Pagina 4 | Una Juve intera in vendita! Il piano con Spalletti: chi rischia e chi non ha più occasioni

Aprirsi alle possibilità. E dunque contemplare pure piani alternativi. La Juve è in una fase di riflessione perché banalmente non è che possa fare tanto altro. Ci sono i rinnovi, certo. Ci sono le occasioni da seguire, è naturale. Ma ci sono pure un po’ di opportunità da fiutare, specialmente in uscita, lì dove si costruirà una buona parte della prossima squadra. Un giocatore alla volta, caso per caso, ogni singolo sarà valutato in base alle richieste di mercato e a quanto forti saranno i richiami. Magari pure della Champions, se i bianconeri non dovessero presentarsi nei primi quattro posti entro fine stagione.

Juve, senza Champions...

Ecco, per uscire subito dai fraintendimenti, in quel caso il club avrebbe due strade davanti: provare a ricominciare da una cessione eccellente oppure - più ingegnosamente - ricorrere a un restyling più robusto. Rincorrendo magari nuove scommesse, calciatori in saldo, vecchie glorie con qualcosa (ancora) da dire, un Mondiale ben fatto e che sarà vetrina per tutti. Ricorda qualcosa? Un po’ Moneyball. Storie da algoritmo. Ma anche lì: il finale parla di una squadra che fa una figura meravigliosa, però non porta a casa le World Series.

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Cessioni Juve, chi può partire

La differenza rimane sempre quella e non è sottile, anzi: è determinante soprattutto per Spalletti. La Juve deve tornare a giocare per vincere, mica per partecipare. Per poter arrivare anche solo a competere, è finita allora una squadra in vendita, con un paio di colpi in uscita da piazzare entro fine giugno così da far respirare il bilancio. C’è proprio un undici, a vederlo. Con tanto di portiere, persino doppio. Da Mattia Perin - a gennaio già vicino al Genoa - arrivando a Michele Di Gregorio, le valutazioni sul numero uno sono all’ordine del giorno, tra nomi più probabili e sogni più illuminati.

Holm e Kostic

Uno dei due sicuramente partirà, se non entrambi. Poi la difesa, ripartendo dall’ormai classico 4-2-3-1: sugli esterni Holm è tutto fuorché certo di un riscatto, che graverebbe per almeno 15 milioni sulle casse juventine; dall’altra parte un Filip Kostic che ha sperato nel rinnovo fino alla fine e che si è ritrovato a essere una delle ultime opzioni, a crisi in corso, altro che in gara.

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Cabal, Gatti e Koopmeiners...

I centrali sono invece il nodo più delicato: se da una parte Cabal è diventato l’emblema del fallimento delle seconde linee - espulsioni, errori, infortuni - e della scelta di Spalletti di ridurre il suo organico effettivo a 16-18 uomini, dall’altra c’è il tema Gatti, che un po’ di offerte e un bel po’ di milioni può assolutamente portarli. Il difensore piace in Inghilterra, rimarrebbe volentieri in Italia (ha flirtato con il Milan) e non ha alcuna intenzione di abbassare pretese su ingaggio o status. Tradotto: vuole una squadra all’altezza delle sue ambizioni. Magari, sì, la Premier League aiuterà. Come potrebbe aiutare con Koopmeiners: l’olandese peserà poco più di 30 milioni a bilancio nel prossimo esercizio e si comincerà la ricerca di una soluzione da quella cifra lì; al suo fianco una promessa (per ora mancata) come Adzic, il cui destino pare ormai indirizzato a un prestito altrove.

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L'attacco Juve da Zhegrova a David

Davanti? Eh, davanti: a destra Zhegrova viaggia verso un addio, anche se parte del club vorrebbe tenerlo per valutarlo ancora un anno, ancora un po’; a sinistra c’è quindi il volto di Openda, simbolo di un mercato fallimentare e il dramma da cui scappare con una soluzione fantasiosa in grado di non appesantire ulteriormente le casse juventine (occhio al Fenerbahce). E se Miretti - il dieci di questa formazione - ha parecchio mercato in Italia e non disdegna l’idea di trovare maggiore minutaggio, per David nessuno è davvero preoccupato: arrivato a zero, l’obiettivo è sfruttare quest’ultima parte per rispolverarlo e rimetterlo in vetrina. Ha ancora un nome, in Europa. E forte. Ci pensano in tanti in Ligue 1, nessuno ha smesso di farlo pure in Inghilterra. E lui sa che avrebbe potuto dare di più, dimostrare ben altro: non si opporrà all’addio. Anzi, può farsi anche una scelta condivisa e per il bene di tutti.

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L'attacco Juve da Zhegrova a David

Davanti? Eh, davanti: a destra Zhegrova viaggia verso un addio, anche se parte del club vorrebbe tenerlo per valutarlo ancora un anno, ancora un po’; a sinistra c’è quindi il volto di Openda, simbolo di un mercato fallimentare e il dramma da cui scappare con una soluzione fantasiosa in grado di non appesantire ulteriormente le casse juventine (occhio al Fenerbahce). E se Miretti - il dieci di questa formazione - ha parecchio mercato in Italia e non disdegna l’idea di trovare maggiore minutaggio, per David nessuno è davvero preoccupato: arrivato a zero, l’obiettivo è sfruttare quest’ultima parte per rispolverarlo e rimetterlo in vetrina. Ha ancora un nome, in Europa. E forte. Ci pensano in tanti in Ligue 1, nessuno ha smesso di farlo pure in Inghilterra. E lui sa che avrebbe potuto dare di più, dimostrare ben altro: non si opporrà all’addio. Anzi, può farsi anche una scelta condivisa e per il bene di tutti.

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