Se per le situazioni del mercato in entrata relative a Robertson e Alisson, Spalletti è parso spiazzato, per la fumata grigia tendente al nero uscita dalla riunione plenaria alla Continassa sul rinnovo di Vlahovic, l’allenatore di Certaldo è sembrato piuttosto rassegnato, un po’ per le cifre in ballo, un po’ per le dinamiche. Di fatto si è capito che è da un po’ che le varie parti - dirigenza bianconera e fronte giocatore - non si incontrano e che di riunioni operative, sulle specifica situazione di mercato, non ci siano avvisaglie nel breve periodo. Per cui si va avanti senza Dusan, almeno per il momento: perché poi si sa che le vie delle trattative sono infinite, anche quando sembrano in salita.
Se Vlahovic si complica con il passare di giorni - aspettando un incontro con papà Milos e il centravanti che potrebbe arrivare come no - non diminuisce la necessità per Spalletti di avere un attaccante fisico, cioè quello che è così tanto mancato, specialmente da gennaio a fine aprile, quando poi è tornato proprio l’attaccante serbo al centro del reparto offensivo bianconero. Anche perché, nelle valutazioni dello staff tecnico, David non è considerabile una prima punta: semmai di raccordo, quasi un trequartista, ma di sicuro non il giocatore con le caratteristiche che servono al tecnico di Certaldo. Men che meno Openda, per il quale dovrà essere trovata una soluzione in uscita, probabilmente in prestito. In sostanza, con Milik pure destinato a salutare, il rischio - ma sarebbe quasi il caso di dire certezza - è di dover rivoluzionare completamente il reparto, partendo sempre dal postulato di base: centravanti fisico, magari anche due se Vlahovic non rinnoverà.
