Pagina 1 | Tic tac Bernardo Silva, Juve aiutata dalla fretta! Comolli scende in campo per chiudere subito

TORINO - Dieci giorni. Cioè fine stagione, ma anche prima del Mondiale. La Juve si è data un tempo piccolo per chiudere l’operazione Bernardo Silva, e non perché non abbia intenzione d’aspettare. Ma perché è il giocatore stesso a voler accelerare sul suo futuro. Sin dal suo addio al Manchester City - ufficializzato esattamente un mese fa, il 16 aprile -, Bernardo ha ricevuto ogni tipo di proposta sul suo piatto: c’era la ricca offerta dell’Arabia, c’è stata la super proposta del Galatasaray, l’ha intrigato l’opzione Mls ed è stato molto tentato pure dal ritorno a casa, ossia al Benfica. Niente di fattibile. Non adesso, almeno. Magari nell’ultima parte di carriera. Bernardo del resto è partito dalle sue intenzioni, e oltre al cuore e al progetto, alle aspettative e alle sensazioni, a guidarlo nella decisione finale sono in particolare le ambizioni.

Bernardo Silva, Barcellona e Juve

Per questo, a spuntarla, sono state Barcellona e Juventus. Squadre che gli garantirebbero lotta nei rispettivi campionati, la possibilità di scrivere pagine importanti pure in Champions League. Certo, i blaugrana un po’ di più - e ad oggi sembrano effettivamente in leggero vantaggio -, ma il filo diretto con Torino è stato così robusto nelle scorse settimane che la proposta juventina ha fatto breccia nei ragionamenti di Silva, a tal punto da chiedere a chi, come Danilo, ma anche Cristiano Ronaldo, quell’esperienza l’ha profondamente abitata.

Ha ricevuto feedback interessanti, inevitabilmente. Chissà però se esaustivi. Di sicuro, quelle risposte hanno tenuto (eccome) in corsa la Juventus, le hanno dato una chance concreta di andare oltre le difficoltà della squadra, l’appeal calante del campionato.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Juve, dalla Champions al mercato

L’hanno vestita d’opportunità, e tanto bastava. Bernardo, a 31 anni, considera stuzzicante il pacchetto bianconero, che comprende una proposta da 8 milioni di euro totali a stagione fino al 2028 con opzione per il 2029. Non male. E un avversario non banale per il Barcellona, alle prese con gli addii di lusso - fondamentali per ricavare spazio salariale -, Lewandowski su tutti. La corsa contro il tempo, ecco, può impattare non poco e aiutare fondamentalmente la Juve, a patto che quest’ultima riesca a raggiungere la prossima Champions. Quanto conta, la sfida alla Fiorentina. E poi il derby. Ché senza quarto posto sarebbe sostanzialmente inutile avanzare: non ci sarebbero le risorse.

Anche per questo, i prossimi dieci giorni e gli annessi risultati diventano necessari e determinanti, fondamentali e decisivi. In mezzo ci sarà l’incontro più atteso, quello tra l’ad Damien Comolli e Jorge Mendes, super procuratore del portoghese. È l’amministratore delegato in persona a gestire l’affare Bernardo Silva, lo stesso è accaduto per ogni parametro zero sondato, trattato, ipotizzato. Pertanto da lui, entro la fine di maggio, tutto l’ambiente Juventus aspetta una risposta.

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Le volontà di Bernardo Silva

Con Spalletti in primis: sarebbe l’occasione per ricucire i piccoli strappi generati da una stagione ad alta tensione, il cui finale rischia di farsi incandescente e a prescindere da come finirà. Comunque, in trepidante attesa della classifica finale, adesso c’è pure Bernardo. Le cui intenzioni sono state esplicitate a Canal 11, tv portoghese: «Voglio risolvere la situazione prima dell’inizio dei Mondiali e iniziare ad allenarmi con la Nazionale con la mente lucida - ha detto -, perché la Coppa del Mondo è una competizione troppo importante per farmi pensare ad altro». È tutto lì, nel conto alla rovescia che potrebbe appunto rovesciare la Juventus. Il peso specifico di Bernardo Silva è la partita su cui si gioca buona parte della prossima stagione: sarebbe il regalo di Comolli, sarebbe l’uomo di Spalletti, sarebbe il sogno dei tifosi. E certo più dell’alternativa, che rimane Brahim Diaz, neanche così in secondo piano. Però Comolli è sceso in campo: 10 giorni daranno la risposta che tutti aspettano.

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TORINO - Dieci giorni. Cioè fine stagione, ma anche prima del Mondiale. La Juve si è data un tempo piccolo per chiudere l’operazione Bernardo Silva, e non perché non abbia intenzione d’aspettare. Ma perché è il giocatore stesso a voler accelerare sul suo futuro. Sin dal suo addio al Manchester City - ufficializzato esattamente un mese fa, il 16 aprile -, Bernardo ha ricevuto ogni tipo di proposta sul suo piatto: c’era la ricca offerta dell’Arabia, c’è stata la super proposta del Galatasaray, l’ha intrigato l’opzione Mls ed è stato molto tentato pure dal ritorno a casa, ossia al Benfica. Niente di fattibile. Non adesso, almeno. Magari nell’ultima parte di carriera. Bernardo del resto è partito dalle sue intenzioni, e oltre al cuore e al progetto, alle aspettative e alle sensazioni, a guidarlo nella decisione finale sono in particolare le ambizioni.

Bernardo Silva, Barcellona e Juve

Per questo, a spuntarla, sono state Barcellona e Juventus. Squadre che gli garantirebbero lotta nei rispettivi campionati, la possibilità di scrivere pagine importanti pure in Champions League. Certo, i blaugrana un po’ di più - e ad oggi sembrano effettivamente in leggero vantaggio -, ma il filo diretto con Torino è stato così robusto nelle scorse settimane che la proposta juventina ha fatto breccia nei ragionamenti di Silva, a tal punto da chiedere a chi, come Danilo, ma anche Cristiano Ronaldo, quell’esperienza l’ha profondamente abitata.

Ha ricevuto feedback interessanti, inevitabilmente. Chissà però se esaustivi. Di sicuro, quelle risposte hanno tenuto (eccome) in corsa la Juventus, le hanno dato una chance concreta di andare oltre le difficoltà della squadra, l’appeal calante del campionato.

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