Roma e Premier su Lucumì
Tutto questo in maniera asettica, perché in realtà i contatti tra i due club si ripetono in modo da ragionare sulla possibilità, da parte bianconera, di rateizzare la cifra in questione, anche in considerazione dei buoni rapporti con il Bologna che avevano dovuto portare allo scambio tra Holm e Joao Mario, una delle poche (se non l’unica) operazioni italiane della gestione Comolli. Il riscatto dello svedese, gravato da problemi fisici, non è stato considerato opportuno dalla Juventus che ha risparmiato 18 milioni che potranno così essere utilizzati nella trattativa per Lucumi. E se i bianconeri lo ritengono davvero strategico, faranno bene a non porre troppo tempo in mezzo, visto che sul colombiano c’è l’interesse di altri a cominciare dalla Roma per andare ai club di Premier di fascia media che certo non hanno problemi a ragionare sulle cifre della clausola. Anche perché, alla fine, il colombiano è più facile da raggiungere rispetto a molti altri candidati al ruolo di centrale per la prossima stagione bianconera. Kim Min-Jae, per esempio, è gravato da uno stipendio di poco superiore ai 10 milioni netti e dalla posizione tutt’altro che trattativista al ribasso, almeno per ora, del Bayern Monaco. Poi, certo, lui avrebbe il vantaggio di conoscere alla perfezione i metodi e le esigenze tattiche di Spalletti con cui ha vinto lo scudetto nel Napoli.
