TORINO - Investire pesantemente sullo status di un profilo di caratura mondiale, o viceversa “accontentarsi” di un piano B più sostenibile, così da convogliare le risorse ad altre latitudini? È fondamentalmente questo il tema su cui si è interrogata per settimane la dirigenza bianconera, alla luce di un mercato che - Champions League permettendo - dovrà garantire a Spalletti gli interpreti necessari per il tanto atteso salto di qualità. Spalletti non ha mai forzato la mano con la società sul fronte dei portieri: anche perché le priorità nell’ultima fi nestra di mercato invernale, erano ben altre. Nello specifico: l’esterno destro (alla luce della partenza di Joao Mario), il vice Yildiz e la punta. Ma l’orizzonte, all’epoca, tutto era fuorché chiaro agli occhi della società e dello stesso Spalletti, chiamato a guadagnarsi la conferma per la stagione successiva a suon di risultati. Il rinnovo di contratto, siglato due settimane fa, altro non è che il primo passo verso una nuova era del club, più che mai deciso a far di tutto pur di assecondare le richieste del proprio tecnico.
Juve su Alisson: il sogno di Spalletti per la porta
Ed è in questa ottica che va letta la scelta della Juve di provare a intraprendere il sentiero più ambizioso, per quanto impervio e complesso. Insomma, di non fasciarsi la testa prima di aver esperito ogni tentativo possibile sul fronte Alisson. Il sogno dichiarato numero uno per la porta, nonché il primo nome della lista di Luciano Spalletti. I primi contatti, di natura esplorativa, con l’entourage del brasiliano hanno indotto il club a prendersi qualche giorno di tempo per valutare la fattibilità dell’operazione, alla luce delle richieste esose in termini di ingaggio - Alisson in Premier percepisce 8 milioni netti l’anno -, bonus alla firma e commissioni.
Da qui, lo scetticismo degli stessi agenti di Alisson - in assenza di risposte concrete da parte della Juve - sulla disponibilità del club ad avvicinarsi alle proprie richieste. Ma, dicevamo, nelle ultime ore la dirigenza bianconera si è rifatta viva, dicendosi disposta a passare alla fase successiva. E cioè quella in cui sarà chiamata a sedersi con il Liverpool per imbastire la trattativa.
Trattativa con il Liverpool: costi e concorrenza per Alisson
I Reds, giusto un mese fa, hanno esercitato la clausola unilaterale per il rinnovo fino al 2027. Mossa che non va letta come un’investitura fatta e finita sul portiere brasiliano, bensì come una mera forma di tutela economica, per non rischiare di perderlo in estate a parametro zero. Anche perché è ormai deciso che Alisson, a partire dalla prossima stagione, sarà chiamato a farsi da parte in favore di Mamardashvili, acquistato per 30 milioni nell’estate del 2025 con l’obiettivo di farne il nuovo leader della porta. Insomma, il club inglese pare ben disposto a sedersi a trattare, considerando che non mancano di certo gli estimatori tra Europa e Arabia Saudita. Ma per essere presi davvero in considerazione i bianconeri dovranno presentarsi con un’offerta che si aggiri tra i 15 e i 20 milioni. Cifra alta - al netto delle indiscutibili qualità dell’ex Roma - per un profilo che il prossimo ottobre compirà 34 anni. Insomma, ci sarà da trattare, e pure tanto prima che l’affare possa dirsi in dirittura di arrivo.
Alternative Juve: De Gea opzione più economica
Nel frattempo, la Juve tiene aperta anche la pista che porterebbe a David De Gea. La Fiorentina, in estate, ha intenzione di metterlo sul mercato per alleggerire il monte ingaggi (l’ex United percepisce 3.5 milioni l’anno più bonus) e abbassare l’età media della rosa. Motivo per cui, non pare avere pretese particolarmente alte per il cartellino dello spagnolo. Per strapparlo alla Viola, potrebbero bastare anche solo una decina di milioni. La palla passa ora a Comolli. Spalletti aspetta il suo numero uno per iniziare a costruire, dal basso, la Juve del futuro. Che sia un sogno carioca o una certezza iberica, la decisione stavolta non potrà più essere rimandata.
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