Elkann chiama, Spalletti risponde: perché la telefonata dopo Sassuolo-Juve vale così tanto

Poche parole, ma incisive: il retroscena bianconero post vittoria. L’ad di Exor sente regolarmente l’allenatore

TORINO - È andata così, parola più parola meno: "Grazie mister, mi sono divertito: che bella vittoria, ora continuate così". John Elkann ha alzato il telefono, Luciano Spalletti ha risposto immediatamente dopo la convincente vittoria di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Era già successo dopo il successo casalingo contro la Roma, ma era anche un pretesto per scambiarsi gli auguri di buone feste. Stavolta, invece, Elkann è andato a colpo sicuro. Si è goduto una vera Juve. Bella e vincente. Due aggettivi che negli anni molto raramente hanno viaggiato di pari passo. Ecco perché l’ad di Exor, ancora una volta, ha voluto mostrare un segnale di sincera vicinanza all’allenatore. Senza promettere mari e monti sul futuro: il rinnovo di contratto è sicuramente un argomento di discussione, ma non c’è la fretta di affrontarlo adesso. Se le cose continueranno così, sedersi al tavolo per arrivare alla fumata bianca sarà una conseguenza inevitabile e naturale.

Il nuovo corso della Juve di Spalletti convince la proprietà

Elkann sa perfettamente che la panchina della Juve non può essere girevole come negli ultimi anni: troppi cambi, troppe rivoluzioni, troppi problemi a cui dover mettere mano. Spalletti ha ridato un senso logico al corso degli eventi. Prendendo in pugno la squadra, a fine ottobre, senza stravolgere nulla. Non ha preso l’accetta, ma ha vissuto di solo buon senso. Non ha mai preteso niente: non un mercato faraonico a gennaio, in linea con le sue idee di calcio, e neppure un contratto di lunga durata. Ha sempre pensato una cosa: ora che sono alla Juve, me la devo meritare. Sta andando esattamente così. La vittoria contro il Sassuolo, 72 ore dopo il casuale passo falso contro il Lecce, ha restituito a Elkann l’immagine di una squadra viva e unita. Pienamente coinvolta nel nuovo corso targato Spalletti. Non è più un insieme di solisti, ma un coro di voci bianche. Il prodotto migliora di partita in partita e John non può che essere soddisfatto del lavoro di Luciano. Un uomo voluto da Comolli, convinto da Chiellini e poi portato a bordo per sistemare una Juve che in due anni deve tornare a vincere. Un verbo che nessuno ha dimenticato alla Continassa.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Spalletti, il gruppo e l’entusiasmo ritrovato alla Continassa

Il margine per intervenire sulla rosa a gennaio è poco: in estate sono state investite molte risorse per rinforzare una squadra che però adesso funziona. Spalletti non preme per avere nuovi giocatori. Ha orecchie spalancate, occhi attenti alle varie opportunità di cui gli parlerà Ottolini nel corso del mese, ma sa che il lavoro quotidiano può dargli più di qualsiasi innesto. Si è barricato al centro sportivo proprio come un artigiano di bottega: deve pensare in bianconero. Sempre e comunque. Chi gli sta vicino vede gli stessi occhi illuminati che aveva a Napoli, nell’anno dello scudetto. Sente che l’aria intorno a lui è tornata frizzante. Dopo Reggio Emilia ha sfoderato il “rumore degli amici”, riferito a chi ha individuato in Lucio un bersaglio da colpire dopo l’errore di David dal dischetto contro il Lecce. Non vedeva l’ora di tornare a far discutere. Così ha indossato la corazza per tutti e subito dopo la sciagura del canadese su rigore ha creato un ambiente bunker. Un gruppo solido e coeso, pronto a difendersi da ogni attacco del mondo esterno. Ha protetto David, ha rincuorato Openda, ha creato una famiglia che prima del suo avvento era sparpagliata. Ora sono tutti uniti. Anche Elkann conosce le pieghe dell’operato di Lucio. Per questo la telefonata di Reggio Emilia vale infinitamente tanto. Certifica il buon umore della proprietà e consegna a Spalletti una consistente dose extra di entusiasmo. Gli è tornata la voglia di conquistare il paradiso, dopo i tormenti vissuti in Nazionale. I complimenti sinceri di John li prende e li mette in tasca. Li estende al gruppo di lavoro e alla squadra, li sfrutta per preparare i prossimi impegni. E ce ne saranno parecchi da qui a breve: Cremonese, Cagliari, poi Mourinho e Conte a tre giorni di distanza l’uno dall’altro e infine il Monaco. Elkann vuole divertirsi ancora. Lucio non si diverte, come ha anche ammesso a cuore aperto in conferenza stampa, ma è felice quando chi gli sta intorno si diverte. Ed è a posto così.

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TORINO - È andata così, parola più parola meno: "Grazie mister, mi sono divertito: che bella vittoria, ora continuate così". John Elkann ha alzato il telefono, Luciano Spalletti ha risposto immediatamente dopo la convincente vittoria di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Era già successo dopo il successo casalingo contro la Roma, ma era anche un pretesto per scambiarsi gli auguri di buone feste. Stavolta, invece, Elkann è andato a colpo sicuro. Si è goduto una vera Juve. Bella e vincente. Due aggettivi che negli anni molto raramente hanno viaggiato di pari passo. Ecco perché l’ad di Exor, ancora una volta, ha voluto mostrare un segnale di sincera vicinanza all’allenatore. Senza promettere mari e monti sul futuro: il rinnovo di contratto è sicuramente un argomento di discussione, ma non c’è la fretta di affrontarlo adesso. Se le cose continueranno così, sedersi al tavolo per arrivare alla fumata bianca sarà una conseguenza inevitabile e naturale.

Il nuovo corso della Juve di Spalletti convince la proprietà

Elkann sa perfettamente che la panchina della Juve non può essere girevole come negli ultimi anni: troppi cambi, troppe rivoluzioni, troppi problemi a cui dover mettere mano. Spalletti ha ridato un senso logico al corso degli eventi. Prendendo in pugno la squadra, a fine ottobre, senza stravolgere nulla. Non ha preso l’accetta, ma ha vissuto di solo buon senso. Non ha mai preteso niente: non un mercato faraonico a gennaio, in linea con le sue idee di calcio, e neppure un contratto di lunga durata. Ha sempre pensato una cosa: ora che sono alla Juve, me la devo meritare. Sta andando esattamente così. La vittoria contro il Sassuolo, 72 ore dopo il casuale passo falso contro il Lecce, ha restituito a Elkann l’immagine di una squadra viva e unita. Pienamente coinvolta nel nuovo corso targato Spalletti. Non è più un insieme di solisti, ma un coro di voci bianche. Il prodotto migliora di partita in partita e John non può che essere soddisfatto del lavoro di Luciano. Un uomo voluto da Comolli, convinto da Chiellini e poi portato a bordo per sistemare una Juve che in due anni deve tornare a vincere. Un verbo che nessuno ha dimenticato alla Continassa.

 

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