Spalletti, "c'è un detto" per la Juve. L'aneddoto Agnelli per capire: "Tutti i momenti..."

"Era fondamentale non sbagliare l'atteggiamento", le parole dell'allenatore bianconero dopo la vittoria contro il Bologna

David e Thuram, una rete per tempo. La Juve ha battuto il Bologna 2-0 e ha consolidato così il suo quarto posto e quindi la zona Champions. I bianconeri sono infatti a +5 su Como e Roma e a -3 da Milan e Napoli. Con cinque partite ancora da giocare, la Vecchia Signora può anche puntare al secondo posto in classifica. Al termine dell'incontro Luciano Spalletti ai microfoni di Dazn ha detto: Non dovevamo assolutamente sbagliare dopo le partite di ieri. C’è sempre un rischio che abbassi un po’ perché ti vedi lo stesso in quella posizione anche in caso di non vittoria".

Juventus, le parole di Spalletti

"Poi Italiano ha ragione quando dice che hanno giocato da poco - ha continuato l'allenatore della Juve -, so cosa vuol dire avere le fatiche dei viaggi. Noi non dovevamo sbagliare atteggiamento. C’era la possibilità di prendersi questo vantaggio delle loro tre partite in una settimana e lo hanno fatto tutti bene. Ci sono stati solo dei momenti in cui siamo costretti ad abbassarci per la qualità del Bologna, grazie al sistema che Italiano gli ha inculcato nella testa”.

L'esultanza di Thuram: "Vederli gioire è la cosa più importante"

Ha colpito molto l'esultanza dopo il gol di Thuram, che ha coinvolto tutta la squadra: “Non lo so cosa hanno combinato, ma vederli gioire insieme è la cosa più importante. È più bello vedere che quello che fa gol vuole condividere il momento. Tutto viene fuori dai rapporti e dall’affetto che concedi agli altri. E quando concedi amicizia di solito viene contraccambiato. C’è un detto che dice ‘se vuoi trovare un amico comportati da amico’".

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Spalletti e Ferrara: "Mi hai mandato via tu dalla Roma"

Nel pre partita Spalletti ha detto che Ciro Ferrara è uno che 'scavalca recinti'. L'allenatore bianconero finita la partita ha spiegato: "Che vuol dire scavalcatore di recinti? Figurati se mi permetto di criticare uno come te che ha conoscenze ed equilibrio. Hai fatto tutti i ruoli, giocatore, allenatore, commentatore, mi hai mandato tu via dalla Roma". Il riferimento in questo caso è alla stagione 2009/10 quando Spalletti si è dimesso da allenatore della Roma dopo una sconfitta per 1-3 contro la Juventus, allenata al tempo proprio da Ferrara.

Ferrara ha poi raccontato che al suo arrivo alla Juve il dottore gli ha spiegato che a Torino si deve vincere. "Ci sono sicuramente responsabilità e pressioni a livello alto - ha spiegato Spalletti -, ma la cosa sta migliorando di volta in volta. Abbiamo una squadra che fa bel calcio, si vogliono bene, sono disponibili a dividersi i momenti della partita, quelli belli e brutti. Poi in alcuni momenti c’è anche l’avversario e bisogna anche concedere qualcosa, ma siamo sulla strada buona, faccio i complimenti ai miei calciatori".

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Yildiz va preservato? Spalletti 'aiuta' Montella

Intervenuto ai microfoni di Sky Sport, l'allenatore bianconero ha poi aggiunto: "Era fondamentale non sbagliare l'atteggiamento. Sarei stato deluso se domani mattina avessi dovuto commentare l'atteggiamento, invece non sarà così. Dal primo momento hanno deciso di direzionare la partita. Abbiamo parlato di ritmi alti perché il Bologna questa settimana ha giocato tre partite e so cosa significa giocare all'estero. Abbiamo portato a casa una partita importante, che può cambiare le carriere. Una buonissima partita dall'inizio alla fine, sia di chi era titolare che chi è subentrato".

Spalletti ha poi scambiato alcune battute con Montella, presente in studio a Sky. L'ex attaccante ora è il ct della Turchia e ha chiesto a Luciano di preservare Yildiz: "Hai visto? Avevo previsto questo suggerimento". E poi ha aggiunto: "Ha detto che sono un genio? Io e Vincenzo siamo amici. Quando ci si vuole bene si fa così. Alcuni allenatori si attaccano, altri si difendono. Si fa così. Se ora sono nel paradiso del calcio, è perché ho avuto persone al mio fianco che mi hanno dato una mano. Lui è uno di questi e lo ringrazierò sempre".

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L'importanza del gruppo e la battuta su Gianni Morandi

L'impressione è che la squadra ora si diverta e lo si capisce anche dal modo in cui i giocatori esultano in campo: "L'amicizia e i rapporti possono far migliorare la squadra perché non giocano 11 individui ma i reparti, la squadra. Se si gioca così si diventa più forti perché c'è un concetto sviluppato dalla somma di 11 elementi".

E a proposito dell'esultanza di Thuram, che ha colpito molti, Spalletti ha aggiunto: "Bisogna che gli chiedo cosa significa". A questo punto lo studio ha spiegato al tecnico che, stando alle parole del centrocampista francese, si tratta si tratta di un omaggio al cantante Naza: "Chi? Io conosco Gianni Morandi, 'Gianna Gianna Gianna', queste cose così".

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Spalletti in conferenza: "-3 dal secondo posto? Non mi stupisce niente"

"Certo che fa la differenza vincere le partite - ha poi aggiunto in conferenza stampa -. Per essere più avanti possibile devi vincere, ti permette di consolidare, di fare un pezzettino per la prossima. Nel livello alto c’è la ricerca del dettaglio. La difesa stasera ha fatto benissimo, non ha mai concesso niente, ti dà questa possibilità di essere tranquillo, di fare un calcio offensivo. Per lunghi tratti sono stati uomo su uomo, quella lì è una roba che non prendendo gol aumenti sempre di più. C’è meno spazio sulla via di mezzo, per trovare giocate. Bisogna vincere le partite, non mirare in che posizione arrivare. Non ce ne frega niente, è una conseguenza su quante partite si riuscirà a vincere. Ora dobbiamo consolidare questo fatto di poter entrare in Champions League. Se Roma e Como avessero giocato domani avremmo avuto l’assillo di vincere, con l’atteggiamo corretto per farlo. Questo me l’hanno evitato, è una cosa fondamentale. Poi si analizza il livello di calcio esibito, i nostri tifosi sono lì, fiduciosi di aspettarci scendere in campo. Loro di calciatori forti ne han visti, dobbiamo lavorare per arrivare a quel livello lì, poi va tutto a posto. Se c’è ricerca, determinazione, voglia di allenarsi e essere amici, va tutto a posto. Le carriere non si ricordano per la quantità di partite, ma per la qualità e noi l’abbiamo fatta, da calciatori che meritano di giocare la Champions. Stasera avevamo un’occasione che non andava sciupata, noi l’abbiamo portata a casa bene".

Ora i bianconeri sono a +5 sul quinto posto e a -3 dal secondo: "Stupito? Non mi stupisce niente, non mi riguarda quello che succede nelle altre squadre. Noi stiamo crescendo di volta in volta, mi dà fiducia per la partita successiva. Vedere i calciatori che si vogliono bene, che vogliono essere una squadra, è la cosa fondamentale. Poi si metterà a posto quello che è ciò che ci meritiamo: noi verremo marchiati da questi obiettivi raggiunti o non raggiunti, verremo timbrati dagli obiettivi centrati o lasciati a casa. La qualificazione può determinare molto, anche quello che non ti aspetti".

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I rinnovi e le condizioni di Holm

Dopo il prolungamento di Locatelli, la Juve ha ancora diversi contratti da rinnovare: "Significa che la società è dentro il lavoro che si sviluppa. I giocatori son messi in condizione di essere tranquilli, così non si entra neanche nei discorsi di ‘non rinnova, va via’. La società sta facendo un lavoro perfetto". Sulle condizioni di Holm ha detto: "L’ho sostituito non perché è stato sotto livello ma perché aveva un problemino muscolare e non volevamo correre il rischio di farlo peggiorare".

"Avevo questa curiosità di vederli dal vero perché traspariva il fatto di essere una squadra di bravi ragazzi, che a volte diventavano troppo bravi, timorosi. Andavano liberati dall’opinione altrui, dovevano ribellarsi dalla tendenza di vedersi troppo normali. Han fatto vedere di essere di assoluto valore e livello. Da un punto di vista di valutazioni ci mancano cose differenti dello stesso livello, ma son giocatori forti. Ci mancavano caratteristiche che ci completavano di livello, ma non che fossero scarsi. Lo esibiscono con le loro qualità, a noi mancano caratteristiche nella squadre che la completerebbero ma loro si sono sempre comportati in maniera perfetta. Mi sono sempre relazionato con loro con modi corretti, professionali", ha concluso Spalletti.

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David e Thuram, una rete per tempo. La Juve ha battuto il Bologna 2-0 e ha consolidato così il suo quarto posto e quindi la zona Champions. I bianconeri sono infatti a +5 su Como e Roma e a -3 da Milan e Napoli. Con cinque partite ancora da giocare, la Vecchia Signora può anche puntare al secondo posto in classifica. Al termine dell'incontro Luciano Spalletti ai microfoni di Dazn ha detto: Non dovevamo assolutamente sbagliare dopo le partite di ieri. C’è sempre un rischio che abbassi un po’ perché ti vedi lo stesso in quella posizione anche in caso di non vittoria".

Juventus, le parole di Spalletti

"Poi Italiano ha ragione quando dice che hanno giocato da poco - ha continuato l'allenatore della Juve -, so cosa vuol dire avere le fatiche dei viaggi. Noi non dovevamo sbagliare atteggiamento. C’era la possibilità di prendersi questo vantaggio delle loro tre partite in una settimana e lo hanno fatto tutti bene. Ci sono stati solo dei momenti in cui siamo costretti ad abbassarci per la qualità del Bologna, grazie al sistema che Italiano gli ha inculcato nella testa”.

L'esultanza di Thuram: "Vederli gioire è la cosa più importante"

Ha colpito molto l'esultanza dopo il gol di Thuram, che ha coinvolto tutta la squadra: “Non lo so cosa hanno combinato, ma vederli gioire insieme è la cosa più importante. È più bello vedere che quello che fa gol vuole condividere il momento. Tutto viene fuori dai rapporti e dall’affetto che concedi agli altri. E quando concedi amicizia di solito viene contraccambiato. C’è un detto che dice ‘se vuoi trovare un amico comportati da amico’".

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