TORINO - Al summit odierno con John Elkann, Damien Comolli e Giorgio Chiellini gli argomenti non mancheranno. Bisogna gettare le basi per il mercato e per la stagione che verrà: non ci sarà più spazio per fraintendimenti, per cui bisogna dirsi tutto fuori dai denti. Luciano Spalletti insisterà su vari aspetti: chiederà di blindare la Continassa e di condurre un’opera di rafforzamento della rosa in linea con le caratteristiche che chiede. Gli serve solo gente da Juve, al netto di cessioni a cui era già psicologicamente preparato sin da quando ha trattato il rinnovo. Su un singolo giocatore, però, cercherà di premere sull’acceleratore.
Al centro del progetto Spalletti
Inevitabile il riferimento a Dusan Vlahovic: 4 gol nell’ultimo mese. Da quando è tornato ha segnato soltanto lui: non è bastato per andare in Champions League, ma il suo apporto si è visto. Gli resta il rammarico della rete annullata contro la Fiorentina, un momento in cui il vento avrebbe potuto prendere una direzione diversa. Ma DV9 il suo l’ha fatto, eccome. Per non lasciare la squadra in difficoltà, a quarto posto ormai praticamente sfumato, ha scelto di giocare contro il Toro. Era reduce da una settimana tribolata dal punto di vista muscolare, ma per la Juve ha rischiato. E anche per Spalletti, che da subito l’ha messo al centro del suo progetto tecnico-tattico. Poi, l’infortunio di fine novembre contro il Cagliari ha complicato le cose: da lì è nata l’esigenza di Lucio di individuare un centravanti con le caratteristiche del serbo, che Comolli non gli ha consegnato. Dettagli costati la Champions League, a conti fatti.
