Juve, pessimismo tossico e problemi autentici

Il clima distruttivo che circonda il club e la squadra non è esattamente d’aiuto, soprattutto quando istiga o cerca di istigare azzeramenti di società, panchina o giocatori
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Guido VaciagoGuido Vaciago

Pubblicato il 13.10.2026, 08:06

3 min

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C’è una negatività tossica intorno alla Juve. La stessa che da cinque anni a questa parte finisce per contribuire al fallimento sportivo ed economico di ogni progetto varato per il rilancio. Contribuisce, non ne è la ragione, naturalmente. Quella va cercata nelle ripetute scelte sbagliate (dirigenti, allenatori, giocatori) che hanno stratificato gli errori e reso molto difficile al risalita. Ma il clima distruttivo che circonda il club e la squadra non è esattamente d’aiuto, soprattutto quando istiga o cerca di istigare azzeramenti di società, panchina o giocatori.

Discontinuità Juve

La Juve ha cambiato tanto, anzi troppo negli ultimi cinque anni, centrifugano qualsiasi progetto di rinascita e lasciando pochissimo tempo per superare problemi e ostacoli. Proprio la discontinuità di dirigenti e allenatori, ha interrotto precocemente ogni tentativo in nome di un salvifico ribaltone che, dopo un anno, ma a volte meno, faceva rimpiangere quelli di prima, chiunque essi fossero. Il punto di vista del tifoso è comprensibile. La Juve, come ha detto Spalletti, comporta l’enorme responsabilità di dover vincere e, possibilmente, di farlo subito: la dolce condanna ad alzare un trofeo in ogni stagione ha piazzato sempre molto alta l’asticella. Inoltre, gli anni bui si accavallano nella coscienza del tifoso, rendendolo sempre più insofferente, sempre più inferocito, sempre più negativo, appunto.

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La Juve manca di uno, meglio due, giocatori di grande personalità e carisma

Certo, anche riuscendo a scrostare un po’ di quel pessimismo resterebbero i problemi veri, quelli concreti, quelli per i quali la Juve non è riuscita a vincere a Cagliari. Che poi sono sempre gli stessi, rimasti irrisolti dopo un’estate difficile, tribolata e con qualche scelta sbagliata (come dimostra la necessità di intervenire a gennaio): la Juve manca di uno, meglio due, giocatori di grande personalità e carisma, per dare un’anima forte alla squadra e, soprattutto, un po’ di esperienza; la Juve manca di un vero centravanti e siamo quasi stufi di scriverlo, visto che lo facciamo da quest’estate; la Juve manca di giocatori in grado di velocizzare e verticalizzare l’azione, perché arriva nell’area avversaria troppo lentamente. Si sapeva a giugno, si ha la triste conferma ora, si cambierà il futuro?  

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