La bufera arbitrale che aveva travolto Antonio Rapuano dopo Verona-Juventus si è intrecciata con il nuovo caso esploso all’interno dell’AIA. L’arbitro finito nel mirino per la direzione della sfida del Bentegodi - segnata dalla mancata espulsione di Orban per la gomitata a Gatti e da polemiche feroci per un rigore assegnato contro i bianconeri per fallo di mano di Joao Mario - si sarebbe infatti salvato dalla dismissione grazie agli ultimi incastri della graduatoria arbitrale.
Un epilogo che ha alimentato ulteriori sospetti dopo l’esposto presentato dal presidente della sezione AIA dell’Aquila, Guido Alfonsi, alla Procura federale FIGC e alla Procura di Milano. Secondo quanto denunciato nel documento, il voto assegnato a Maria Sole Ferrieri Caputi nell’ultima giornata sarebbe stato decisivo per evitare l’uscita dai ruoli CAN proprio di Rapuano. Una valutazione giudicata inspiegabilmente bassa e arrivata dopo un cambio di osservatore arbitrale ritenuto sospetto. La Procura federale ha quindi aperto un fascicolo per fare chiarezza.
Il caso Verona-Juve: i gravi errori di Rapuano
Le polemiche attorno a Rapuano erano già esplose violentemente dopo Verona-Juventus. In quella partita il direttore di gara ha commesso errori considerati gravissimi dall’AIA stessa. L’episodio più discusso è stato il contatto tra Orban e Gatti: una gomitata evidente, vista chiaramente anche in campo, che Rapuano ha punito soltanto con un cartellino giallo. A peggiorare il quadro è stata poi la gestione VAR di Aureliano (insieme a Massa, AVAR della partita) che ha mandato l'arbitro al monitor per giudicare un fallo di mano di Joao Mario assolutamente non punibile. L’AIA ha reagito duramente: Rapuano è stato retrocesso in Serie B, mentre la posizione di Aureliano è rimasta congelata in attesa di ulteriori valutazioni. Una decisione che ha rappresentato una vera ammissione di responsabilità da parte del mondo arbitrale.
L’esposto di Alfonsi e il voto contestato a Ferrieri Caputi
Il nuovo terremoto è arrivato nelle ultime ore con l’esposto firmato da Guido Alfonsi. Nel documento il presidente della sezione AIA dell’Aquila ha parlato di presunte anomalie nelle valutazioni arbitrali e nelle designazioni degli osservatori. Nel mirino è finito lo spostamento dell’osservatore Sandro Rossomando, inizialmente destinato a Napoli-Udinese e poi inviato invece a Lazio-Pisa, gara diretta da Maria Sole Ferrieri Caputi. Secondo Alfonsi, proprio quella partita avrebbe generato la svolta decisiva nella graduatoria finale. "Nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita a Ferrieri Caputi la valutazione di 8,40" - si legge nell'esposto. Un voto ritenuto inspiegabilmente basso e che, secondo l’autore dell’esposto, avrebbe modificato gli equilibri della classifica tecnica arbitrale.
L’intera vicenda ruota attorno al sistema che ogni stagione prta alla dismissione di cinque arbitri CAN. Il regolamento prevede l’uscita dei direttori di gara con maggiore anzianità e peggior posizione in graduatoria. Secondo la ricostruzione contenuta nell’esposto, Abisso, Piccinini e Pezzuto erano già destinati all’uscita, mentre Massimi occupava l’ultimo posto della classifica tecnica. Restava quindi aperto il confronto tra Rapuano e Federico Dionisi per evitare l’ultima dismissione. È stato proprio qui che il voto assegnato a Ferrieri Caputi avrebbe avuto un peso decisivo. L’8,40 ricevuto dall’arbitro avrebbe infatti consentito a Rapuano di rientrare tra i migliori venticinque della graduatoria stagionale, facendo invece scivolare Dionisi fuori dalla soglia utile. Secondo Alfonsi, tutto questo non sarebbe stato casuale ma parte di "un disegno tramato nell’ultima giornata di campionato da soggetti senza scrupoli".
Le accuse all’AIA e l’indagine della Procura federale
Nel documento inviato alla Procura federale FIGC e alla Procura di Milano, Alfonsi ha parlato apertamente di "condotte penalmente rilevanti riguardanti le modalità delle dismissioni dai ruoli CAN dell’arbitro Federico Dionisi". Parole durissime che hanno ulteriormente aggravato il clima già tesissimo all’interno dell’AIA, reduce dall’inchiesta milanese e dalla decadenza dell’ex presidente Antonio Zappi. La Procura federale avrebbe quindi deciso di approfondire immediatamente la vicenda aprendo un’indagine interna.
Tacchinardi aveva attaccato: "Malafede o incompetenza?"
Le polemiche arbitrali legate a Verona-Juventus avevano provocato reazioni durissime anche nel mondo televisivo e sportivo. A fare particolarmente rumore erano state le parole di Alessio Tacchinardi durante la trasmissione Pressing. L’ex centrocampista bianconero si era presentato in studio con un cerotto sulla bocca, scherzando amaramente: "Se no potrei dire cose da squalifica!". Poi aveva sfogato tutta la sua rabbia contro gli episodi arbitrali: "Una follia. Cosa c’è? Malafede? Incompetenza di chi è al VAR?". Dichiarazioni che avevano fotografato perfettamente il clima di sfiducia e tensione attorno al sistema arbitrale italiano, oggi nuovamente travolto da sospetti, esposti e nuove indagini.
Sempre in trasmissione l'ex arbitro Cesari aveva analizzato l'episodio del rigore andandoci giù durissimo con Rapuano e Aureliano: "Nelsson gli salta davanti quindi il pallone gli arriva in modo inaspettato, inoltre il suo braccio ha un movimento congruo: non sono assolutamente d'accordo con la decisione di Rapuano. Si era detto basta coi rigorini ma questo è un rigorino, non è una cosa seria per cui fischiare penalty". Poi, parlando anche del mancato rosso a Orban dopo il brutto intervento su Gatti: "Il giocatore del Verona non guarda mai il pallone, Gatti cerca di proteggersi perché si aspetta la sbracciata: era da espulsione".
L’esposto di Alfonsi e il voto contestato a Ferrieri Caputi
Il nuovo terremoto è arrivato nelle ultime ore con l’esposto firmato da Guido Alfonsi. Nel documento il presidente della sezione AIA dell’Aquila ha parlato di presunte anomalie nelle valutazioni arbitrali e nelle designazioni degli osservatori. Nel mirino è finito lo spostamento dell’osservatore Sandro Rossomando, inizialmente destinato a Napoli-Udinese e poi inviato invece a Lazio-Pisa, gara diretta da Maria Sole Ferrieri Caputi. Secondo Alfonsi, proprio quella partita avrebbe generato la svolta decisiva nella graduatoria finale. "Nonostante una direzione impeccabile e priva di sbavature, veniva attribuita a Ferrieri Caputi la valutazione di 8,40" - si legge nell'esposto. Un voto ritenuto inspiegabilmente basso e che, secondo l’autore dell’esposto, avrebbe modificato gli equilibri della classifica tecnica arbitrale.
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