Comolli rischia la maxi squalifica, anche Chiellini nel mirino: Juve in allarme

Non semplice la situazione dei due dirigenti bianconeri dopo la bufera nel tunnel di San Siro. Intanto Elkann si fa sentire con Gravina

Sempre più presente, coinvolto, vicino alle esigenze di un gruppo che, dopo anni di turbinio e dietrofront tecnici, pare aver finalmente trovato in Luciano Spalletti un condottiero all’altezza della missione bianconera. Da quando l’ex ct è atterrato nell’universo juventino, John Elkann ha scelto di instaurare subito un rapporto diretto e costante. Telefonate continue, confronti, visite alla Continassa, specie alla vigilia degli impegni più importanti - come successo venerdì mattina, a seguito della seduta di rifinitura pre Inter - o per congratularsi personalmente con chi ha scelto di prolungare la sua avventura in bianconero, Kenan Yildiz. Fino ad arrivare all’ultimo gesto, tutt’altro che simbolico e, forse, tra i più significativi della sua gestione: la telefonata di ieri al presidente federale Gabriele Gravina, nel corso della quale l’ad di Exor ha espresso con voce ferma le sue preoccupazioni a margine degli episodi arbitrali di San Siro. Su tutti, l’espulsione - inspiegabile - ai danni di Pierre Kalulu, “colpevole” di essersi trovato nella stessa traiettoria di Bastoni che ne ha approfittato per inscenare un tuffo (nessun contatto tra i due giocatori) degno del premio Oscar. Non una sfuriata, e nemmeno uno strappo istituzionale. Piuttosto un atto politico, nel senso più alto del termine: la volontà di sottolineare il disappunto per quanto accaduto sabato sera, e in generale, per la sfilza di errori arbitrali subiti dai bianconeri nel corso della stagione. Dal rigore inesistente fischiato a Verona contro la Juve per il fallo di mano di Joao Mario alla mancata espulsione di Orban per la gomitata rifilata a Gatti, passando per la cintura di De Roon su Cambiaso nei quarti di Coppa Italia, o ancora ai rigori non dati alla Juve nei due confronti di campionato contro la Lazio, con Gila protagonista in entrambi i casi.

La telefonata

Elkann, nel corso della telefonata, è andato poi oltre i singoli episodi, sollecitando Gravina ad individuare soluzioni efficaci volte a migliorare il sistema e a garantire l’integrità e la credibilità del movimento. Anche perché la negligenza della classe arbitrale, a turni alterni, ha finito per penalizzare ogni singola formazione di Serie A. E se le polemiche, di settimana in settimana, superano il campo a perdere non è solo la Juventus, o la squadra di turno, ma l’intero sistema calcio italiano. Da qui, la disponibilità di Elkann a studiare collettivamente soluzioni, correttivi ed espedienti istituzionali e regolamentari che possano portare a un’inversione di rotta. Ma soprattutto il monito chiaro a procedere spediti in direzione della riforma arbitrale sul professionismo paventata dallo stessa Gravina pochi giorni fa. Il presidente federale, nella giornata di ieri, si è confrontato anche con Rocchi, per discutere sul perimetro di applicabilità del Var, alla luce delle sempre più frequenti simulazioni inscenate dai protagonisti in campo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Cosa rischiano Comolli e Chiellini

Non sono mancati, poi, i confronti telefonici tra Elkann e i vari membri della dirigenza bianconera. L’ad di Exor ha espresso pieno sostegno e vicinanza prima a Luciano Spalletti e al gruppo squadra bianconero, per il grande impegno, la compattezza e lo spirito di unità mostrati in campo anche a seguito del torto arbitrale subito; e poi a due dei principali vertici societari, Damien Comolli e Giorgio Chiellini, per le dichiarazioni rilasciate nel post partita. Non semplice la situazione dei due dirigenti bianconeri, dal momento che è in ballo una possibile sanzione da parte del giudice sportivo per via delle aspre contestazioni a La Penna nel tunnel di San Siro, alla fine del primo tempo. Qualora il direttore di gara abbia inserito nel referto l’accaduto, la squalifica potrebbe arrivare già in giornata. In caso contrario, spetterebbe agli ispettori della Procura Federale (a bordo campo sabato, come da prassi) segnalare eventualmente il comportamento di Comolli e Chiellini al procuratore federale Chiné. Le possibili sanzioni? Diverse, nella sostanza: nella peggiore delle ipotesi, Chiellini potrebbe incappare in una squalifica “soft”; la condotta dell’ad bianconero, invece, potrebbe portare addirittura a uno stop di due mesi. 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Sempre più presente, coinvolto, vicino alle esigenze di un gruppo che, dopo anni di turbinio e dietrofront tecnici, pare aver finalmente trovato in Luciano Spalletti un condottiero all’altezza della missione bianconera. Da quando l’ex ct è atterrato nell’universo juventino, John Elkann ha scelto di instaurare subito un rapporto diretto e costante. Telefonate continue, confronti, visite alla Continassa, specie alla vigilia degli impegni più importanti - come successo venerdì mattina, a seguito della seduta di rifinitura pre Inter - o per congratularsi personalmente con chi ha scelto di prolungare la sua avventura in bianconero, Kenan Yildiz. Fino ad arrivare all’ultimo gesto, tutt’altro che simbolico e, forse, tra i più significativi della sua gestione: la telefonata di ieri al presidente federale Gabriele Gravina, nel corso della quale l’ad di Exor ha espresso con voce ferma le sue preoccupazioni a margine degli episodi arbitrali di San Siro. Su tutti, l’espulsione - inspiegabile - ai danni di Pierre Kalulu, “colpevole” di essersi trovato nella stessa traiettoria di Bastoni che ne ha approfittato per inscenare un tuffo (nessun contatto tra i due giocatori) degno del premio Oscar. Non una sfuriata, e nemmeno uno strappo istituzionale. Piuttosto un atto politico, nel senso più alto del termine: la volontà di sottolineare il disappunto per quanto accaduto sabato sera, e in generale, per la sfilza di errori arbitrali subiti dai bianconeri nel corso della stagione. Dal rigore inesistente fischiato a Verona contro la Juve per il fallo di mano di Joao Mario alla mancata espulsione di Orban per la gomitata rifilata a Gatti, passando per la cintura di De Roon su Cambiaso nei quarti di Coppa Italia, o ancora ai rigori non dati alla Juve nei due confronti di campionato contro la Lazio, con Gila protagonista in entrambi i casi.

La telefonata

Elkann, nel corso della telefonata, è andato poi oltre i singoli episodi, sollecitando Gravina ad individuare soluzioni efficaci volte a migliorare il sistema e a garantire l’integrità e la credibilità del movimento. Anche perché la negligenza della classe arbitrale, a turni alterni, ha finito per penalizzare ogni singola formazione di Serie A. E se le polemiche, di settimana in settimana, superano il campo a perdere non è solo la Juventus, o la squadra di turno, ma l’intero sistema calcio italiano. Da qui, la disponibilità di Elkann a studiare collettivamente soluzioni, correttivi ed espedienti istituzionali e regolamentari che possano portare a un’inversione di rotta. Ma soprattutto il monito chiaro a procedere spediti in direzione della riforma arbitrale sul professionismo paventata dallo stessa Gravina pochi giorni fa. Il presidente federale, nella giornata di ieri, si è confrontato anche con Rocchi, per discutere sul perimetro di applicabilità del Var, alla luce delle sempre più frequenti simulazioni inscenate dai protagonisti in campo.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus
1
Comolli rischia la maxi squalifica, anche Chiellini nel mirino: Juve in allarme
2
Cosa rischiano Comolli e Chiellini