Spalletti va da Elkann, c’è una priorità: la richiesta che può cambiare le strategie mercato Juve

Nell’incontro con l'ad di Exor, Comolli e Chiellini il tecnico chiederà uno sforzo extra: solo la proprietà può cambiare lo scenario

TORINO - Al summit odierno con John Elkann, Damien Comolli e Giorgio Chiellini gli argomenti non mancheranno. Bisogna gettare le basi per il mercato e per la stagione che verrà: non ci sarà più spazio per fraintendimenti, per cui bisogna dirsi tutto fuori dai denti. Luciano Spalletti insisterà su vari aspetti: chiederà di blindare la Continassa e di condurre un’opera di rafforzamento della rosa in linea con le caratteristiche che chiede. Gli serve solo gente da Juve, al netto di cessioni a cui era già psicologicamente preparato sin da quando ha trattato il rinnovo. Su un singolo giocatore, però, cercherà di premere sull’acceleratore.

Al centro del progetto Spalletti

Inevitabile il riferimento a Dusan Vlahovic: 4 gol nell’ultimo mese. Da quando è tornato ha segnato soltanto lui: non è bastato per andare in Champions League, ma il suo apporto si è visto. Gli resta il rammarico della rete annullata contro la Fiorentina, un momento in cui il vento avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Ma DV9 il suo l’ha fatto, eccome. Per non lasciare la squadra in difficoltà, a quarto posto ormai praticamente sfumato, ha scelto di giocare contro il Toro. Era reduce da una settimana tribolata dal punto di vista muscolare, ma per la Juve ha rischiato. E anche per Spalletti, che da subito l’ha messo al centro del suo progetto tecnico-tattico. Poi, l’infortunio di fine novembre contro il Cagliari ha complicato le cose: da lì è nata l’esigenza di Lucio di individuare un centravanti con le caratteristiche del serbo, che Comolli non gli ha consegnato. Dettagli costati la Champions League, a conti fatti.

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus

Vlahovic-Juve: distanza economica e ruolo decisivo di Elkann

Spalletti ha persino fatto da mediatore tra la Juve e il suo entourage: se hanno riallacciato i rapporti nel 2026 è proprio grazie al parere favorevole del tecnico, che per Dusan ha messo la faccia. Il tempo gli ha dato ragione. E al summit chiederà di insistere per prolungare il contratto in scadenza al 30 giugno. Serve un sacrificio importante, sì, ma per l’allenatore ne vale la pena.

 

 

La situazione con papà Milos, al momento, è la seguente: il contratto da 6 milioni più bonus è stato sostanzialmente accettato. La distanza sul bonus alla firma, però, è enorme: la famiglia di Vlahovic chiede una cifra più alta di un’annualità (più di 8 milioni), la Juve per ora non è andata oltre i 3. Ballano oltre 5 milioni e non sono pochi, visto e considerato che i bianconeri per andare avanti con Dusan ragionano su base biennale. La distanza è notevole, quasi siderale agli occhi di Comolli. E Spalletti teme la ricerca a salve di un’altra punta: per le cifre che ci sono in giro e per i rischi che comporta, viste le recenti scottature con David e Openda.

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Vlahovic tra Napoli, Premier League e Bayern: la Juve rischia l’addio

Vlahovic ha sfruttato la fase di stallo per proporsi in giro per l’Europa: Bayern Monaco e Atletico Madrid sono le più attente, in Premier League si registra il sondaggio del Chelsea e l’interesse del Newcastle (per ora non ricambiato dal serbo), in Italia le prime telefonate all’entourage di Dusan sono giunte da Giovanni Manna. E saranno intensificate dal Napoli, vista la stima di Max Allegri e la necessità di individuare un successore di Romelu Lukaku. Per Lucio la conferma di Vlahovic, ma lo ripete da mesi al club, sarebbe fondamentale. Anche in termini di personalità, Spalletti ha apprezzato molto l’impatto emotivo del centravanti. La sua disponibilità, unita ad uno spirito di sacrificio non comune al netto di un accordo in scadenza a giugno.

 

 

Palla alla proprietà, dunque, anche perché Comolli difficilmente scenderà a compromessi ulteriori con l’entourage di Dusan: solo l’ok di John può sbloccare la questione. Di sicuro, dal summit di oggi, il tecnico non potrà uscire a mani vuote. Non dopo l’imbarazzo dettato dal caso Alisson, in cui la Juve ha fatto i conti senza l’oste, rappresentato in questo caso dal Liverpool. Il club ha dato poco più di una settimana di tempo al brasiliano per forzare la mano coi Reds. Dopodiché andrà su altri obiettivi. Con buona pace di Spalletti, rimasto con un pugno di mosche in mano dopo la fumata grigia tendente al nero per l’estremo difensore. Spera di non fare la stessa fine con Vlahovic, sebbene non dipenda neanche più dalla Juve. L’ombra di Allegri, di sicuro, complica ulteriormente i piani.

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TORINO - Al summit odierno con John Elkann, Damien Comolli e Giorgio Chiellini gli argomenti non mancheranno. Bisogna gettare le basi per il mercato e per la stagione che verrà: non ci sarà più spazio per fraintendimenti, per cui bisogna dirsi tutto fuori dai denti. Luciano Spalletti insisterà su vari aspetti: chiederà di blindare la Continassa e di condurre un’opera di rafforzamento della rosa in linea con le caratteristiche che chiede. Gli serve solo gente da Juve, al netto di cessioni a cui era già psicologicamente preparato sin da quando ha trattato il rinnovo. Su un singolo giocatore, però, cercherà di premere sull’acceleratore.

Al centro del progetto Spalletti

Inevitabile il riferimento a Dusan Vlahovic: 4 gol nell’ultimo mese. Da quando è tornato ha segnato soltanto lui: non è bastato per andare in Champions League, ma il suo apporto si è visto. Gli resta il rammarico della rete annullata contro la Fiorentina, un momento in cui il vento avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Ma DV9 il suo l’ha fatto, eccome. Per non lasciare la squadra in difficoltà, a quarto posto ormai praticamente sfumato, ha scelto di giocare contro il Toro. Era reduce da una settimana tribolata dal punto di vista muscolare, ma per la Juve ha rischiato. E anche per Spalletti, che da subito l’ha messo al centro del suo progetto tecnico-tattico. Poi, l’infortunio di fine novembre contro il Cagliari ha complicato le cose: da lì è nata l’esigenza di Lucio di individuare un centravanti con le caratteristiche del serbo, che Comolli non gli ha consegnato. Dettagli costati la Champions League, a conti fatti.

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