Stefano Sorrentino, se ripensa a quando ha mosso i primi passi nelle giovanili della Juve, quanto è cambiata la concezione del ruolo del portiere? «Tantissimo. Le più grandi squadre al mondo puntano solo più su profili che sappiano giocare bene con i piedi. In generale, dico sempre che la maggior parte delle regole introdotte negli ultimi anni sono state a discapito dei portieri. Come i palloni: ogni stagione che passa diventano sempre più leggeri e difficili da leggere. Prendono traiettorie allucinanti, specie se calciati con forza dalla distanza. Guardate il gol che Calhanoglu fa alla Roma contro Svilar, che per me è il numero uno in Serie A. Ci siamo dovuti adattare più degli altri, insomma…».
Oltre al giallorosso, ha altri favoriti in Serie A? «Direi Carnesecchi e Caprile. Anche Motta può diventare davvero forte, ma ha ancora tanta strada da fare. Gli va dato tempo per crescere. Mi piacciono i portieri forti e folli. Quelli vivi, che esultano dopo gli interventi».
E che ne pensa di Di Gregorio? «La storia non mente: Zoff , Tacconi, Peruzzi, Buffon, Szczesny… La Juve ha sempre avuto tra i pali il titolare della Nazionale, o comunque dei grandi campioni. Michele è un buon portiere, ma non è neanche nel giro dei nostri tre azzurri. Come Perin, giocherebbe nella maggior parte delle squadre di A, ma se vuoi alzare il livello serve qualcosa in più».
Juve, Sorrentino e il calciomercato bianconero
Per il prossimo anno si parla del possibile arrivo di Alisson… «Dipendesse da me, lo prenderei subito. Soprattutto per il suo status tra le tante presenze in Premier e quelle con la Nazionale. Un portiere forte e moderno. Con lui i bianconeri potrebbero fare davvero un bel salto di qualità. Ma bisogna capire quanto budget possano concentrare sulla porta. Nel caso fosse ristretto, credo che ci siano ben altre priorità, a cominciare dall’attacco».
Lewandowski la convince come idea? «Se il Barça ha deciso di lasciarlo partire è perché non reputa che possa più competere ad altissimi livelli. Quindi ci penserei bene, puntando magari su un profilo più giovane come Kolo Muani. E poi terrei Vlahovic: penso che con Spalletti e due esterni di qualità come Chico e Yildiz, possa ancora dire la sua».
Insomma, con 4 colpi la Juve può tornare a puntare per lo scudetto? «Assolutamente sì. Ma devono essere di livello per colmare il gap con l’Inter».
