David All You Can Eat, CambiaNo, Falcone ipnotizza, Di Gregorio… la Juve dalla curva

I migliori e i peggiori del match col Lecce visti con l’occhio dello Stadium

Passo falso della Juve che interrompe la sua striscia positiva in casa col Lecce. Dominio del gioco sì, ma anche un’imprecisione frustrante per i tifosi quando si tratta di fare quello che serve per vincere: gol. Il dato che spiega tutto è uno: 25 tiri dei padroni di casa, 5 in porta considerando il rigore (se così può essere definito) di David. Va in vantaggio prima il Lecce verso la fine del primo tempo con l’unico tiro in porta di giornata realizzato da Banda e a riprenderla ci pensa McKennie in avvio di ripresa. Poi l’assedio continuo dei padroni di casa che però non si trasforma in tre punti vitali a causa dell’imbarazzante rendimento dei suoi centravanti. Di seguito i top e flop del pareggio dello Stadium tra Juve e Lecce.

Flop Juve, David… Ayceman

Il primo flop è David. Sì, colui che più che Iceman alla Juve dovrebbe avere il soprannome Ayceman. Un all you can eat di occasioni ghiotte divorate dall’attaccante canadese arrivato dal Lilla con la fama di goleador di livello mondiale. Ecco, la Juve non è il Lilla e la Serie A non è la Ligue 1. Ora gli errori e le prestazioni insufficienti sono diventati davvero troppi. Contro il Lecce è arrivata l’ennesima prova deludente: oltre al rigore che si commenta da solo c’è da fare anche un discorso sulla sua reale importanza per la manovra. Le caratteristiche per dare una mano ce le avrebbe anche, ma tra appoggi sbagliati e controlli di palla ansiogeni contribuisce solo a rallentare il tutto.

Cambia… o no?

Alla fine tra i tifosi c’é chi ripensa con triste malinconia a quell’offerta del City di Guardiola lo scorso anno… Distratto e prevedibile, trova una buona trama con un bel tiro nel primo tempo ma niente di più, anzi. I minuti passano e lui scende di intensità e attenzione: tira in curva un pallone che andava almeno mandato in porta e con un passaggio presuntuoso e senza senso serve Banda che segna il gol del momentaneo vantaggio. Da quel momento un poi ogni cosa va male: è in netto ritardo praticamente sempre e chiunque lo affronta sa benissimo cosa fare per bloccarlo. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Top Juve, McKennie certezza

Non è solo il gol, come se poi fosse solo un dettaglio. Weston é uno dei pochi promossi a pieni voti della Juve contro il Lecce perché ha confermato quanto di buono fatto vedere nelle ultime uscite. È letteralmente ovunque, insegue tutti e quando si tratta di rifinire o di farsi trovare al posto giusto e al momento giusto lui c’è. Spalletti, non a caso, è il quinto allenatore consecutivo che non lo leva letteralmente mai dal campo e sotto la guida di Luciano Wes sta imparando ad essere più ordinato. Che sia da esterno, terzino o centrocampista (ha praticamente fatto quasi ogni ruolo) suo apporto è sempre lo stesso.

Yildiz, neanche a dirlo

Sempre lui. Il faro della Juve è sempre Kenan. Anche quando non segna o non fa assist. Primi minuti spaziali e indice di pericolosità che schizza alle stelle ogni volta che ha la palla tra i piedi. Una partita da leader, che viene cercato in continuazione dai suoi compagni e che puntualmente fa impazzire chi ha l’arduo compito di marcarlo. A furia di essere cercato perde un po’ di lucidità nelle giocate ma sfiora comunque il gol al 94’ con un palo interno colpito a modo suo, con un tiro a giro che aveva superato Falcone.

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Falcone, l’eroe Lecce

E alla fine il Lecce se ne torna a casa con un punto. L’eroe dei giallorossi? Senza ombra di dubbio Wladimiro Falcone. E non è solo per il rigore che paradossalmente tra tutti i pericoli è stato quello per cui è servito meno sforzo. Il classe 1995 ha salvato i suoi in tantissime occasioni stravincendo il confronto a distanza con David, letteralmente ipnotizzato, e non solo. Mentre dall’altra parte Di Gregorio continua a non trasmettere sicurezza e prende gol all’unico tiro…

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Passo falso della Juve che interrompe la sua striscia positiva in casa col Lecce. Dominio del gioco sì, ma anche un’imprecisione frustrante per i tifosi quando si tratta di fare quello che serve per vincere: gol. Il dato che spiega tutto è uno: 25 tiri dei padroni di casa, 5 in porta considerando il rigore (se così può essere definito) di David. Va in vantaggio prima il Lecce verso la fine del primo tempo con l’unico tiro in porta di giornata realizzato da Banda e a riprenderla ci pensa McKennie in avvio di ripresa. Poi l’assedio continuo dei padroni di casa che però non si trasforma in tre punti vitali a causa dell’imbarazzante rendimento dei suoi centravanti. Di seguito i top e flop del pareggio dello Stadium tra Juve e Lecce.

Flop Juve, David… Ayceman

Il primo flop è David. Sì, colui che più che Iceman alla Juve dovrebbe avere il soprannome Ayceman. Un all you can eat di occasioni ghiotte divorate dall’attaccante canadese arrivato dal Lilla con la fama di goleador di livello mondiale. Ecco, la Juve non è il Lilla e la Serie A non è la Ligue 1. Ora gli errori e le prestazioni insufficienti sono diventati davvero troppi. Contro il Lecce è arrivata l’ennesima prova deludente: oltre al rigore che si commenta da solo c’è da fare anche un discorso sulla sua reale importanza per la manovra. Le caratteristiche per dare una mano ce le avrebbe anche, ma tra appoggi sbagliati e controlli di palla ansiogeni contribuisce solo a rallentare il tutto.

Cambia… o no?

Alla fine tra i tifosi c’é chi ripensa con triste malinconia a quell’offerta del City di Guardiola lo scorso anno… Distratto e prevedibile, trova una buona trama con un bel tiro nel primo tempo ma niente di più, anzi. I minuti passano e lui scende di intensità e attenzione: tira in curva un pallone che andava almeno mandato in porta e con un passaggio presuntuoso e senza senso serve Banda che segna il gol del momentaneo vantaggio. Da quel momento un poi ogni cosa va male: è in netto ritardo praticamente sempre e chiunque lo affronta sa benissimo cosa fare per bloccarlo. 

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