Chiesa-Juve, giorni decisivi: l’assist è di Salah. E per il nuovo bomber c’è l’ok di Spalletti

Il club bianconero attivo sul mercato, anche sul fronte difensori: la proposta a Senesi sarà formulata nel mese di febbraio

TORINO - Sotto con Chiesa, anche solo per capire quanto la Juve dovrà spostarsi sulle alternative. Che non mancano mica, che però non sono nemmeno come l’ex bianconero. Il più convincente, in termini di qualità ma anche di personalità. Tutti, da Spalletti alla dirigenza, sono infatti certi che Federico possa essere l’uomo giusto al momento giusto. Questione di costi - considerato il talento, il prezzo sembra sostanzialmente in saldo -, però pure di prospettive: a 28 anni, Chiesa è nell’età della maturità, quella in cui ogni scelta ha un peso specifico diverso, in cui gli errori hanno invece meno margine di esistere, e perciò schiacciano un po’ di più i pensieri, inducendo a scelte più sagge. Una premessa doverosa per sostenere una tesi diffusa alla Continassa: il “Fede” che potrebbe tornare a Torino dovrà essere diverso rispetto a quello che ha salutato quasi sbattendo la porta, e comunque con le difficoltà anche solo a discutere di un possibile rinnovo di contratto.

Chiesa-Juve: Liverpool, Salah e il nodo ingaggio

A ogni modo, questi rischiano di essere i giorni decisivi e il motivo arriva dalla Coppa d’Africa, dove l’Egitto di Salah è stato eliminato in semifinale dal Senegal. In queste ore Momo sta facendo ritorno a Liverpool: ritroverà Slot, compagni e ambiente Red in generale, che ha deciso di non lasciare a gennaio per nessun motivo e nessuna offerta al mondo, nemmeno la più ricca. Questo dà margine alla Juve di credere ulteriormente nel colpo Chiesa, sul quale oppone resistenza il board di Anfield. O meglio: fa un prezzo, piuttosto chiaro e pure piuttosto alto, almeno 15 milioni di euro, che sarebbero 20 considerato lo sforzo per accontentare il giocatore dal punto di vista economico. Ecco, capitolo ingaggio: sia l’esterno che il suo entourage sono consapevoli dell’impossibilità di replicare i 7 milioni annui garantiti dal Liverpool, dunque le pretese saranno inevitabilmente abbassate.

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Obiettivi Juve tra difesa e attacco

E proprio sulle pretese: si lavora per accontentare quelle di Marcos Senesi, centrale del Bournemouth. Alla società inglese è stata chiarita l’intenzione della Juventus di formulare un’offerta ufficiale quando sarà possibile, ossia dal primo febbraio. Ottolini e Comolli sono convinti che l’argentino - con passaporto italiano - possa essere il rinforzo perfetto per l’estate, quando magari un po’ di proposte per rifare il reparto arretrato potranno essere valutate. In primis per Federico Gatti, quindi per Teun Koopmeiners, senza dimenticare la crescita esponenziale di Lloyd Kelly e perciò l’attenzione diventata sempre più importante in Inghilterra, dove il suo nome è tra i più chiacchierati. Insomma, manovre in corso, e un po’ ovunque: il principale contendente sul fronte Senesi rimane il Barcellona, ma qui la Juve vuole giocare tanto d’anticipo quanto d’astuzia, garantendo minutaggio al giocatore e chiudendo in tempi brevi - o almeno provando a farlo - l’accordo con il calciatore. Resistono infine le alternative in attacco, da Daniel Maldini, che è un nome sul taccuino finché ci sarà la possibilità di strapparlo in prestito dall’Atalanta, ormai appagata dal fresco arrivo di Raspadori, che spera così di saltare in maniera definitiva sul treno Nazionale, magari del Mondiale. In questo senso sono al rialzo le quotazioni di Mateta del Crystal Palace. Contatti nelle ultime ore tra i due club, più che altro esplorativi per capire se ci siano gli estremi per un trasferimento dell’attaccante francese a Torino, valutato tra i 30 e i 35 milioni. Tra i primi estimatori di Mateta lo stesso Spalletti, che avrebbe dato l’ok - in termini di identikit - per il dopo Vlahovic.

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TORINO - Sotto con Chiesa, anche solo per capire quanto la Juve dovrà spostarsi sulle alternative. Che non mancano mica, che però non sono nemmeno come l’ex bianconero. Il più convincente, in termini di qualità ma anche di personalità. Tutti, da Spalletti alla dirigenza, sono infatti certi che Federico possa essere l’uomo giusto al momento giusto. Questione di costi - considerato il talento, il prezzo sembra sostanzialmente in saldo -, però pure di prospettive: a 28 anni, Chiesa è nell’età della maturità, quella in cui ogni scelta ha un peso specifico diverso, in cui gli errori hanno invece meno margine di esistere, e perciò schiacciano un po’ di più i pensieri, inducendo a scelte più sagge. Una premessa doverosa per sostenere una tesi diffusa alla Continassa: il “Fede” che potrebbe tornare a Torino dovrà essere diverso rispetto a quello che ha salutato quasi sbattendo la porta, e comunque con le difficoltà anche solo a discutere di un possibile rinnovo di contratto.

Chiesa-Juve: Liverpool, Salah e il nodo ingaggio

A ogni modo, questi rischiano di essere i giorni decisivi e il motivo arriva dalla Coppa d’Africa, dove l’Egitto di Salah è stato eliminato in semifinale dal Senegal. In queste ore Momo sta facendo ritorno a Liverpool: ritroverà Slot, compagni e ambiente Red in generale, che ha deciso di non lasciare a gennaio per nessun motivo e nessuna offerta al mondo, nemmeno la più ricca. Questo dà margine alla Juve di credere ulteriormente nel colpo Chiesa, sul quale oppone resistenza il board di Anfield. O meglio: fa un prezzo, piuttosto chiaro e pure piuttosto alto, almeno 15 milioni di euro, che sarebbero 20 considerato lo sforzo per accontentare il giocatore dal punto di vista economico. Ecco, capitolo ingaggio: sia l’esterno che il suo entourage sono consapevoli dell’impossibilità di replicare i 7 milioni annui garantiti dal Liverpool, dunque le pretese saranno inevitabilmente abbassate.

 

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