Mancano i gol, la Juve deve comprarli

La priorità di Spalletti è rinforzare il reparto offensivo e pesa pro e contro di Vlahovic

Nelle ultime cinque stagioni, la Juventus non è mai andata oltre gli 1,6 gol a partita, una media stentata che ha reso ancora più deprimenti le stagioni, al di là del risultato finale. L’Inter nello stesso periodo è stata per tre volte sopra la media di due gol a partita ed è scesa, nella sua stagione peggiore, a 1,7. Esiste, dunque, un grave problema di gol. E di attaccanti. Perché al reparto è sempre mancato un uomo da più di 20 gol (il massimo lo ha toccato Vlahovic nella stagione ’23-24 con 18 gol complessivi) o che, almeno, rappresentasse un punto di riferimento solido per far segnare gli altri. Insomma, non è un caso che Spalletti continui a sussurrare all’orecchio di Carnevali che la priorità sono due attaccanti forti. Colmare quella drammatica carenza rappresenterebbe un significativo passo avanti nella costruzione di una Juve di nuovo vincente. L’anno scorso, peraltro, la situazione era la stessa. E la soluzione David-Openda è stata così catastrofica che, non solo non ha risolto il problema, ma lo ha aggravato, perché oggi la Juventus non solo deve trovare due nuovi attaccanti, ma deve anche smaltire quelli presi dodici mesi fa e reduci da una stagione fallimentare.

Vlahovic-Juve, offrirgli un biennale torna ad avere una logica

In questo scenario, la riconciliazione con Vlahovic e l’ipotesi di offrirgli un contratto biennale torna ad avere una logica per i dirigenti bianconeri. Naturalmente se Vlahovic accettasse le condizioni economiche che, qualche settimana fa, ha rifiutato: 6,5 milioni netti a stagione. E potrebbe anche accettarle, visto che, nel frattempo, ha sbattuto il naso contro le porte delle big europee. Ma avrebbe davvero senso riprendere Vlahovic? Non è semplice stabilirlo. Dusan ha avuto cinque stagioni per dimostrare il suo valore e non è mai riuscito a farlo con continuità. Sprazzi micidiali si sono alternati con periodi modesti e qualche infortunio di troppo. Sperare in una sua rinascita significa affidarsi alle capacità taumaturgiche di Spalletti e, chissà, a un nuovo approccio dello stesso Vlahovic, alleggerito dalla responsabilità dell’ingaggio a doppia cifra e consapevole di dover dimostrare il proprio valore.

Kolo Muani e Vlahovic, le scelte della Juve per l'attacco

Certo, la soluzione Vlahovic sarebbe la più economica. Senza spendere per il cartellino e dimezzandogli l’ingaggio, il costo stagionale passerebbe dai circa 40 milioni (tra stipendio e ammortamento) della stagione appena conclusa a 12 milioni per la prossima, lasciando molto spazio per altre operazioni a partire da quella del secondo attaccante. Carnevali e Massara ci stanno pensando, valutando attentamente i pro e i contri della reunion. Vlahovic sta mettendo sulla bilancia il peso della sconfitta del dover tornare sui propri passi. Soldi e orgoglio stanno tessendo il suo destino. E non solo il suo, perché la tignosissima trattativa con il Psg per Kolo Muani può essere fortemente condizionata anche solo dalla possibilità che la Juve e Dusan si rimettano insieme. La situazione, per il bomber francese, è identica a un anno fa: il Paris Saint Germain chiede una cifra che la Juve non può e non vuole spendere e la lunghezza della trattativa alimenta il dubbio che, non trattandosi esattamente di Van Basten o Trezeguet, forse sterzare su un altro obiettivo non sarebbe poi così disdicevole.

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