TORINO - È il gioco delle tre carte, un illusionismo retorico. Ogni volta che si chiede ad Alessandro Del Piero di un suo ipotetico ritorno alla Juventus, la risposta è sempre la stessa: «Non me ne sono mai andato». E, d’altronde, come dargli torto. Ambasciatore, un ruolo nelle academy negli Stati Uniti e poi diverse presenze pubbliche all’interno della cornice del mondo bianconero. La questione, però, è un’altra e l’ha presa di petto in questi giorni il suo ex compagno e amico Alessio Tacchinardi che, proprio dalle colonne di Tuttosport, ha invitato la proprietà, John Elkann, a chiamare l’ex numero 10 per dargli un ruolo in società. Ed ecco che con la retorica si nasconde per l’appunto il vero nocciolo della questione: la vicinanza tra il club e una delle sue figure più rappresentative è assolutamente innegabile. Così come è innegabile che la richiesta di Tacchinardi – e certo non solo la sua -, è quella di un ruolo di direzione, operativo, negli uffici della Continassa. Intanto, proprio ieri Del Piero è stato nel quartier generale della Juventus, intercettato poi nel tardo pomeriggio da un gruppetto di tifosi al momento dell’uscita. Nessun colpo di scena e nessun ribaltone: la sua presenza è da contestualizzare con il trentennale della Champions League del 1996. Contenuti da registrare e un omaggio da confezionare grazie all’opera degli addetti del Creator Lab.
