Vlahovic prof, chi studia alla Continassa: dalla risposta al piccolo tifoso al rientro Juve

Dusan, dopo gli ultimi infelici mesi e l'ingresso in campo contro il Sassuolo, lavora per ritrovare il feeling con il gol e per entrare nei meccanismi tattici di Spalletti

TORINO - Benedetta gioventù, per la freschezza - mista a spensieratezza - che è solita veicolare a ogni latitudine. Un analgesico potente, utile per curare le scorie dei match più indigesti, e proiettarsi con la testa giusta alla prossima di campionato contro il Genoa. L’ultima gara “abbordabile” - se così possiamo definirla - prima del trittico con Atalanta, Bologna e Milan. Ne sa qualcosa la Juve che - dopo i giorni di riposo concessi da Spalletti a margine del pari con il Sassuolo - nella mattinata di ieri è tornata alla Continassa per la ripresa dei lavori insieme a un gruppo nutrito di ragazzi provenienti da Primavera e Next Gen. Venti, nello specifico, chiamati a rimpolpare il gruppo squadra di Lucio, all’osso - ben 15 i giocatori sparsi in giro per il mondo - e con soli 6 profili di movimento a disposizione.

Juve, le condizioni

Sì, perché Holm non avendo ancora smaltito appieno la lesione al soleo rimediata contro l’Inter, ha svolto l’intera seduta a parte. A differenza dei tre portieri bianconeri, Kelly, Thuram, Miretti, Boga, Milik e Vlahovic, tutti regolarmente in gruppo. Otto gli allenamenti a disposizione di Lucio per permettere ai due lungodegenti di recuperare la miglior condizione, dopo il quarto d’ora concessogli contro il Sassuolo, e magari pure la maglia da titolare già a partire da sabato 4 aprile. Anche se è difficile credere che Spalletti possa rinunciare dal primo a Boga, considerando il suo eccellente stato di forma, i rientri tardivi di Chico e McKennie dagli impegni con le rispettive nazionali, e il fatto che avrà modo di lavorarci a stretto contatto per una settimana. Magari stavolta, potrebbe lanciarlo dal primo a sinistra, dirottando Yildiz sulla trequarti alle spalle di uno tra Dusan e Milik. La tabella di marcia, per entrambi, non prevede un incremento progressivo dei carichi. Sono recuperati e a disposizione.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic e i giovani: motivazioni e futuro

Il discorso riguarda più che altro il reinserimento nei meccanismi tattici di Spalletti. Oltre alla necessità di riacquisire feeling con il gol e un po’ di consapevolezza. Quella che Vlahovic ha smarrito, un po’ alla volta, nei suoi ultimi e infelici mesi in bianconero. Lo si percepisce da quel calcione sferrato al palo della porta di Muric sull’occasione del potenziale 2-1, solo sfiorata dal serbo. O ancora da una clip diventata subito virale sui social e che ritrae Vlahovic rispondere agli elogi di un piccolo tifoso - «Dusan, ma quanto sei forte!?» - con un fare quasi malinconico: «Eh, una volta…». Starà a lui nutrirsi dell’ammirazione dei tanti giovani con cui condividerà la Continassa da qui a metà della prossima settimana.

A cominciare da Justin Oboavwoduo e dal pupillo di Vialli, Lorenzo Anghelè, che ieri ne avranno studiato al dettaglio ogni movenza, nella speranza di ricavarvi spunti utili per crescere e guadagnarsi la chiamata in prima squadra. Soddisfazione già sperimentata - dall’attaccante azzurro - lo scorso gennaio, quando Spalletti ha deciso di convocarlo per la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo. Nulla da fare ancora per il talentino cresciuto nel City. Ma è solo questione di tempo.

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TORINO - Benedetta gioventù, per la freschezza - mista a spensieratezza - che è solita veicolare a ogni latitudine. Un analgesico potente, utile per curare le scorie dei match più indigesti, e proiettarsi con la testa giusta alla prossima di campionato contro il Genoa. L’ultima gara “abbordabile” - se così possiamo definirla - prima del trittico con Atalanta, Bologna e Milan. Ne sa qualcosa la Juve che - dopo i giorni di riposo concessi da Spalletti a margine del pari con il Sassuolo - nella mattinata di ieri è tornata alla Continassa per la ripresa dei lavori insieme a un gruppo nutrito di ragazzi provenienti da Primavera e Next Gen. Venti, nello specifico, chiamati a rimpolpare il gruppo squadra di Lucio, all’osso - ben 15 i giocatori sparsi in giro per il mondo - e con soli 6 profili di movimento a disposizione.

Juve, le condizioni

Sì, perché Holm non avendo ancora smaltito appieno la lesione al soleo rimediata contro l’Inter, ha svolto l’intera seduta a parte. A differenza dei tre portieri bianconeri, Kelly, Thuram, Miretti, Boga, Milik e Vlahovic, tutti regolarmente in gruppo. Otto gli allenamenti a disposizione di Lucio per permettere ai due lungodegenti di recuperare la miglior condizione, dopo il quarto d’ora concessogli contro il Sassuolo, e magari pure la maglia da titolare già a partire da sabato 4 aprile. Anche se è difficile credere che Spalletti possa rinunciare dal primo a Boga, considerando il suo eccellente stato di forma, i rientri tardivi di Chico e McKennie dagli impegni con le rispettive nazionali, e il fatto che avrà modo di lavorarci a stretto contatto per una settimana. Magari stavolta, potrebbe lanciarlo dal primo a sinistra, dirottando Yildiz sulla trequarti alle spalle di uno tra Dusan e Milik. La tabella di marcia, per entrambi, non prevede un incremento progressivo dei carichi. Sono recuperati e a disposizione.

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