Sfuma Bernardo Silva, ma il trequartista resta la priorità: il nome che mette d’accordo tutta la Juve

Spalletti chiederà alla dirigenza un giocatore abile tra le linee e in grado di giocare nello stretto. Sulle fasce restano in corsa Grimaldo e Mingueza a parametro zero: tutti i dettagli

TORINO - Tanti saluti a Bernardo Silva, ormai in direzione Spagna, anche se dopo le avances dell’Atletico Madrid è tornato a farsi sotto il Barcellona, che poi in fondo era la sua prima scelta. Comunque, mentre le grandi della Liga se lo litigano, la Juventus aspetta di chiarire bene i percorsi dopo aver messo a punto le priorità. La prima: un giocatore tra le linee in grado di prendere il pallone che scotta. E di raffreddarlo coi pensieri giusti, non solo con il carattere.

 

 

Brahim Diaz mette tutti d'accordo

Per questo motivo il nome di Brahim Diaz è quello più corposo: mette d’accordo tutti - società, allenatore -, si fa soluzione intelligente in caso di cambio modulo (Spalletti ripartirà dal 4-2-3-1), può diventare alter ego di entrambe le centraline elettriche di gioco, cioè Yildiz e Conceiçao. Beh, mica male. E infatti male non è. È solo che bisogna aspettare. E aspettare. E ancora aspettare. Come se non esistesse altra soluzione, nessun altro verbo, se non quelli che vogliono dire pressoché lo stesso.

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Occhi su Brahim Diaz

Già, ma aspettare cosa? Che il Real Madrid, con cui Diaz ha (per ora) un contratto fino al 2027, decida il proprio futuro. Tanto dal punto di vista dirigenziale - il prossimo 7 giugno si terranno le elezioni, Florentino Perez sfiderà l’intraprendente Enrique Riquelme - quanto dal punto di vista tecnico, con Mourinho bloccato, e però solamente da Florentino. Capito, il groviglio? In questa zona grigia, in attesa che torni blanca, la Juventus si sta muovendo con l’entourage del marocchino, pronto a tornare comunque in Italia dove ha vinto con la maglia del Milan di Pioli, Pierre Kalulu a coprirgli buone porzioni di campo. Nel caso, ritroverebbe un amico. Ma pure un campionato in cui, uno come lui, riesce a fare enormemente la differenza. È quello che si augura in fondo la Juve: in Bernardo aveva individuato il colpo da novanta perché avrebbe aggiunto le giocate giuste, oltre alla proverbiale esperienza. Diaz non ne ha moltissima in meno e ha anche 26 anni. Cosa volere di più? Un bel po’, a dir la verità. E sarà naturalmente il tema del confronto interno alla Continassa. Dove negli ultimi giorni si è tornati a parlare della situazione legata agli esterni, annosa questione non senza ripercussioni sui rapporti.

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Terzino di spinta: i candidati

Le posizioni, chiarite: dal punto di vista squisitamente tecnico, un terzino di spinta non dispiacerebbe affatto a Spalletti, che ha provato a sfruttare Cambiaso per le caratteristiche che si ritrova facendolo girare per il campo e mai a vuoto. Ma che uno “alla Dumfries”, cioè uno fisso sul fondo, uno con la cilindrata da Ferrari, uno che ha nel motore assist, situazioni, spazi aperti, se lo farebbe andare bene. Eccome. Si parlava dei nomi che mettono d’accordo tutti: Grimaldo, oggi al Bayer Leverkusen, è uno di quelli. Ha 30 anni e ha dimostrato di poter fare la differenza in più contesti. Poi ci sarebbe Mingueza, con il quale Ottolini ha flirtato a lungo nell’ultimo mercato invernale, a tal punto da strappare un “riparliamone” con vista sull’estate. Eh, l’estate è dietro l’angolo, sebbene per scavalcarlo ci sia bisogno ancora di parlare, e poi di aspettare. Sì, aspettare. Ecco che ritorna, quel verbo. Ed eccolo a scandire giorni e notti in una Continassa svuotata dai giocatori ma non dalle idee. No, quelle resistono, e si parlano, s’intrecciano, cambiano volti ed espressioni, ma mai aspettativa. Rigorosamente al singolare, perché ce n’è giusto una a racchiudere ruoli, ambizioni, necessità. È questa: a prescindere da chi o cosa arriverà a Torino, il punto è che dovrà alzare il livello medio della squadra. Altrimenti è un cane che si morde la coda, un criceto in una ruota, un boomerang che ti piove addosso. La sensazione è di movimento, la realtà è ben diversa.

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TORINO - Tanti saluti a Bernardo Silva, ormai in direzione Spagna, anche se dopo le avances dell’Atletico Madrid è tornato a farsi sotto il Barcellona, che poi in fondo era la sua prima scelta. Comunque, mentre le grandi della Liga se lo litigano, la Juventus aspetta di chiarire bene i percorsi dopo aver messo a punto le priorità. La prima: un giocatore tra le linee in grado di prendere il pallone che scotta. E di raffreddarlo coi pensieri giusti, non solo con il carattere.

 

 

Brahim Diaz mette tutti d'accordo

Per questo motivo il nome di Brahim Diaz è quello più corposo: mette d’accordo tutti - società, allenatore -, si fa soluzione intelligente in caso di cambio modulo (Spalletti ripartirà dal 4-2-3-1), può diventare alter ego di entrambe le centraline elettriche di gioco, cioè Yildiz e Conceiçao. Beh, mica male. E infatti male non è. È solo che bisogna aspettare. E aspettare. E ancora aspettare. Come se non esistesse altra soluzione, nessun altro verbo, se non quelli che vogliono dire pressoché lo stesso.

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