Pagina 3 | "Quando lo vedo...", "Sembra la porta di Mickey Mouse", "Ora la pena capitale": l'analisi Juve a Sky

La Juve esce dalla partita contro il Como con le ossa rotte in tutti sensi. Dopo il ko con il Galatasaray in Champions, arriva anche quello in campionato che complica ancor di più i piani per la prossima Champions League. Il quarto posto è distante pochi punti, in attesa di capire cosa farà la Roma, prossimo avversario dei bianconeri in campionato. Prima dei giallorossi, però, c'è il ritorno dei playoff con i turchi e la formazione allenata da Spalletti deve sicuramente rimettersi in carreggiata dimostrando di poter uscire da questa spirale negativa. L'analisi del post partita arriva direttamente da Sky e punti toccati sono diversi.

Padovano: "Mi aspettavo una reazione"

Ed è proprio l'ex Juve, Padovano, a commentare il ko col Como: "Io mi aspettavo, come del resto credo anche Spalletti e la Juventus come dirigenza, una reazione dopo la sconfitta in Turchia importante, ma soprattutto negli atteggiamenti. Io credo che in questo momento i sistemi di gioco lascino il tempo che trovano. Abbiamo visto troppi giocatori patire probabilmente lo Juventus Stadium, perché ho visto dei giocatori veramente al di sotto, ma molto al di sotto. Sembrava che Spalletti avesse aggiustato le cose, e fino alla sfida contro l’Inter devo dire che c'era riuscito. Perché quello che mi piacerebbe capire è come mai non c'è continuità di prestazione come quelle partite fatte contro l'Inter e quelle prima, con Spalletti alla guida. Questa è una domanda che io mi faccio. Obiettivamente il Como ha fatto una grande partita, ha vinto meritatissimamente, la Juventus ha avuto un’occasione da gol con Openda all’inizio, e niente di più. Continuiamo con i passi indietro invece di passi avanti".

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Orsi: "Quando vedo Kelly..."

Anche Orsi dice la sua sui bianconeri: "Sin dall'inizio sembrava che questa squadra avesse ancora reminiscenze della partita con l'Galatasaray, nella fase difensiva e negli errori. Prima del gol ci sono state due o tre occasioni create non dal Como, ma dalla Juventus, passaggi indietro a Di Gregorio, errori di appoggio. Quindi questa può essere una scusante, ma la Juventus ha sofferto troppo l'aggressività del Como, i raddoppi in mezzo al campo, non è mai riuscita a uscire dal basso. Questa è una squadra che ha delle carenze anche a livello tecnico. Spalletti è un grande allenatore, quando è entrato ha messo a posto delle cose, però poi dopo le qualità tecniche vengono fuori, cioè se penso che con tutto il rispetto: quando vedo che Kelly, che fa delle buone partite, discrete, è il titolare della Juventus, qualcosa deve essere andato storto. Poi non è soltanto colpa di Kelly, perché qua c'è Gatti, c'è Cambiaso che ha sbagliato, Openda ha sbagliato l'unica occasione che gli è capitata. Anche Locatelli e Thuram lì in mezzo, che all'inizio sembrava la coppia che Spalletti aveva creato bene, però poi dopo le qualità tecniche vengono fuori. E molte volte quando trovi squadre come queste, vai in difficoltà perché perdi i riferimenti, loro giocano anche senza palla muovendosi, cosa che la Juventus oggi, ma anche nelle precedenti tre o quattro partite, non ha fatto. Quindi è anche una questione di qualità".

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Costacurta: "Un periodo negativo e non solo nell'ultimo anno"

Poi anche Costacurta commenta: "È clamorosa la caduta psicologica della Juventus, è quello a preoccupare per la partita di ritorno contro il Galatasaray. Quello che abbiamo visto con il Como è questo. La prova fatta dalla Juve mi sembra la prosecuzione del secondo tempo di Istanbul e vuol dire che la squadra è molto in discesa. La Juve ha avuto una palla gol importante dopo lo svantaggio, ma in questo momento poi là davanti sembra che la porta sia quella per entrare da Mickey Mouse. È un periodo negativo che va al di là dell’ultimo anno, credo che sia un problema legato alle scelte che sono state fatte, anche quest’anno il mercato non ha portato frutti".

L'analisi si sposta poi su altri aspetti. Condò: "Ogni processo di crescita ha le sue interruzioni, ma generalmente non torni al punto di partenza. Se parti da 10 e cresci fino a 20, tornerai a 15, invece la Juve è tornata la punto di partenza. È stato il gioco portato da Spalletti a far crescere la Juventus e a entusiasmare i giocatori con meno qualità facendoli inserire in questo contesto trainato dalla qualità di Yildiz. Adesso che una certa magia sembra essersi dissolta, i campioni restano campioni ma gli altri sono tornati ad avere un rendimento deficitario".

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Borghi: "La Juve paga sempre questo"

Prosegue Borghi: "Per me non è un discorso tecnico, la cosa che continua è quella degli errori individuali. Perché poi la Juve paga sempre questo e credo sia la tredicesima volta che va sotto al primo tiro in porta incassato. Se andiamo a vedere tutte le situazioni in cui la squadra prende il primo gol sono incredibili errori individuali e anche con il Como è doppio, balza all'occhio l'errore di Di Gregorio ma McKennie perde una palla bruttissima. Di Gregorio si è trovato in situazioni di poca sicurezza in questa stagione. All'inizio c'è stata una ventata d'entusiasmo portata da Spalletti ma quando poi si deve stabilizzare è la personalità a sostenerti in un determinato tipo di passo, soprattutto quando arrivano le prime difficoltà. Io credo che questo gruppo come successo sotto altre guide tecniche abbia dimostrato una personalità piuttosto fragile"

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L'orizzonte Galatasaray e Roma

Guardando avanti c'è un doppio snodo importante. E Borghi dice la sua: "Secondo me la partita pesantissima per la Juve è quella di domenica. Con il Galatasaray è piuttosto segnata, ci vuole qualcosa che vada fuori dall'ordinario. Domenica contro la Roma si gioca tanto in questa rincorsa Champions. I meriti del Como sono da vedere e sono lì tutte le settimane. I demeriti della Juve sono altrettanto chiari. Il secondo tempo di Istanbul credo sia stato un punto dolente di questa stagione, fino a lì arrivava anche con qualche risultato negativo ma sempre con la prestazione. Andavamo sull'onda di dire e vedere qualcosa di diverso, invece è tornata la punto di partenza, questo è molto preoccupante".

"Juve, pena capitale prima della Roma"

E chiude Condò: "La Roma arriverà alla sfida con la Juve potendo lavorare con tranquillità senza dover passare dai playoff di Europa League essendo arrivata tra le prime otto nella fase campionato. Una partita cruciale per la stagione dei giallorossi, mentre i bianconeri dovranno passare dalla pena capitale dei playoff di Champions League. Le tre gare di Champions per le italiane vanno dal difficile al proibitivo per la rimonta. Da quanto esiste questa formula non è mai successo che l'Italia non avesse almeno una squadra agli ottavi di finale, non sarebbe un contrattempo ma una vergogna dovesse succedere. Sono certo che dopo le discutibili prestazioni dell'andata venderanno tutte cara la pelle, poi è difficile"

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Costacurta: "Un periodo negativo e non solo nell'ultimo anno"

Poi anche Costacurta commenta: "È clamorosa la caduta psicologica della Juventus, è quello a preoccupare per la partita di ritorno contro il Galatasaray. Quello che abbiamo visto con il Como è questo. La prova fatta dalla Juve mi sembra la prosecuzione del secondo tempo di Istanbul e vuol dire che la squadra è molto in discesa. La Juve ha avuto una palla gol importante dopo lo svantaggio, ma in questo momento poi là davanti sembra che la porta sia quella per entrare da Mickey Mouse. È un periodo negativo che va al di là dell’ultimo anno, credo che sia un problema legato alle scelte che sono state fatte, anche quest’anno il mercato non ha portato frutti".

L'analisi si sposta poi su altri aspetti. Condò: "Ogni processo di crescita ha le sue interruzioni, ma generalmente non torni al punto di partenza. Se parti da 10 e cresci fino a 20, tornerai a 15, invece la Juve è tornata la punto di partenza. È stato il gioco portato da Spalletti a far crescere la Juventus e a entusiasmare i giocatori con meno qualità facendoli inserire in questo contesto trainato dalla qualità di Yildiz. Adesso che una certa magia sembra essersi dissolta, i campioni restano campioni ma gli altri sono tornati ad avere un rendimento deficitario".

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