Testa alla Champions League. Dopo la sconfitta contro l'Inter, indirizzata dalla clamorosa espulsione di Kalulu, in casa Juve resta la consapevolezza di aver giocato una grandissima prestazione a San Siro, anche in inferiorità numerica. E così si proverà a canalizzare rabbia e frustrazione derivate dalla gara di sabato nel delicatissimo match europeo di domani, in casa del Galatasaray. Una sfida importantissima, che indirizzerà la qualificazione agli ottavi di Champions (ritorno programmato mercoledì 25 febbraio all'Allianz Stadium). A presentare la gara nella consueta conferenza della vigilia Luciano Spalletti, affiancato da Weston McKennie.
Galatasaray-Juve, Spalletti in conferenza
L'allenatore bianconero ha iniziato parlando di Osimhen e Icardi, suoi vecchi bomber: “Chi scelgo? Io non so cosa preferisco della mia squadra e figurati se devo pensare a quello che deve il mio collega. Per me sono giocatori molti forti con caratteristiche diverse e le loro caratteristiche insieme potrebbero fare l’enciclopedia del numero 9. Sono due attaccanti che sanno comportarsi dentro l’area di rigore, perchè uno crea il caos e l’altro sa usare il caos. Dobbiamo fargli arrivare meno palloni possibili e tenere palla noi”.
"Galatasaray? Ogni esitazione può costare cara"
L'allenatore bianconero si è poi soffermato a parlare dell'importanza della sfida contro il Galatasaray: "Quando c'è il doppio confronto sono importanti tutte e due le gare. Noi dobbiamo pensare al comportamento qui dentro. In queste partite c'è un sole verticale che ti illumina in tutte le parti e non puoi nasconderti. Ogni esitazione può costare cara. Io sono orgoglioso della reazione che hanno avuto a Milano e non cambierei la mia squadra per nessuno al mondo. Noi dobbiamo giocare da squadra e non subire le pressioni avversari e giocare il nostro calcio, perchè non abbiamo una struttura per giocare la palla lunga davanti e possiamo contagiarci attraverso il gioco. Poi con il palleggio possiamo fare la nostra partita".