TORINO - Dieci giorni. Cioè fine stagione, ma anche prima del Mondiale. La Juve si è data un tempo piccolo per chiudere l’operazione Bernardo Silva, e non perché non abbia intenzione d’aspettare. Ma perché è il giocatore stesso a voler accelerare sul suo futuro. Sin dal suo addio al Manchester City - ufficializzato esattamente un mese fa, il 16 aprile -, Bernardo ha ricevuto ogni tipo di proposta sul suo piatto: c’era la ricca offerta dell’Arabia, c’è stata la super proposta del Galatasaray, l’ha intrigato l’opzione Mls ed è stato molto tentato pure dal ritorno a casa, ossia al Benfica. Niente di fattibile. Non adesso, almeno. Magari nell’ultima parte di carriera. Bernardo del resto è partito dalle sue intenzioni, e oltre al cuore e al progetto, alle aspettative e alle sensazioni, a guidarlo nella decisione finale sono in particolare le ambizioni.
Bernardo Silva, Barcellona e Juve
Per questo, a spuntarla, sono state Barcellona e Juventus. Squadre che gli garantirebbero lotta nei rispettivi campionati, la possibilità di scrivere pagine importanti pure in Champions League. Certo, i blaugrana un po’ di più - e ad oggi sembrano effettivamente in leggero vantaggio -, ma il filo diretto con Torino è stato così robusto nelle scorse settimane che la proposta juventina ha fatto breccia nei ragionamenti di Silva, a tal punto da chiedere a chi, come Danilo, ma anche Cristiano Ronaldo, quell’esperienza l’ha profondamente abitata.
Ha ricevuto feedback interessanti, inevitabilmente. Chissà però se esaustivi. Di sicuro, quelle risposte hanno tenuto (eccome) in corsa la Juventus, le hanno dato una chance concreta di andare oltre le difficoltà della squadra, l’appeal calante del campionato.
