Vlahovic-Juve, destino segnato: Kolo Muani in cima alla lista, ma le alternative non mancano

Il futuro dell'attaccante serbo continua a tenere banco dalle parti della Continassa, con i bianconeri che stanno monitorando diverse piste per soddisfare le richieste di Spalletti

Non serve scavare alla ricerca di retroscena e nemmeno tendere le orecchie per ascoltare i bisbigli che provengono dalle segrete stanze. Basta semplicemente mettere insieme le più recenti dichiarazioni pubbliche per ricostruire il rapporto tra Luciano Spalletti e Dusan Vlahovic. Il tecnico appena lo ha avuto a disposizione non ha esitato un attimo a metterlo in campo e ribaltare le già fragilissime gerarchie che in attacco vedevano in testa Jonathan David, ogni tanto il falso nueve Boga o Yildiz e mai Openda. E di lui ha detto: «Con Vlahovic è tutta un’altra storia». Dichiarazioni di stima ricambiate dal serbo: «Lo ringrazio, mi è sempre stato vicino e mi ha aiutato». Il rinnovato sodalizio è uno dei pochi aspetti positivi del finale di stagione: 4 gol in 4 partite. Ma non sufficienti per spingere la Juventus fino ad un quarto posto che avrebbe rappresentato il probabile inizio di una nuova storia tra le parti.

Rinnovo sempre meno probabile

Un bivio e i bianconeri hanno preso l’altra strada, quella dissestata. Insomma, in questo momento è sempre meno probabile – ma non ancora impossibile -, che Vlahovic possa rinnovare il contratto con la Vecchia Signora che è in scadenza tra un mese. Uno scenario che Spalletti sta elaborando, masticando e digerendo come un pasto freddo, sciapo, mal cucinato. Non ne è certo felice, ma se ne sta facendo una ragione e anche da qui passa la strada del compromesso tracciata da John Elkann. L’allenatore di Certaldo è stato il primo sponsor del rinnovo di Vlahovic non tanto – non solo -, perché significherebbe andare a fare un intervento in meno sul mercato e poter puntare invece su una base consolidata composta da giocatori che si conoscono e lo conoscono. Ma, soprattutto, lo è perché crede fermamente nelle qualità del numero nove. L’ultimo capitolo della stagione 2025/2026, con le quattro reti segnate, potrebbe rappresentare una finestrella su un futuro che resterà solo immaginazione. 

Cosa è successo

Quello che avrebbero potuto essere insieme e, probabilmente, non saranno più. Ma cosa costringe all’atterraggio di emergenza, quando il rapporto tra allenatore e giocatore è già decollato? Se da una parte i sentimenti sono cherosene che alimenta i motori, dall’altra sono le cifre che zavorrano le discussioni tra la dirigenza bianconera e il padre di Vlahovic, Milos. Ingaggio, commissioni, premio alla firma: i conti non tornano e solo un colpo di scena, a questo punto, potrebbe cambiare un destino che sembra già segnato. L’esultanza di Dusan sotto i distinti dell’Olimpico, con parte del suo entourage e delle persone di fiducia che lo hanno assistito in questi anni a Torino che gli sono corsi incontro e con lui hanno fatto festa, rischia di essere l’ultima istantanea della sua avventura alla Juventus.

La richiesta

All’interno di questo contesto, prende ancora più forza la richiesta di Spalletti alla società. Una prima punta capace di fare a sportellate, di essere riferimento centrale e, soprattutto, uno che butta dentro la palla quando serve. L’identikit è fatto e tra un filtro e l’altro la ricerca del profilo è già avviata. Può tornare di moda Mateta che si è lasciato indietro il problema al ginocchio e di recente ha deciso la finale di Conference League. E tra i nomi ci sono anche quelli di Sorloth e Gonzalo Garcia. L’obiettivo numero uno è, però, un altro. Lo era a gennaio e lo è ancora oggi: Kolo Muani. Piace a Spalletti, a Torino ha già convinto e il lavoro fatto a gennaio è servito, se non a portarlo subito in bianconero, quantomeno per smussare gli angoli e riallacciare i rapporti con il Paris Saint-Germain.

WHATSAPP TUTTOSPORT: clicca qui e iscriviti ora al nuovo canale, resta aggiornato LIVE
 

 

© RIPRODUZIONE RISERVATATutte le news di Juventus