Pagina 3 | "L'addio per cui ho pianto, lì ho capito". Danilo tra lacrime Juve e retroscena: "Mi ha portato lui"

Una vita insieme. Danilo ed Alex Sandro: dal Porto alla Juve e ora al Flamengo, il rapporto tra i due terzini brasiliani è praticamente indissolubile. Anni vissuti spalla a spalla, una carriera condivisa e ricca di successi, fino ad arrivare alla vittoria della Copa Libertadores col Flamengo e subito dopo la conquista del Brasileirao. La competizione sta per ripendere il via, e così il club rossonero ha deciso di lanciare su Flamengo Tv un documentario di circa 30 minuti sul prestigioso successo. Uno dei massimi protagonisti proprio Danilo, che ha speso bellissime parole per Alex Sandro tirando in ballo... anche la Juventus, ricordando l'addio del compagno dai bianconeri.

Danilo e Alex Sandro

Danilo ha raccontato del bellissimo rapporto col compagno di squadra. Ha accontato anche delle emozioni vissute quando ci fu l'addio di Alex Sandro alla Juve (andato via con il record di straniero con più presenze nel club bianconero), anticipando solo di qualche mese l'addio da Torino dello stesso Danilo: "Il fatto di aver giocato sempre insieme, credo che in qualche modo ci abbia spinto a darci forza a vicenda. Siamo cresciuti praticamente fianco a fianco".

"Ci confrontiamo continuamente: Alex è sempre stato il mio punto di equilibrio, in campo, nello spogliatoio e anche nella vita. È una persona meno espansiva, forse più riflessiva. Io invece sono più vivace, mi piace esprimermi e comunicare".

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Alex Sandro e la risposta a Danilo

L'ex Juve ha proseguito: "Quando Alex ha lasciato la Juventus mi sono commosso in campo, perché avevamo condiviso tante battaglie. Non immaginavo che la sua partenza sarebbe stata così difficile da affrontare. In quel momento ho capito davvero quanto mi mancasse. Rendermi conto di quanto ci siamo sostenuti durante la carriera e nei momenti complicati mi dà grande soddisfazione, anche perché questo legame ha coinvolto pure le nostre vite private e le nostre famiglie".

Bellissime parole ricambiate da Alex Sandro, a conferma di quanto la leadership di Danilo sia importante per il gruppo: "È complicato riassumere tutto in un solo pensiero, perché ci sentiamo ogni giorno e condividiamo emozioni che pochi possono comprendere. Per quello che conosco di Danilo, dentro e fuori dal campo, per me è sempre stato un punto di riferimento, una persona che ho sempre ammirato profondamente. Posso solo augurarmi che continui a essere questa persona straordinaria. Il nostro cammino, nel calcio e nella vita, non si limita a questo: hai già intrapreso tante attività fuori dal campo che porterai avanti a lungo. Io sarò sempre qui a sostenerti, insieme alla tua famiglia. Sono convinto che la nostra storia non si concluderà al Flamengo né nel mondo del calcio: per me, il nostro legame da fratelli, amici e compagni durerà per sempre".

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Ancelotti, il retroscena Danilo

L'ex capitano della Juve non ha parlato solo del suo rapporto con Alex Sandro. Tra i vari temi toccati c'è anche il rapporto con Ancelotti, attualmente ct del Brasile. E spunta un retroscena: "La fiducia del mister è molto gratificante, senza dubbio è uno dei più grandi e vincenti allenatori della storia del calcio. È curioso: quando ero al Porto e sono andato al Real Madrid, è stato lui a portarmi praticamente lì, a comprarmi. Quando poi sono arrivato, lui era stato esonerato. Il calcio è così, sai com’è. Alla fine, non abbiamo lavorato insieme in quell’occasione, ma ci siamo ritrovati più di dieci anni dopo qui in nazionale. È un orgoglio enorme lavorare con lui, ascoltare certe parole, ma anche una responsabilità: devo arrivare lì e far correre i ragazzi”.

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Ancelotti, il retroscena Danilo

L'ex capitano della Juve non ha parlato solo del suo rapporto con Alex Sandro. Tra i vari temi toccati c'è anche il rapporto con Ancelotti, attualmente ct del Brasile. E spunta un retroscena: "La fiducia del mister è molto gratificante, senza dubbio è uno dei più grandi e vincenti allenatori della storia del calcio. È curioso: quando ero al Porto e sono andato al Real Madrid, è stato lui a portarmi praticamente lì, a comprarmi. Quando poi sono arrivato, lui era stato esonerato. Il calcio è così, sai com’è. Alla fine, non abbiamo lavorato insieme in quell’occasione, ma ci siamo ritrovati più di dieci anni dopo qui in nazionale. È un orgoglio enorme lavorare con lui, ascoltare certe parole, ma anche una responsabilità: devo arrivare lì e far correre i ragazzi”.

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