Holm riapre il mercato, plusvalenza Joao Mario: la Juve può tornare sui propri passi

Sembrava finita, invece no: Spalletti ha lanciato l’esterno svedese contro l’Atalanta, suo l’assist per Boga

TORINO - Non ci sarà un “prima” da difendere e nemmeno un’idea da confermare: ogni giudizio verrà posposto ai primi di giugno, e cioè quando si potranno aggiungere all’equazione gli addendi delle ultime prove stagionali. Alla Juve questa logica - semplice ma comunque impattante, perché toglie valore a gerarchie acquisite per restituirlo alle singole prestazioni - varrà un po’ per tutti. Anche a chi, sulla carta, potrebbe sembrare già con le valige pronte. Ed è proprio in questo spazio che si è rimesso in gioco Emil Holm. L’ultima “spallettata” per sopperire alle assenze di McKennie e Vlahovic: Lucio, contro l’Atalanta, ha infatti preferito l’esterno svedese a Koopmeiners, lanciandolo dal primo sulla corsia di destra.

 

 

Nessuna sorpresa

Un bell’esame per Holm se si considera il peso specifico della gara in questione - cruciale in ottica quarto posto - oltre al fatto che fosse appena rientrato da un lungo stop per la lesione muscolare al soleo. E pure un bell’attestato di stima da parte di Spalletti, tutto fuorché incline a “regalare” occasioni a chi non se le merita col lavoro quotidiano. Motivo per cui, in realtà, non c’è da sorprendersi troppo di fronte alla prestazione bergamasca di Holm, straripante in ambedue le fasi di gioco, come dimostra l’assist - per quanto fortuito - per il gol decisivo di Boga, e il dato sui duelli vinti in fase di non possesso: 8 su 8, tra cui quella spallata rifilata a Kolasinac (non proprio un fuscello) nell’area di rigore nerazzurra. In mezzo una serie di sgambate propositive interessanti che hanno aiutato la squadra di Lucio a uscire dalla pressione avversaria e farsi vedere dalle parti di Carnesecchi.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Holm: la vera incognita è la tenuta

E pensare che fino a qualche giorno fa sembrava pura utopia l’ipotesi che la Juve potesse sedersi a un tavolo con la dirigenza del Bologna - il club che ne detiene tuttora il cartellino, e da cui è arrivato in prestito nel mercato di gennaio - per discutere di un’ipotetica permanenza a Torino. O meglio, per rivedere le cifre del diritto di riscatto, pattuito con i rossoblù a gennaio: 15 milioni più 3 di bonus. Cifra, tuttora incompatibile con le disponibilità della Juventus. Ma, appunto, se le risposte sul campo di Holm nelle prossime 7 uscite saranno le stesse di Bergamo, non è da escludere che la Juve possa decidere di tornare sui suoi passi. L’incognita vera, nel caso dello svedese, riguarda perlopiù la tenuta fisica, dal momento che nelle ultime 2 stagioni è andato incontro a 9 stop di natura diversa, per ben 23 incontri di campionato saltati. La stima di Spalletti è fuori discussione: è stato lui a esprimersi in prima linea con la società per prelevarlo dal Bologna nella sessione di mercato invernale.

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La carta Joao Mario

Ora però c’è da lavorare sul fronte economico. Magari sfruttando il contemporaneo exploit in rossoblù del suo alter ego: Joao Mario. Il terzino portoghese - girato dalla Juve in prestito in prestito secco - con Italiano è semplicemente rinato, diventando il titolare sulla corsia di destra: 2 gol tra campionato ed Europa League per una manciata di standing ovation del popolo del Dall’Ara (tra cui quella di ieri nel match vinto dal Bologna contro il Lecce). Da qui, l’apertura del club emiliano a scongiurare il rientro del portoghese a Torino (calendarizzato per il prossimo 30 giugno). Come? Chiudendo con la Juve sulla base di un prestito oneroso con obbligo di riscatto condizionato per 9/10 milioni complessivi. Cifra che, ricadendo sul bilancio del 2027, permetterebbe a Comolli di realizzare una piccola plusvalenza, liberarsi di un profilo non gradito dall’attuale guida tecnica e - chissà - magari pure finanziare una parte del cartellino del suo sostituto.

 

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TORINO - Non ci sarà un “prima” da difendere e nemmeno un’idea da confermare: ogni giudizio verrà posposto ai primi di giugno, e cioè quando si potranno aggiungere all’equazione gli addendi delle ultime prove stagionali. Alla Juve questa logica - semplice ma comunque impattante, perché toglie valore a gerarchie acquisite per restituirlo alle singole prestazioni - varrà un po’ per tutti. Anche a chi, sulla carta, potrebbe sembrare già con le valige pronte. Ed è proprio in questo spazio che si è rimesso in gioco Emil Holm. L’ultima “spallettata” per sopperire alle assenze di McKennie e Vlahovic: Lucio, contro l’Atalanta, ha infatti preferito l’esterno svedese a Koopmeiners, lanciandolo dal primo sulla corsia di destra.

 

 

Nessuna sorpresa

Un bell’esame per Holm se si considera il peso specifico della gara in questione - cruciale in ottica quarto posto - oltre al fatto che fosse appena rientrato da un lungo stop per la lesione muscolare al soleo. E pure un bell’attestato di stima da parte di Spalletti, tutto fuorché incline a “regalare” occasioni a chi non se le merita col lavoro quotidiano. Motivo per cui, in realtà, non c’è da sorprendersi troppo di fronte alla prestazione bergamasca di Holm, straripante in ambedue le fasi di gioco, come dimostra l’assist - per quanto fortuito - per il gol decisivo di Boga, e il dato sui duelli vinti in fase di non possesso: 8 su 8, tra cui quella spallata rifilata a Kolasinac (non proprio un fuscello) nell’area di rigore nerazzurra. In mezzo una serie di sgambate propositive interessanti che hanno aiutato la squadra di Lucio a uscire dalla pressione avversaria e farsi vedere dalle parti di Carnesecchi.

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