Perin verso l'addio
L’ex Genoa, vicino all’addio nella finestra di mercato di gennaio, poiché spinto dal desiderio di regalarsi un’ultima chance da protagonista prima del ritiro, pare voler tornare sui propri passi e chiudere a Torino. Allo stesso tempo, Di Gregorio - anche lui deciso a restare - non parrebbe spaventato dall’idea di contendersi la maglia nel corso della prossima stagione anche con profili del calibro di David De Gea e Alisson Becker. Tra i possibili rincalzi del mercato bianconero, Champions permettendo. Ovviamente. E allora il verdetto, più che rimandato, è affidato al campo. È lì che si misura tutto: la tenuta mentale, la capacità di rialzarsi, il peso delle responsabilità quando il margine d’errore si assottiglia sotto lo zero. Di Gregorio lo sa, e forse è proprio questa consapevolezza a renderlo più leggero e famelico. Sa bene che a cominciare da stasera si giocherà tutto: il presente come il diritto di meritarsi - anche solo in vesti più marginali - il futuro.
Chi tra i pali per il futuro?
Luciano Spalletti, fin qui, ha abitato la soglia della pazienza con compostezza, posponendo la sveglia per concentrarsi su quelle zone del campo ritenute più “emergenziali”. La porta non rientrava tra queste. Almeno, non nella finestra di mercato di gennaio, improntata più che altro alla ricerca di tre rinforzi specifici: l’esterno destro, il vice Yildiz e la punta - quest’ultima, mai arrivata in virtù del dietrofront in extremis di En Nesyri -. E allora li ha protetti, i suoi portieri, come si fa con le verità oppugnabili. E cioè senza esporli al giudizio sommario del rumore, nella speranza che lo aiutassero a archiviare nel miglior modo possibile la stagione in essere. E questo ben prima che entrambi si rendessero protagonisti con ingenuità pagate a caro prezzo dalla Juve. Ma in estate - quarto posto permettendo - i bianconeri torneranno a interrogarsi senza indulgenza su chi affidare il proprio orizzonte in porta. E nella risposta, inevitabilmente, si consumerà una rinuncia: o Perin o Di Gregorio. Chiunque dei due resterà, saprà - almeno in partenza - di andare in contro a una stagione da gregario. O meglio, da secondo affidabile, come è stato per anni - specie i più gloriosi - proprio Mattia Perin.
