di fare bene. Domenica contro il Napoli è successo quello che è successo e dobbiamo lavorare su quello che non ha funzionato. Ritorno Bremer? Siamo un gruppo unito e quando qualcuno è infortunato è difficile per tutti. Il suo ritorno fa piacere perché dà energia differente, ha esperienza e ci può aiutare. Cosa non sta funzionando? Penso che tutti i dettagli facciano la differenza e se non li fai venire a tuo favore sembra sempre tutto buio. Tra i momenti offensivi e difensivi possiamo fare di più. Non penso sia una questione solo tattica o mentale, il calcio è fatto di tutto. Se mi sento un leader? Provo sempre a dare il massimo e l’esempio sul campo. Lavoro per essere pronto ad aiutare la squadra. Mi sento un leader, perché quando giochi di più sei più dentro le partite e gli altri credono in te". Sul peso della maglia e le critiche dall'esterno: "Personalmente non ascolto quello che dite voi. Su di me non pesano le vostre analisi. Prendo le partite in maniera naturale., per me è più facile, la vivo bene. La maglia della Juve è una fortuna, non un peso. Si vede che abbiamo delle potenzialità, ma dobbiamo avere più continuità quando affrontiamo le partite. Dobbiamo essere più puliti. Ogni settimana lavoriamo per aggiungere un punto e raggiungere questi livelli di Champions". A seguire le parole di Spalletti.

 

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