No, non è un paradosso che il contratto di Luciano Spalletti sia stato rinnovato per altre due stagioni, nonostante - classifica alla mano - il percorso in campionato sia più o meno lo stesso dell’anno scorso. Non ci sono solo numeri e risultati, alla base di certe scelte e dinamiche: aiutano, anche tanto, ma c’è di più, soprattutto se si vuole programmare per tornare, questo sì, di nuovo in cima. E dopo una sequenza di “anno zero” la Juventus ha deciso di ripartire da qualcuno, prima ancora che da qualcosa. Esiste però una Juve che deve trovare certezze e conferme, nel collettivo ma pure nei singoli: perché Spalletti è la garanzia per costruire, però c’è una squadra ancora tutta da definire, a parte qualche eccezione. Si riparte da quanto detto proprio dall’allenatore di Certaldo al termine della vittoria contro il Genoa, in riferimento a una prestazione nel secondo tempo decisamente diversa, in peggio, rispetto a quanto visto nel primo. Si riparte da quella riflessione che presuppone una domanda retorica - che poi così retorica forse non è - sulla vera identità della Juve: “È che a volte - aveva detto Spalletti nel post Genoa cinque giorni fa - si accetta di essere la versione inferiore di noi stessi: sono sei mesi che sono qui e ancora non sono certo di quello con cui ho a che fare, perché non è possibile dopo un primo tempo come quello che abbiamo fatto farne un secondo in questa maniera qui... E se poi, siccome il calcio è uno sport episodico, se segnano il calcio di rigore diventa una serata difficile da portare a casa”.
ll calendario Champions
La squadra è chiamata a dare una risposta forte già da questa sera, anche perché Bergamo rappresenta, ormai da qualche anno, il crash test ideale per pesare le ambizioni e valutare il livello di chi punta sempre più in alto: gli alti e bassi, anche all’interno della stessa partita, hanno caratterizzato anche questa stagione bianconera. Con Spalletti sulla tolda di comando la Juve ha trovato migliore qualità di gioco, ma non continuità nelle prestazioni: da qui la frase di Spalletti, a esprimere perplessità riguardo la vera identità della Juve. La squadra la sta ancora cercando, la propria strada, sotto gli occhi di chi prenderà le decisioni in estate per il futuro: l’Atalanta rappresenta un punto di svolta, in ogni caso. I bianconeri si giocano non tutto, ma tanto sì, anche per una concomitanza di eventi: il calendario mette il Como quarto di fronte alla capolista Inter in uno scontro apertissimo, ma in cui la squadra di Fabregas potrebbe perdere punti. La Roma ha svolto pienamente il suo dovere, superando di slancio il Pisa nell’anticipo e agganciando così, con una partita in più, la Juventus al quinto posto provvisorio.