TORINO - Prima il dovere, poi, a seconda delle disponibilità, il piacere. Tutto fuorché un detto folkloristico: semmai la nuova linea operativa bianconera, improntata alla costruzione di un mercato a impatto zero, finanziato dalle cessioni. E non parliamo solo del costo dei cartellini: ad arrivare dovranno essere per forza profili che, tra ammortamento e ingaggio, incidano di meno (o ugualmente) sul bilancio del club. Da qui, l’urgenza di liberare slot nella rosa, piazzando in fretta e furia i tanti esuberi che, nelle prossime settimane, faranno rientro alla Continassa. A cominciare da Joao Mario, tra le tante delusioni dell’ultimo mercato estivo di Damien Comolli.
Joao Mario tra Bologna e Fiorentina: le ultime sul futuro
Arrivato nell’economica dello scambio di cartellini con Alberto Costa, il portoghese ha incassato la bocciatura di Igor Tudor - prima - e quella di Spalletti - poi -, spingendo il club a trovargli una sistemazione temporanea nella finestra di mercato di gennaio. Da lì, il prestito secco al Bologna, condito da una serie di prestazioni che avevano spinto il tecnico Italiano - in sinergia con Sartori - a paventare con la Juventus la sottoscrizione a fine stagione di un nuovo prestito.
Sondaggi, perlopiù, di natura esplorativa, tradottisi in un nulla di fatto, in parte, per via dell’addio (annunciato) di Italiano. Difficile prevedere se il Bologna possa tornare a bussare alla porta dei bianconeri: prima ci sarà da definire la linea di mercato con il neo tecnico Domenico Tedesco. Nel frattempo, però, i bianconeri hanno rilevato l’interesse di una serie di club italiani per il suo cartellino, a cominciare dalla Fiorentina.
